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Il sesso non va in pensione
La rubrica medica del “nonno del deserto”: L’andropausa
I problemi riguardanti la popolazione anziana hanno sempre più importanza perché la vita media, che nei secoli scorsi non superava i 50 anni in ambo i sessi, ora nell'uomo arriva a circa 77 anni e nella donna a circa 84 anni. Quindi un terzo della vita si svolge per la donna dopo la menopausa (che inizia da 48 a 55 anni) e per l'uomo nell'andropausa. Infatti, intorno alla cinquantina (più spesso anche dopo) fino alla terza età (dopo i 65 anni) l'uomo normale che fino ad allora aveva goduto della pienezza delle sue capacità intellettive, psichiche e fisiche comincia ad accusare un complesso di disturbi che si accentueranno, ma in maniera molto graduale e sfumata: stati di ansia, depressione psichica, perdita di memoria, insonnia, palpitazioni, tachicardia, tendenza a sudorazione, cefalee, vertigini, disturbi digestivi, artralgie, bruciori mentre urina (disuria) con frequenti stimoli ad urinare in rapporto a fenomeni cistitici o prostatici, diminuzione della potenza sessuale, mentre la libido (desiderio sessuale) rimane inalterata. Dal complesso dei disturbi descritti è evidente come una parte di essi venga trattata dalla medicina generale, un'altra parte sia di competenza psicologica, come l'ansia e la depressione: perché l'uomo affronta questa crisi andropausale in età più avanzata che viene a coincidere con il pensionamento, quindi deve superare due crisi contemporaneamente; mentre nella donna sono più distanziate perché va in menopausa intorno ai cinquant'anni e in pensione a sessant'anni e oltre.
La menopausa delle donne coincide esattamente con la cessazione delle mestruazioni, e quindi dell'attività riproduttiva, in quanto non c'è più l'ovulazione da parte delle ovaie; nell'uomo dopo i 50 anni i testicoli continuano a produrre milioni di spermatozoi e il testosterone (ormone maschile) è presente in una certa quantità negli anni successivi fin oltre i 65 anni. Quindi l'uomo mantiene più a lungo il suo potere riproduttivo per la presenza di spermatozoi nell'eiaculato fin ad età avanzata, anche se le possibilità di fecondazione sono minori perché il numero degli spermatozoi per millilitro diminuisce. Lo stesso discorso vale per il testosterone, la cui produzione e disponibilità con l'avanzare degli anni dell'andropausa è ancora elevata perché esiste oltre al testosterone libero circolante, una notevole riserva legata alle proteine, per cui rimangono pressoché inalterati il desiderio, l'attività sessuale e l'erezione fino alla 7ª-8ª decade della vita.

Il complesso dei figli di Noè

Spesso l'anziano viene considerato un asessuato dagli stessi medici, dai familiari, dai giovani che hanno il complesso dei figli di Noè (Cam, Sem e Jafet) che lo coprivano con un mantello voltandogli le spalle, per non vedere le sue nudità mentre dormiva. Invece i sessuologi non si stancano di precisare che la sessualità dell'anziano è più matura perché la vita sessuale migliora con l'età e con l'esperienza, perché la vita è fatta di affetti amorosi, tenerezze, calore umano, desiderio, emozioni, intimità e soprattutto contatto fisico emotivo. Tutti questi fattori vanno ricordati perché la paura di essere impotente può provocare (per suggestione) una vera incapacità sessuale. Esiste un sesso anatomo-fisiologico e uno psichico, in sostanza una diversa cultura che è cominciata un milione e mezzo di anni fa, in epoca paleolitica. Secondo gli antropologi, le donne allora, come gli altri mammiferi, avevano l'estro (periodo del calore). Vivendo in comunità, e avendo l'estro tutte nello stesso periodo, si resero conto che questo provocava degli inconvenienti e impararono perciò a domarlo, a scegliersi un partner con sentimento d'amore; agevolato dal fatto che la posizione dell'accoppiamento, da posteriore (come negli animali) divenne frontale, per cui il maschio e la femmina potevano guardarsi negli occhi nell'attimo della donazione reciproca e della perpetuazione della specie.

Controllo dei fattori di rischio

Per tutti i disturbi insorgenti con gli anni ha notevole importanza la prevenzione, cioè uno stile di vita sano e una buona alimentazione. Budda, ad un discepolo che gli chiedeva che cosa bisogna fare per essere illuminati, rispose: “Bisogna avere un intestino ben funzionante”. E' necessario il controllo dei fattori di rischio come il fumo, l'eccesso di peso, il colesterolo, i trigliceridi, l'ipertensione, il diabete. Si ricorda che alcuni psicofarmaci possono inibire l'efficienza sessuale. Ci può essere un'impotenza vera e propria che può intervenire, ma solo per malattie circolatorie del sangue, nervose, endocrine, (ormonali) di una certa entità. E' pur sempre possibile, come nella donna, una terapia ormonale sostitutiva con l'ormone carente, che negli uomini è il testosterone, ma può essere attuata solo sotto stretto controllo urologico o andrologico e con esami di laboratorio per escludere processi tumorali della prostata, che possono essere favoriti da questo ormone. L'uso del testosterone è controindicato anche nell'ipertrofia prostatica.
Utile, per non dire indispensabile, è l'esercizio fisico. Come attività motoria, non esagerata ma costante, bastano anche lunghe passeggiate all'aria aperta (il walking). Con il walking l'organismo produce le endorfine, sostanze simili alla morfina, che hanno un'azione antistress, antiansia e facilitano l'apprendimento, la memorizzazione e il calo del peso corporeo superfluo. Un articolo apparso recentemente su un quotidiano cita come stimolante sessuale (tipo Viagra) una apomorfina anch'essa simile alla morfina.
E' anche consigliabile una costante ricerca di interessi di tipo culturale, come la lettura e lo studio, e di tipo lavorativo, anche come volontariato, cercando di sviluppare la creatività individuale. Molto importante è saper valutare l'effetto distensivo della respirazione facendo esercizi respiratori non solo negli stati d'ansia o in sincronia con l'attività motoria, ma anche in condizioni normali, perché con un maggior apporto di ossigeno i nostri organi funzionano meglio e pensano di avere ancora vent'anni. Questa è realtà non suggestione.

Carlo A. Angelucci


 
 
 
 
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