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Segnalazioni editoriali

a cura di Paolo Montanari

Sarà presentato sabato 2 dicembre alle ore 17, a Palazzo Montani Antaldi, il volume “Viae crucis Espressioni artistiche e devozione popolare nel territorio di Pesaro e Urbino”: di Anna Cerboni Baiardi, con un saggio storico di Umberto Mazzone. Il libro, patrocinato dall'assessorato ai Beni storici, artistici, archeologici – Progetto “Centoborghi”, comprende 21 schede di opere sulla via crucis, realizzate da artisti di fama, in 14 Comuni della provincia di Pesaro e Urbino: quattordici come le stazioni della liturgia. Tutti gli intervenuti potranno ritirare una copia del volume al prezzo di 5 euro: il ricavato sarà devoluto alla Comunità di Via del Seminario (Ceis) di Pesaro.

Carlo Alberto Consani ha presentato a Pesaro, alla presenza del vice presidente della Camera Giorgia Meloni, il suo primo romanzo “Amore e onore(Gme editore): una storia allegorica che sviluppa la vicenda “improbabile, ma non impossibile” di un attacco terroristico in tutt'Italia, con un manipolo di eroi che oppone un'ultima resistenza,  asserragliato fra i libri di una biblioteca pubblica. Consani, un giovane impegnato politicamente nelle file di Alleanza Nazionale, utilizza il ritmo e la tensione della finzione letteraria per testimoniare la sua fede in valori politici, ideologici e morali che sembrano accantonati dalle nuove generazioni.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Fano nel suo programma di conservazione della memoria dei tempi trascorsi, ha inserito nella propria linea editoriale il libro “Tre racconti” di Rita Santarelli, presentato a Fano il 24 novembre. Il volumetto disegna con sincera spontaneità, come fosse un acquerello, la vita della città in momenti drammatici come il passaggio del fronte nell'ultima guerra mondiale e in episodi che testimoniano la grande difficoltà sociale ed economica di quel tempo e la speranza e la fiducia per un futuro migliore.

E' uscito un nuovo volume dell'ormai ricca collana gastronomica di Gianfilippo Centanni e Rolando Ramoscelli:Le Marche al tartufo”, dedicato appunto “ai tartufai delle Marche e ai loro cani”. Il libro raccoglie, con l'aiuto di ghiotte illustrazioni a colori, una quantità di ricette che incorporano il tartufo tra gli ingredienti: dagli antipasti ai “primi”, dai “secondi piatti” alle uova, alle verdure e ai dessert.

E' stato presentato a Palazzo Montani Antaldi il volume “Miscellanea di studi per il bicentenario della nascita di Giuseppe Mazzini”, a cura di Stefano Orazi, edito dall'Istituto per la storia del Risorgimento italiano – Comitato di Pesaro e Urbino. Gli articoli pubblicati nel libro evidenziano il vasto panorama legato al mondo mazziniano e al suo rapporto con le Marche. Il primo saggio di Stefano Orazi ricorda la partecipazione dei cospiratori liberali (letterati e politici) ai moti rivoluzionari del 1831 ed i successivi legami con i primi mazziniani nella delegazione di Urbino e Pesaro, presenti nel territorio fin dal 1832 con le congreghe della “Giovine Italia”. Orazi ha anche approfondito, con una documentazione inedita, le origini pesaresi del rivoluzionario Pietro Renzi e il ruolo esercitato all'epoca dall'urbaniese Filippo Ugolini. Il saggio di Dante Simoncelli, elaborato su fonti giornalistiche, fornisce una storia del movimento repubblicano provinciale prima e dopo l'unità, incentrato in gran parte sulla rilevante figura di Mario Paterni. Il lavoro di Giorgio Benelli si addentra nella relazione fra Terenzio Mamiani e Mazzini. In particolare Benelli presenta i due primi programmi nazionali risorgimentali, quello democratico del Mazzini e quello liberal-moderato, a forte valenza democratica, elaborato soprattutto dal Mariani negli anni ‘30 del suo esilio parigino, con forte anticipo rispetto ai programmi più noti ma più tardivi, del Balbo e dell'Azeglio. Rapporti forti e contrastati fra Mazzini e Garibaldi sono emersi nello studio di Pietro Pistelli, che evidenzia soprattutto le differenti scelte politiche dei due grandi personaggi risorgimentali. Interessante l'indagine condotta da Renzo Savelli, su alcuni aspetti e figure del primo patriottismo a Fossombrone. Mentre Sergio Pretelli fornisce un contributo dedicato all'urbinate Raffaele Carboni, un degno testimone della solidarietà sociale mazziniana. Marco Ferri riporta i ricordi della stampa fanese, sulla morte di Mazzini. Il volume è corredato anche da una ricca documentazione dell'epoca in cui si delinea il rapporto tra politica e giornalismo nel periodo mazziniano.

