E' il libreria “Botta e risposta” (Edizioni QuattroVenti) di Vittorio Ciarrocchi: umanista, già docente nei licei e oggi polemista principe sulle pagine di vari giornali, fra cui Il Resto del Carlino. Il libro raccoglie appunto una serie di interventi pubblicati nel corso degli anni, che spaziano su vari argomenti: dalla storia, al costume, alla politica. Pur trattandosi di temi isolati, ne viene fuori un affresco della società italiana nel suo tormentato (e non sempre positivo) processo di cambiamento. Particolarmente significativo è il duello intellettuale con Indro Montanelli (mitico direttore del Giornale e della Voce e poi titolare della pagina “lettere” del Corriere della Sera), che ha chiosato molti suoi interventi nel corso degli anni. Uno dei pochi personaggi con cui non se la prende è Papa Benedetto XVI, che peraltro lo ha ricevuto in Vaticano nel corso di un'udienza con i membri della Fondazione “Latinitas”.
Lo stile polemico di Ciarrocchi non gli ha sempre procurato il consenso dei lettori. Ma lui si consola filosoficamente citando Terenzio, commediografo latino del II secolo a.C.: “Un atteggiamento compiacente procura amici, mentre la schiettezza attira odio”.
Nell'ambito di “Palinsesto cultura” della Provincia di Pesaro e Urbino, è stato presentato alla Biblioteca “San Giovanni” di Pesaro, il libro di Roberto Bertinetti “Londra. Viaggio in una metropoli che non si ferma mai” (Einaudi). All'incontro sono intervenuti anche il giornalista Franco Bertini e lo scrittore Paolo Teobaldi. Il libro di Bertinetti, che insegna Letteratura inglese all'Università di Trieste, è un vero e proprio viaggio nella Londra contemporanea, una metropoli giovane, creativa e multietnica, “gigantesca fabbrica di avanguardie, in grado di sfornare con regolarità gran parte delle mode e delle tendenze destinate in seguito ad affermarsi anche altrove”. Della capitale inglese vengono analizzati i mille volti: strade dello shopping e dei loro inventori; i quartieri centrali e periferici con le storie di chi li abita; grandi musei che attirano ogni anno milioni di visitatori; studi degli artisti di maggior fama; regole di comportamento rispettate nei pub e nei club; i motivi del successo di un'industria musicale che da mezzo secolo non smette di scoprire e promuovere nuovi talenti. Accanto alla scintillante Londra postmoderna c'è poi quella tradizionale, i cui segreti vengono riassunti facendo tappa di fronte ai palazzi della famiglia reale, alla residenza del primo ministro o passeggiando nelle vie della City. Non mancano una visita agli immensi parchi, la descrizione dei rinnovati impianti sportivi dove i londinesi si affollano ogni settimana e una sosta nelle redazioni dei quotidiani.
Nell'ambito della rassegna Incontri con gli Autori promossa dal Circolo della stampa di Pesaro, Gianfranco Bertini e Silvia Cecchi hanno presentato il volume di Riccardo Paolo Uguccioni “La notte di San Martino - Un'indagine per latrocinio del 1828” (Il lavoro editoriale).
Il libro rievoca un delitto dei tempi del papa-re, tratto da un fascicolo del tribunale di Pesaro. L'11 novembre 1828 due facoltosi possidenti di Orciano, fratello e sorella, vennero trovati assassinati nell'abitazione saccheggiata. Le indagini dei carabinieri pontifici, aiutate dalle chiacchiere dei compaesani sconvolti, partirono dalla chiave del portone che una donna del paese aveva in custodia per potersi recare giornalmente a fare certe pulizie nel palazzo: da lì, investigando voci e dicerie, operando arresti e verificando gli alibi dei carcerati, le indagini si avviarono verso la soluzione dell'enigma. La narrazione diventa però occasione per analizzare la procedura giudiziaria del tempo, corretta e regolamentata ma basata sul sistema inquisitorio, fortemente squilibrato a favore della Giustizia “criminale”. Ponendo particolare attenzione agli aspetti procedurali, il libro rievoca “dall'interno” anche la prassi di governo dello Stato pontificio.
E' stato presentato a Pesaro il volume di Antonio Menniti Ippolito, Il governo dei papi nell'età moderna. Carriere, gerarchie, organizzazione curiale (Viella editore). Lo studio di Menniti Ippolito, docente di Storia moderna all'Università di Cassino, affronta una gamma di problemi storiografici connessi alla Santa sede, perlopiù ignoti al grande pubblico. Per esempio, il fatto – oggi sorprendente – che certi papi non fossero vescovi al momento dell'elezione; o il deciso cambiamento del sistema di elezione dei pontefici, che solo nel 1059 finì per essere riservata al collegio cardinalizio e poi fu più volte regolamentato; o il dato che l'ascesa al soglio di Pietro fu perlopiù effetto di una carriera curiale ben condotta, visto che chi si dedicava alla cura delle anime, compito precipuo di un buon pastore, non aveva – di solito – possibilità di ascesa. Lo studio tratta, fra l'altro, la complessa questione delle residenze pontificie: oggi chi dice papa dice basilica di San Pietro, ma i papi si chiusero in Vaticano (e non di buona voglia) solo con la presa di Roma del 1870. Prima di allora avevano optato per molte altre residenze, da palazzo Venezia a castel Sant'Angelo e al Quirinale, e per molte altre chiese, da San Giovanni in Laterano a Santa Maria in Cosmedin, recandosi a San Pietro solo per alcune grandi festività.
