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Il progetto 'Adriapolis': un'unica città fra Pesaro e Fano

Un sogno metropolitano

Ho fatto un sogno. Dopo lo spostamento della ferrovia oltre le colline, un referendum popolare aveva approvato a grande maggioranza la fusione fra Pesaro e Fano in un unico Comune di 150 mila abitanti, chiamato ADRIAPOLIS (sigla automobilistica: AD). All'ombra del nuovo gonfalone, in cui campeggiava un'aquila romana, il sindaco Cesariano Giovacarne amministrava saggiamente le casse municipali, ormai ricchissime dopo il taglio di metà degli assessori, dei consiglieri comunali e dei dirigenti pubblici. La città viveva una stagione di splendore e di benessere senza precedenti: testimoniato fra l'altro dalla presenza di un porto commerciale, un porto turistico affollato di yacht, l'aeroporto internazionale "Omiccioli", tre Palazzi dello Sport, dodici cinema, una sala concerti, due teatri di prosa e due teatri lirici che ospitavano ad anni alterni il Rossini Opera Festival: dopo che una ricerca del professor Brancati aveva rivelato l'esistenza di una figlia naturale del grande musicista, nata nel 1820 dalla relazione con un'appassionata fanese di flauto traverso. Una squadra di calcio dai colori bianco-granata, presieduta dal senatore Navarra e sostenuta vigorosamente dagli Almavis Boys di Alberto Ghiandoni, militava nelle zone alte della serie B e richiamava ogni domenica sugli spalti del nuovo stadio oltre dodicimila sportivi; che subito dopo si trasferivano al BPA Palas per applaudire a domeniche alterne la Berloni volley e la Scavolini basket, entrambe ai vertici della A1.

Al posto del precedente tracciato della Statale 16 si era ricavato un viale alberato di dodici chilometri, chiamato simpaticamente la "Riviera dei Cavolfiori", che collegava il quartiere Pisaurum col quartiere Fanum Fortunae: percorso nelle giornate di sole da festose famiglie in monopattino. Lo costeggiava una spiaggia sterminata, con un'unica fila di ombrelloni, di bar, di ristoranti, di alberghi, di negozi, di casinos, di discoteche, di parchi acquatici, da far impallidire il lungomare di Copacabana. Tutta l'area ospitava in agosto anche un gigantesco Carnevale estivo, gemellato col Carnevale di Rio su richiesta del sindaco carioca.

***

A questo punto mi sono svegliato, con una gran voglia di continuare a sognare. Perché no, dopo tutto? Il nostro giornale, nel suo piccolo, ha sempre considerato Pesaro e Fano come un unico comprensorio urbano, visti i legami di tipo storico, economico, sociale e culturale che uniscono i due Comuni, al di là delle battaglie campanilistiche del PUF. Vorremmo iniziare un dibattito su questo tema, invitando tutti i nostri autori/lettori a dire la loro. Fra l'altro la proposta non è affatto nuova, perché si parla da almeno cinquant'anni dello spostamento della ferrovia e da quasi un decennio del progetto "Adriapolis". Alle soglie del terzo millennio è il momento di volare più alto.

A.A.

Adriapolis fra sogno e realtà

A cavallo degli anni '90 si è parlato di "Adriapolis", un progetto suggestivo basato sullo spostamento della ferrovia litoranea per realizzare un comprensorio turistico tra Pesaro e Fano. Ma quello della mobilità e dei trasporti centrato sull'arretramento della ferrovia adriatica si era già prospettato nel corso degli anni seguiti all'ultimo conflitto. La stampa aveva rilanciato il problema, vitale per il turismo, della riviera da Sottomonte a Fano "che potrà realizzarsi solo partendo dallo spostamento della ferrovia". Un sogno "descritto" in termini concreti trent'anni prima, quando si era ipotizzato lo spostamento della ferrovia da Nord di Pesaro a Sud di Senigallia; opera finanziabile per intero (compresa la costruzione del nuovo tronco) con il plus valore delle aree recuperabili lungo la fascia costiera, di enorme interesse e valore turistico. Nuova sortita, circa a metà degli anni '80 con l'ing. Pietro De Biagi che vedeva la sistemazione della riviera di Sottomonte "in un quadro di coordinamento tra i Comuni di Pesaro e di Fano. Esistono proposte per la valorizzazione di tale tratto di costa", proposte che si "leggevano" proprio nel "Progetto Adriapolis".

