Maria Silvia Gaggiottini
UN MOTIVO
Cerco
Un motivo
Nello sguardo spontaneo
Di un bambino,
Nell'immensità angosciosa
Del mare
Nelle parole incerte
Di un mio coetaneo,
Nel blando andare
Di un vagabondo,
Nella frenesia
Del traffico di città,
Sull'altare olezzante di fiori
Di una chiesa di campagna,
In un ricovero per anziani
Fuori città.
Ovunque cerco
Uno spiraglio di speranza
Che quel motivo ci sia,
Lo cerco,
Ma, forse,
E' proprio tra queste pagine.
Eleonora Manzini
VORREI
Vorrei che ogni giorno fosse l'ultimo
vorrei vivere davvero
vorrei vedere i tuoi occhi di gabbiano
per l'ultima volta
e poi volare lontano,
per amarti davvero.
Vorrei essere lucciola o falena
come fui per te, gioiello d'oriente
quando asciugai le tue lacrime
e finita la notte sparii,
nella nebbia.
Vorrei assaporare l'ultimo prezioso attimo
della stella cadente
e bagnarmi nell'eternità del ricordo.
Vorrei essere fiume
per scalfire le pietre del mondo
e correre, correre
di continente in continente,
specchio di capelli d'oro,
danze tribali
e cime innevate.
Vorrei svanire poi,
in uno spazio illimitato
...vorrei ...vorrei.
Massimiliano Scola
VEDO...
Vedo i tuoi occhi
e mi dicono cose belle.
Vedo la tua voglia
di trasmettere la tua amicizia.
Vedo in te,
la voglia di venirmi vicino
in tutti i momenti
in cui ho bisogno.
Vedo che mi tendi la mano
e non l'allontani.
Vedo che mi sei vicino.
Vedo i tuoi occhi
che vogliono dirmi cose belle.
Vedo la voglia di starmi accanto.
Vedo che hai voglia di sorridere.
Vedo le piccole cose
che avevo notato tante volte,
e mi domando
se una amicizia
può esistere meglio di così
e ti vedo sempre
accanto a me.
Bernardina Rupalti
NATALE
Nelle strade, confusione
Gente indaffarata
passa accanto, urtandoti
ti pesta i piedi
ti spinge
ti soffoca
Nelle strade
gente frettolosa
non ha più lacrime
dolori
amori
ha solo paura di non fare in tempo
Il Natale
è come un esattore
è come una cambiale
con scadenza prossima
e tutti hanno l'impressione
di non avere i denari giusti
per pagarlo
Per le strade
la gente è vicina
E' viva
Sveglia
Ma non ha il tempo di occuparsi di Te
dei tuoi problemi
Tu non te ne accorgi
devi rincorrere il tempo
che se ne fugge via.
Maria Teresa Codovilli
BORA NOTTURNA
Rovescia
il mare
le livide onde
di bora notturna
alla costa impietrita sconvolge
la spiaggia il giardino la casa
interminabile urla
il frastuono notturno
si reitera il tuono
dal mare alla costa
alla stanza alla mente
gelida infuria potente
la bora sfrenata
rovescia
le livide onde
la notte il letto il pensiero
grida impazzito
il frastuono
e rode la mente
eternamente
risuona e rimbomba
il livore demente
infuria
la notte il viale l'imposta la mente
ulula
sfrenato ferito furente
l'insonnia
rovescia
la notte la casa la mente
urla e rimbomba
interminabilmente
rovescia
le livide onde
Definitiva
rovescia
le onde
il grido
la mente...
Serena Romiti
CERCANDO TE
Ricorderò sempre i tuoi abbracci,
la sicurezza che mi infondevano,
il calore che mi esprimevi,
la tua dolcezza che più di ogni cosa
mi faceva sentire viva e felice.
Ora ti guardo e vedo sempre
quello sguardo
che ha catturato il mio cuore
e quando ti incontro
la forza che ho dentro
mi permette di girarti le spalle,
voltare l'angolo e andarmene.
Ma il mio cuore piange
e con lui anche io,
le lacrime bagnano il mio viso
alla luce degli sguardi della gente.
Cammino veloce con i miei ricordi,
voltandomi indietro per vedere
ciò che mi resta di te.
Non ti vedo passare
e non ti vedo più presente
nella mia vita
perché da me sei scappato
spaventato del mio amore.
Il mio cuore ti cercherà sempre,
cercherà i tuoi occhi
che hanno illuminato i miei
e nel vederli
ricorderò sempre
quello che mi hai dato.
