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Febbraio 2000 / Lettere e Arti
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Commenti a caldo

SCEVOLA MARIOTTI

E' scomparso il professor Scevola Mariotti, il più illustre cittadino pesarese del ‘900. Dopo aver studiato alla Normale di Pisa ha insegnato Letteratura Latina all'Università di Urbino per passare poi alla Sapienza di Roma in qualità di docente di Filologia classica. Allievo del professor Pasquali e di Guido Calogero, Scevola Mariotti ha accomunato alla grande serietà professionale e scientifica, una semplicità e modestia che sono qualità proprie delle grandi personalità. Ecco le dichiarazioni di alcuni intellettuali.

Ivano Dionigi, docente dell'Università di Bologna.

Che cosa significa da un punto di vista scientifico, la perdita del professor Scevola Mariotti?

"E' una perdita immensa da un punto di vista umano, per l'aspetto morale di un intellettuale coerente ai principi democratici; da un punto di vista scientifico Scevola Mariotti è stato un maestro per tutti. Le sue ricerche, le sue pubblicazioni fino alla sua ultima opera, l'Enciclopedia oraziana, sono la testimonianza di una rigorosa attività filologica che hanno reso famoso Scevola Mariotti nel mondo".

Luciano Canfora, collaboratore del Corriere della Sera e docente di Filologia classica all'Università di Bari.

Qual è l'insegnamento principale di Scevola Mariotti?

"Il professor Scevola Mariotti ha insegnato a tutti a leggere un testo: da un manoscritto, ad un geroglifico. Il suo metodo scientifico è stato fondamentale per intraprendere nuovi studi sugli autori greci, latini e italiani: in particolare Dante e Poliziano".

Antonio Brancati, storico, direttore della Biblioteca e dei Musei oliveriani.

Un ricordo di Scevola Mariotti.

Scevolino, come si faceva chiamare dagli amici, è stato non solo un caro compagno di scuola, ma anche un maestro di vita. L'ultimo episodio di questa estate dimostra la sua modestia, il non interessarsi di se stesso. Infatti concordammo di presentare a Pesaro in anteprima la sua Enciclopedia oraziana: lui però non avrebbe partecipato. Ora che Scevolino non c'è più, faremo lo stesso questa iniziativa con le stesse persone concordate insieme".

VALERIO VOLPINI

Profonda emozione ha suscitato la recente scomparsa a 76 anni dello scrittore cattolico fanese Valerio Volpini, che dal 1947 si è occupato di poesia, prosa, narrativa e arte, scrivendo numerosi libri e articoli anche come direttore dell'Osservatore Romano, il quotidiano della Santa Sede. La sua ultima uscita pubblica è stata il 23 novembre scorso per le celebrazioni di un altro grande scrittore fanese Fabio Tombari. Ecco i commenti di alcuni amici e colleghi.

Gastone Mosci, docente universitario.

Che cosa ha rappresentato Volpini per la cultura marchigiana?

"Volpini è stato legato alla sua regione in maniera molto forte. Un esempio è l'esperienza urbinate. Spesso veniva nella città feltresca, luogo d'umanità e cultura. Profonde furono le sue amicizie con Don Italo Mancini e Carlo Bo. Queste tre grandi personalità rappresentano lo spirito europeo, il dialogo con le culture, l'universale. La prima esperienza letteraria-poetica Volpini la ebbe con Carlo Bo, laureandosi sulla poesia di Claudel negli anni Quaranta. Vent'anni dopo Mancini presentava ai suoi allievi il pensiero di Karl Barth. Si creava un filo culturale ideale fra il pensiero di Pascal, Dostojevskij e Maritain, di cui Volpini fu un grande difensore".

Alessandro Forlani, scrittore.

Un ricordo di Valerio Volpini.

"Conobbi Valerio Volpini nel 1996, quando recensì il mio primo romanzo. Come al solito era al lavoro in biblioteca, luogo di silenzio, di meditazione e di studio. Mi si presentò un ritratto vivente di un uomo da oltre cinquant'anni impegnato politicamente e civilmente. Un profondo conoscitore della letteratura italiana".

Ivo Amaduzzi, compagno d'infanzia di Valerio Volpini.

Quale insegnamento ha lasciato Volpini alla città di Fano?

"Volpini è stato e rimane ancora un punto di riferimento per la città di Fano. E' stato un uomo di profonda cultura, difensore di alti valori morali e cristiani, amministratore pubblico. Molteplici sono gli aspetti della personalità di Volpini: combattente della Resistenza, attivista politico, direttore dell'Osservatore Romano, saggista e opinionista. Nella sua opera letteraria spicca "Sporchi cattolici" un libro sui vizi della politica.

Paolo Montanari


 
 
 
 
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