“Le campane suonano ancora” è il titolo del romanzo del prolifico professore piobbichese Dino Remedia (Edizioni QuattroVenti), presentato a Pesaro nella sala Adele Bei della Provincia da Giovanni Joni e dal vice presidente della Regione Istria Sergio Bernich. Protagonista del romanzo è un esule istriano, Carlo Zonin: attraverso le vicende della narrazione, è possibile ripercorrere la vita di tanti istriani e cogliere i legami che uniscono i nostri territori. Abbandonando la Jugoslavia di allora, Zonin nel 1947 giunge a Pesaro e poi nel Montefeltro, a Montecopiolo, si innamora di Marta e con lei emigra in Sud America per tornare molti anni dopo di nuovo in Italia. Nelle traversie dell'emigrazione emerge sempre la voglia di tornare alla terra d'origine; oltre all'amore per la musica che l'esule, un violinista, trasmette a tutti i suoi figli.
Ha allietato la serata il corpo bandistico “Giovanni Santi” di Colbordolo, diretto dal Maestro Bruno Macci.
Il 30 novembre, nell'auditorium di palazzo Montani Antaldi a Pesaro, il prof. Marco Severini dell'Università di Macerata ha presentato il volume “Le Marche in età giolittiana (1900-1914)”, curato da Lidia Pupilli ed edito dalla Delegazione di storia patria delle Marche di Ancona. L'età giolittiana vide un primo significativo mutamento dei rapporti di forza tra il “partito dell'ordine” (monarchici e liberali) e le forze di opposizione – socialisti, radicali, alcuni gruppi cattolici – sbrigativamente etichettate come “sovversive”. Gli undici saggi presenti nel volume cercano di mettere a fuoco aspetti diversi della realtà regionale: per esempio il mutevole quadro dei partiti politici o il sorgere di forme cooperativistiche che travalicarono l'antico mutualismo; ma anche il permanere di strutture notabiliari che controllavano le amministrazioni locali. Oltre alle vicende amministrative, politiche e talvolta urbanistiche delle principali città marchigiane, vengono ricordati alcuni personaggi – Romolo Murri, Vincenzo Cento, Antonio Mugnoz e Luigi Dari – che subirono prima qualche freddezza da parte dei contemporanei, poi un oblio che solo di recente la ricerca storiografica ha in parte corretto. Quella giolittiana fu un'età in cui si prese a dibattere il problema, ancor oggi discusso e controverso, dell'identità marchigiana.
La Lega Navale di Pesaro ha ospitato la presentazione di un accattivante libro di Elena a Paola Accati: “La cucina dei naviganti” (Blu Edizioni). Raccoglie le esperienze nautiche e gastronomiche di due cugine, appassionate veliste torinesi, convinte che si possa mangiar bene anche quando si va per mare, utilizzando gli ingredienti e i profumi delle coste mediterranee. Sono riportate ben 150 ricette che si possono realizzare in barca, con menù che comprendono i vini, gli antipasti, pasta riso e zuppe, carne e uova, ortaggi, insalate e dolci. Ecco alcuni esempi di piatti speciali: il Gâteau di baccalà, la Minestra del buonumore, il Cappon magro e la Bruschetta di pesce. Un libro utile da tenere in barca, ma anche a casa.
Luigi Marra è l'autore del libro “San Pier Damiani (1007-1072) e il suo tempo”. Con questa ricerca Marra ha ricostruito la biografia del Santo e ne ha richiamato l'opera. Di origine ravennate, la formazione religiosa di Pier Damiani ruota intorno all'Eremo di Fonte Avellana. La sua vita contemplativa non si disgiunge mai da quella operativa, volta alla rigenerazione dei costumi, alla diffusione del messaggio cristiano e all'autorità morale della Chiesa. Un secolo non facile, quello dell'Anno mille. In Europa si registra una crescita demografica ed economica. Le autorità di riferimento sono il Papa e l'Imperatore, in continua tensione per la supremazia politica. San Pier Damiani ritiene possibile la coesistenza tra le due autorità, definendone gli ambiti. Da qui il suo ruolo di mediatore fra il Papato e le corti italiane e d'Europa. Da questo libro San Pier Damiani appare come un uomo severo, prima con se stesso e poi con gli altri. Per questo motivo Dante lo esalta e lo pone nel canto XXI del Paradiso.
“Pianeta Volponi - Saggi, interventi, testimonianze”, a cura di Salvatore Ritrovato e Dontella Marchi (editore Metauro) è un libro che riporta per intero gli atti delle giornate di studio dedicate a Paolo Volponi durante il convegno che si è tenuto a Urbino, Urbania e Cagli dal 2 al 4 novembre 2004. Gli interventi, riportati nel volume vanno dalla poesia, al romanzo e al teatro. Per quanto riguarda quest'ultima sezione i curatori del libro non hanno inteso aprire un nuovo capitolo sulla complessa e articolata figura di Volponi, ma soltanto invitare a una possibile lettura teatrale dei suoi testi; ricordando che il teatro non era estraneo alla sua formazione umana e civile di scrittore.