E' in libreria il secondo volume di Nando Cecini “Immagini di Pesaro dal Diciannovesimo al Ventesimo secolo – 1921-1945” (Walter Stafoggia Editore). Non si tratta di un libro di storia, ma un supporto letterario alle fotografie ed alle immagini tratte dai più importanti archivi di Pesaro, in particolare dalla fototeca della Fondazione della Cassa di Risparmio. Il periodo compreso tra il 1921 (iniziato con l'avvento del fascismo) e il 1945 (che segna la fine della Seconda Guerra mondiale) non comprende nel libro di Cecini una approfondita storiografia, ma segue un iter che parte dalla storia della fotografia a Pesaro che resta scarsa perché i principali archivi relativi al periodo (1921-1945), sono andati distrutti durante i bombardamenti della Seconda Guerra. Per quanto riguarda i principali avvenimenti storici: il fascismo, l'antifascismo, la guerra, la resistenza, l'autore ha scritto brevi note ratte da una ricchissima bibliografia. Il volume si conclude con un capitolo dal titolo “Di anno in anno 1921-1945” in cui Cecini, con schede corredate da fotografie d'epoca, riporta gli avvenimenti politici, di cronaca e di cultura di quegli anni.

“Una domus con mosaici a Tifernun Mataurense” e il filmato del regista pesarese Gianfranco Boiani “Immagini del mito a Tifernum Mataurense” sono le due iniziative culturali promosse dal Comune di Sant'Angelo in Vado con il patrocinio della Provincia di Pesaro e Urbino (Archeo Provincia). In particolare il libro analizza la scoperta, a Sant'Angelo in Vado, di una domus gentilizia impreziosita da un ricco complesso di mosaici, il più cospicuo venuto alla luce nelle Marche tra quelli appartenenti all'età classica. Tifernum Mataurense, la città romana conservata a Sant'Angelo in Vado, era stata scoperta mediante una serie di foto aeree che aveva mostrato un fitto e articolato tessuto di strutture sepolte. Questa scoperta ha dato il via ad un progetto avviato dal Comune di Sant'Angelo in Vado con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Marche. Lo scavo, condotto sul terreno della Cooperativa Archeologia di Firenze, ha messo in luce una grande residenza gentilizia costruita verso la fine del I secolo d.C., impreziosita da un complesso di mosaici. I pavimenti musivi testimoniano la presenza di maestranze specializzate e di una committenza colta e raffinata.

Mario Mancigotti è l'autore de “Il pesarese ed i suoi capolavori” (Walter Stafoggia editore). Si tratta di un testo divulgativo sull'opera di Simone Cantarini detto “Il Pesarese”, uno dei maggiori pittori del Seicento italiano. Il testo ripercorre le varie tappe dell'iter biografico ed estetico di Cantarini. Nel libro per la prima volta viene presentato il volto di Gian Giacomo Pandolfi, il primo maestro di Simone Cantarini. Mancigotti ha svolto un'analisi sulle zone d'ombra legate all'educazione artistica giovanile di Cantarini in quanto il Malvasia, biografo bolognese, ha lasciato notizie scarse ed imprecise sugli esordi del giovane artista. Per Mancigotti anche Barocci ha influito indirettamente sul Cantarini, mentre esclude, in base ad una documentazione molto ricca, che vi sia stata un'influenza di Claudio Ridolfi detto “Il Veronese”. Fra l'altro Mancigotti sostiene che la pala d'altare “Madonna del Rosario” che si trova nella pieve di Santo Stefano a Candelara, attribuita al Ridolfi, rientri per tipologia nell'opera cantariniana, per l'armonia della composizione e la dolcezza cromatica del volto della Vergine e del Bambino.

E' stato presentato nell'ambito della 30^ edizione della Mostra mercato dell'olio Dop a Cartoceto, il volume “Camillo Marcolini. Un progetto liberale dopo l'Unità”, curato da Marco Severini ed edito dalla Fondazione Carifano. Il saggio è dedicato alla duplice valenza di Marcolini, patriota e notabile, e cerca d'inquadrare il ruolo pubblico e privato del conte, capace di tessere rapporti istituzionali di grande levatura e significato sociale. Il libro raccoglie gli atti di un convegno promosso su Marcolini, con i contributi degli studiosi Riccardo Paolo Uguccioni, Paolo Giannotti, Franco Battistelli e Lidia Pupilli.
Camillo Marcolini, nato a Roma nel 1830, ha trascorso buona parte della sua vita tra Fano e Cartoceto fino al 1889, anno della sua scomparsa. Il suo nome è legato al progetto di un governo liberale dopo l'Unità nazionale.

E' stato presentato nella sala “Serra d'inverno” del Palazzo Ducale di Urbino il volume di Giangiacomo Martines, Soprintendente per i Beni architettonici e paesaggistici nelle Marche, dal titolo “Contributi e ricerche su Francesco Di Giorgio nell'Italia centrale”. Si tratta della pubblicazione degli atti del simposio di studi in occasione delle celebrazioni per il quinto centenario di Francesco Di Giorgio.

 


 
 
 
 
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