Donatella Galli
NEL PARCO DI SMERALDO
Qui i giovani si baciano
come onde sulla rena.
E nessuno
può sapere
se è per un giorno
o per un momento.
Nessuno parla loro dell'amore
ma in questo Eden
vivono alba e tramonto
in sordina.
Farfalle e pini
dimorano liberi
sotto un tetto di cielo
e lasciano dietro
amori e cirri.
L'indomani ronfa come un ghiro.
Andrea Bertuccioli
OUVERTURE
Le stelle, abeti nell'estate,
in cortei di carrozze sono arrivate.
Sacre colonne empiree nel celeste.
spilloni sui drappeggi d'una veste.
Sonnambula e percossa desideri vegliare.
Tra i purpurei roseti del cielo, per oziare
vai con dolci movimenti d'anche
effimera seduzione tra le stelle stanche,
lasciando indietro il tuo lungo strascico
di giovane sposa, romantico
e lattescente riflusso astrale
intimo promontorio e seno orbitale.
Sui balconi cagli l'effluvio sidereo,
culla ebbra del tuo occhio argenteo.
e svestita concedi all'altare del sole
le tue forme sfuggenti, infossate d'ardore.
Emmanuel Menchetti
SUSSURRANDO IL PIANTO
La mancanza è il frutto dell'amore,
di un amore il cui sapore
inorridisce la bocca
quando l'assenza s'inala tristemente
nell'aria;
sento sussurrare profonde invocazioni,
sento lacrimare amare nostalgie.
Il silenzio,
avvolto nel quale posso ansimare
per troppo, lungo tempo,
può armare il cielo sulla mia isola
di nere nuvole come armate corazze;
sento vibrare i legami più sanguigni,
sento assassinare la mia terra.
La mia è una nostalgica terra,
rustica e contadina, ma anche ricca
e fertile di dolci emozioni
come del bacio di amoreggianti sentimenti.
L'amore, come la paura di perdere
lo spasimante,
non guarda né l'uomo, né la donna,
ma penetra le carni per solo baciare
la vera e più pura essenza
dell'eterno essere.
Mariangela Vergari
MAGGIO
Il giorno rubava
attimi alla sera
e la luce indugiava
nel tramonto, più a lungo.
Il crepuscolo profumava di limoncella,
ma per quanto si cercasse,
il suo rifugio
restava segreto.
Le campane battevano l'Ave Maria,
tutte le sere,
e si sfilava nei campi
al lume di candele
vestite di carte colorate,
che bruciavano, ogni volta.
Sedevo sui gradini
per guardare la valle,
su dalla collina
e le spighe acerbe
s'ingioiellavano di palpiti luminosi,
intermittenti.
La danza delle lucciole
continuava fino a tardi:
uno sciame infinito sulle campagne,
stelle vaganti scrollate via
dal manto nero della notte.
La luce nella casa lontana
si accese,
un segnale,
in attesa di un viaggiatore
che non sarebbe mai arrivato.
Fernanda Di Carlo
AI RAGAZZI DEL SABATO SERA
Io ti ho dato la vita,
non distruggerla.
Quando corri
con la tua auto veloce
oppure la tua potente moto
evita che il tuo corpo
rotoli sull'asfalto.
Sii consapevole
potresti pagare cara la tua corsa.
Non aggiungere anche il tuo nome
è già troppo lungo l'elenco.
Pensa al futuro
alla tua bella età
e non lasciarti ingannare
dall'euforia della vita
è troppo bella la gioventù
figlio mio.
Luciano Rossini
VECCHIA RIVIERA
Torme di storie senili
frastagliate su scogli scabrosi
inerti come camaleonti
rammentano di trascorsi vissuti
abbacinate più dall'enfasi
della narrazione che
dal bagliore riflesso
del sole frantumato
in mille scaglie dorate
dalla bonaccia mattutina.
Sussulti
singulti
imprecazioni
si confondono agli striduli gracchi
di gabbiani solerti
alla ricerca di cibo,
speranze e aspirazioni a orologeria
cozzano contro rocciose realtà
e la flebile risacca
mitiga l'astio
seduce occhi contriti
strappandoli alle lacrime.
Il mare
scialba il bagnasciuga
punteggiato di fitte impronte
lasciate da bagnanti
dediti al passeggio,
il tempo
gretto e meschino
inghiotte senza rimorso alcuno
i segni intangibili
di quelle esistenze
destinati ineluttabilmente all'oblio.