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I poveri corvi del malaugurio

Nelle Marche si cacciano i corvi. Non solo, vengono anche considerati “nocivi e in soprannumero” e catturati e sacrificati in periodo di caccia chiusa. Come tanti cittadini non cacciatori a volte mi chiedo il perché di questo accanimento contro innocenti animali selvatici. Questa volta penso ai corvi.
Il nero corvo è animale funesto. La letteratura (ahimè troppo in Italia separata dalla scienza) lo fa frequentatore di morti e lugubre uccello di malaugurio. Anche il buon Hitchcock ci ha messo del suo in quel vecchio e datato film cult, visto e rivisto, che è Gli uccelli dove tutti fingiamo di essere terrorizzati da neri stormi assassini. Nel mito il possente Dio Odino ancora percorre Walhalla e inferi gotho-germanici con il suo occhio perduto per le beccate di un corvo (ma poi sulla spalla porta con sé un corvo: il corvo della saggezza). In fosche stampe ottocentesche dopo la battaglia vaga il corvo beccando crudelmente gli occhi dei morti ma il Dio Corvo è sacro per Kaiuk ed eschimesi, oggi è un'immagine da Play Station, zombi e Resident Evils.
Di questi uccelli del male e della saggezza nelle Marche oggi è rimasto ben poco. Già nella seconda metà del ‘900 gli ultimi corvi imperiali venivano sterminati, eppure i corvidi sono tra gli uccelli più intelligenti del mondo animale, ampiamente studiati da zoologi ed etologi. Capaci di usare strumenti (sassi o rametti), di gettar pigne sotto le macchine per raccogliere i pinoli, di avere strategie di difesa collettiva, di usare una rete di sentinelle per avvistare i nemici, di intrecciare tra loro giochi nel vento. Uno splendido libro di un etologo americano, Bernd Einrich “Corvi d'inverno”, ne descrive lo studio e l'intelligenza, provare per credere. Un mondo affascinante e alieno considerato anche che secondo le più accreditate teorie paleontologiche gli uccelli non sono altro che dinosauri con le piume! E i corvi, quindi, sono i più intelligenti dinosauri giunti fino a noi.
Ma perché i cacciatori si sono intestarditi a volerli uccidere con ogni mezzo? Forse perché cornacchie, gazze e taccole si mangiano? “Cornacchie in casseruola con melauro” ma via, sembra che no, che nessuno le apprezzi in pentola o allo spiedo. E allora perché chiedere di ucciderle se neppure si usano? Allora solo per divertirsi? Ma che sport sarebbe quello di sparare e uccidere per divertimento? Ogni creatura non è forse figlia di Dio? E se il corvo esiste, non ci ha forse insegnato il Libro di Giobbe che ciò che a noi è imperscrutabile non è detto debba essere conosciuto perché risponde a un Suo disegno che può avere ben altri fini, un po' ermetico forse, ma che è poi quello che dicono gli zoologi: ogni animale ha un suo ruolo nell'ecosistema, anche i corvi, se ci sono a qualcosa serviranno, perché ucciderli senza motivo? Chi sei tu per alzare la tua mano su di loro? Ma i virtuosi cacciatori i corvi li vogliono proprio uccidere. Se non per mangiarli, perché? Perché sono dannosi e in sovrannumero dicono. E non li hanno mai contati. Dannosi all'agricoltura? Può darsi un pochino, una beccata qua, una là, ma certo molto meno dei cinghiali, introdotti dai cacciatori, e per i quali nella Regione paghiamo danni per 300-500 mila euro all'anno. Anche questa giustificazione non tiene.
Ultimamente i cacciator-zoologi si sono inventati che sono dannosi all'ambiente naturale. Dicono che dobbiamo eliminarli perché perfidamente sterminano intere covate di cince, graziosi cardellini, fringuelli, tortore, zigoli e merl. Lo sappiano quegli ignoranti ambientalisti che i cacciatori hanno a cuore anche gli uccelletti, perché noi sì che difendiamo la fauna! Anzi, cari naturalisti se davvero volete salvare le cinciallegre venite a cacciar corvi con noi. Peccato. Peccato che anche questa giustificazione non tenga. Peccato che sia sbagliata proprio dal punto di vista zoologico e quindi noi naturalisti continuiamo a chiedere che cornacchie, gazze e taccole siano protette. Perché? Perché sappiamo che tutti i piccoli uccelli continuano a vivere e sopravvivere benissimo anche in presenza di corvidi. Come è sempre stato da millenni. Perché per una cinciallegra è normale una mortalità di giovani del 90-95%, ed è per questo che fa 2-3 covate a stagione di 8-12 piccoli e quindi il suo ciclo biologico prevede anche la mortalità dei corvi. Se così non fosse cinciallegre e compagne sarebbero estinte da tantissimo tempo, molto prima che i cacciatori odierni si eleggessero a loro indesiderati paladini.
Ma a questo punto ci spieghino la Regione Marche e le Province (come quella di Pesaro) perché autorizzano l'abbattimento e la cattura con trappole delle cornacchie grigie e perché si continua a mantenere una caccia ad uccelli che non sono né dannosi né utilizzati a scopo alimentare, solo per far divertire qualcuno. Un po' poco per i poveri corvi che vengono uccisi e non sanno davvero perché.

Massimo Pandolfi
Zoologo
Università di Urbino


 
 
 
 
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