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Emigrazione aperta e clandestina

Dal libro Testo-Atlante di Geografia, pubblicato nel 1924 da L. Cappelli Editore Bologna.

Dopo la guerra la ricchezza in molti paesi è diminuita; essi perciò hanno limitato il loro consumo, ossia le loro spese, ed in conseguenza è venuto a diminuire il bisogno di mano d’opera nei paesi produttori; i quali, non avendo più bisogno di mano d’opera straniera, hanno chiuso le porte agli emigranti. Ecco perché molti Italiani che vorrebbero emigrare, ora non possono.
Questa condizione ha dato origine, pur troppo, al sorgere dell’emigrazione clandestina, che è una vera piaga e una vergogna. Ecco in che consiste. Tristi speculatori vanno in giro per i paesi e le città cercando quelli che vorrebbero e non possono emigrare, e promettono loro di farli emigrare di nascosto, ossia clandestinamente, senza le carte occorrenti o con carte false, e chiedono in anticipo un compenso di danaro. Questi uomini senza coscienza, profittando dell’ignoranza e della credulità di tanti poveretti, si fanno cedere quasi tutto quello che possiedono e qualche volta riescono realmente a condurli clandestinamente in Francia, o a farli sbarcare in America; ma quando gli emigranti sono giunti in terra straniera, con poco o punto denaro, e privi di carte regolari, sono esposti a mille pericoli, e molto spesso arrestati e rimandati in patria. Non trovandosi in regola con le leggi essi non possono ricorrere alla giustizia contro qualsiasi sopruso venga loro fatto, e qualche volta debbono accettare i lavori più umilianti e più faticosi e pericolosi e contentarsi di un compenso molto minore di quello cui avrebbero diritto, e così abbassano la propria dignità di uomini e screditano il nome italiano.

Quali lavori fanno i nostri emigranti
Il 33% fanno i contadini;
il 30% fanno gli sterratori. Sono cioè operai che sanno adoperare zappa e vanga e possono lavorare nella costruzione di strade, ponti, porti, nello scavo delle miniere, ma non hanno un mestiere determinato e sono i meno pagati tra tutti i lavoratori;
il 13% fanno i muratori, e sono operai bene organizzati e ben pagati;
il 23% esercitano altre industrie, oppure sono piccoli professionisti, piccoli commercianti, ecc.
Il governo cerca, con scuole apposite, di diminuire il numero degli operai non specializzati, che sono i meno pregiati e meno pagati e caratterizzano i Paesi meno progrediti, e cerca di accrescere invece quello degli operai specializzati.

(segnalato da Sergio Pandolfi)


 
 
 
 
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