Pesaro-Fano: Una riviera senza ferrovia

Un intervento globale e coordinato tra i due Comuni si ipotizzava già negli anni '80 per realizzare un comprensorio turistico – Una lunga spiaggia con epicentro a Fosso Sejore –

La sistemazione della riviera di Sottomonte si può considerare un problema vitale per il turismo pesarese ma potrà realizzarsi solo partendo dallo spostamento della ferrovia. Rilanciato dall'allora consigliere comunale DC Paolo Di Tommaso, a cavallo degli anni '90, il problema tornava con un documentato intervento al centro dell'interesse. Spostare la ferrovia è un sogno prospettato in termini concreti ormai da 40 anni, e a quella eventualità si legava un precedente intervento dell'ing. Pietro De Biagi. Egli vedeva la sistemazione della riviera di Sottomonte "in un quadro di coordinamento tra i Comuni di Pesaro e di Fano. Esistono – affermava e sostiene ancora oggi De Biagi – proposte per la valorizzazione di tale tratto di costa. Ma una possibile soluzione dovrebbe essere caratterizzata dal criterio di globalità: un comprensorio mare-collina adeguatamente sistemato nel quadro di un più vasto territorio turistico che riaffermi valori essenziali (verde, visione del mare, spaziosità dell'arenile). Ciò si rende necessario per compensare in qualche modo l'errore compiuto a Pesaro, proiettando un'ombra sull'avvenire turistico della città. Al gretto criterio economico che ha prodotto la lunga e altissima muraglia di alberghi protesi sino all'arenile, dovrà contrapporsi il concetto umano e culturale del turismo. La valorizzazione di questa costa non dovrà prescindere da una continua e coordinata azione fra i due Comuni contermini. Le proposte – precisa De Biagi – sono queste: liberazione della riviera dalla sede ferroviaria (spostamento della linea a monte della città con una previsione anche a lunga scadenza); riduzione della Statale Adriatica a strada di puro scorrimento turistico (tramite la variante parallela all'Autostrada); previsione di un insediamento turistico (stazione balneare di servizio) con attrezzature a livello di comprensorio Pesaro-Fano accentrato nella piana della valletta di Fosso Sejore; con la previsione altresì di un porticciolo capace di soddisfare le esigenze delle due città. Sotto questa visione unitaria potranno trovare giusta soluzione anche aree-problema quali il Porto, la zona Sud di Pesaro, le colline circostanti con Trebbiantico e Novilara".

Studi, sogni, progetti. Anche questa non è che una pagina, una prospettiva come tante che in tempi più recenti si è tentato di raccogliere e di assemblare sotto il suggestivo itolo di "Adriapolis". Un altro sogno? E' quanto questo giornale, "Lo Specchio della città" si propone di accertare, rinfrescando e mettendo a fuoco un grande progetto.

Opinioni prese al volo

Pochi hanno sentito parlare del progetto "Adriapolis", tanti non ne sanno nulla. Ma l'idea in generale e certi particolari di fattibilità, suscitano immediato interesse, a parte l'inevitabile scetticismo sui tempi e sulla volontà di procedere. Ecco alcuni pareri raccolti a Pesaro, in attesa di conoscere le opinioni da parte fanese.

Augusto Eusebi (Lega Navale): Sarebbe il massimo. Ma oltre a spostare la ferrovia bisognerebbe provvedere alla sospirata circonvallazione per liberare la città e la riviera dal traffico caotico che oggi le rende invivibili. Per non parlare degli incidenti che proprio sulla Statale 16 tra Pesaro e Fano pesano sulla vita estiva. I problemi del traffico sono tutt'uno insomma con la sistemazione moderna e futuribile della riviera.

Alberto Damiani (Azienda servizi Savignano): Inutile pensare ala grandezza del progetto. Un mio concittadino tornato a Fossombrone dopo una vita da emigrato in Argentina è rimasto sorpreso, uscendo dalla superstrada, del sottopassaggio alla ferrovia. "Ah, poi lo hanno fatto?". Se ne ricordava da quando ne sentiva parlare, ancora ragazzo. Beh, io non vorrei emigrare in Argentina per vedere realizzato (tra quanto?) il sogno di Adriapolis.

Adriano Del Bianco (impiegato): Basta pensare alla trasformazione della Statale 16 in grande strada turistica, per avere la prima, suggestiva immagine di Adriapolis. Partendo proprio dalla curva della ferrovia che oggi lo chiude, Viale Trieste avrebbe il naturale proseguimento sino a Fano. Avremmo una litoranea come quella che unisce Rimini-Riccione e Cattolica. Con tutto ciò che significa (e si vede) per il turismo di quella riviera.

Primo Serafini (computista): Dubito che i politici del terzo millennio possano farcela. Il progetto è interessante e vorrei davvero vedere la mia città migliorata e abbellita nel quadro di Adriapolis. Finora purtroppo ci hanno rifilato solo brutture nate dalle speculazioni. Sono pessimista.

Luciano Vallini (gestore cinema): Se il progetto rispetterà le misure e l'impatto ambientale di nuove strutture sarà una cosa ottima. Il solo fatto di eliminare la ferrovia ci darebbe una riviera paragonabile a quella della vicina Romagna, con in più quel porticciolo di cui si parla a Fosso Sejore, che diventerebbe un vero gioiello per il turismo nautico.


 
 
 
 
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