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Madonna con Bambino e Santi (Sant’Angelo in Vado)
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Con l’Unità d’Italia e la soppressione degli enti religiosi, un immenso patrimonio di immobili e opere d’arte appartenente alla Chiesa fu trasferito allo Stato e alle neonate amministrazioni comunali. Fu un’operazione enorme, che partì nel gennaio 1861 e che nel territorio provinciale interessò 29 Comuni, con la soppressione di 105 congregazioni religiose e conventuali. Migliaia di opere d’arte diventarono così di proprietà dei Comuni (basti pensare alla Pala del Bellini, proveniente dalla Chiesa di San Francesco, oggi conservata nei Musei civici di Pesaro), che per la prima volta si trovarono a gestire e a dover tutelare un patrimonio culturale di consistenza enorme. Questo fenomeno complesso e ancora poco indagato è al centro del volume “L’Arte confiscata, acquisizione post unitaria del patrimonio storico-artistico degli enti religiosi soppressi nella provincia di Pesaro e Urbino” (Il Lavoro Editoriale), realizzato dagli storici dell’arte Bonita Cleri e Claudio Giardini su iniziativa della Provincia di Pesaro e Urbino e della Banca Popolare Valconca, con il patrocinio dell’Assemblea legislativa delle Marche e la sponsorizzazione dei Cantieri navali di Fano-Camm.
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