Guglielmo Ricci (91 anni) è venuto a trovarci in redazione all'inizio dell'anno, salendo agilmente tre rampe di scale, per portare anche allo Specchio della città la sua testimonianza di vita. Ci ha lasciato alcuni scritti firmati "Rigu, un libero pensatore fanese", ci ha raccontato qualche episodio tratto dalla sua lucidissima memoria, e se ne è andato con un sorriso gentile. Il suo percorso ideologico lo aveva visto aderire inizialmente al movimento fascista (partecipando anche alla marcia su Roma), e poi diventare uno dei più intransigenti oppositori del regime, pagandone di persona tutte le conseguenze. La sua attività di "sovversivo" in Svizzera, in Francia, in Spagna, lo aveva portato ad operare in stretto contatto con i principali esponenti della sinistra libertaria, fra cui Bruno Lugli, Natale Morenzoni, i fratelli Rosselli. Rientrato in Italia, dopo qualche soggiorno al 'confino' e nelle patrie galere, entrava in conflitto anche col movimento comunista: criticando aspramente (molto in anticipo sui tempi) l'operato violento e coercitivo dello stalinismo.
Ci eravamo promessi di incontrarci nuovamente, appena possibile, per approfondire e registrare i suoi racconti: che in tante occasioni avevamo avuto modo di ascoltare dalla sua voce, nelle sere d'estate, sulle panchine della Piazza. Non ne abbiamo avuto il tempo. Gli rendiamo un ultimo omaggio pubblicando i testi che seguono.