Fantacronaca del 2001
Erano passati duemila anni ed era tempo di bilanci. Fu così che il rappresentante del Bene supremo, animato da divina sportività, invitò l'esponente del Male ad un millenario incontro. Dopo i convenevoli di rito, tipo come te la passi e cosa hai fatto in questi due millenni, i due arrivarono al punto: c'era troppa confusione. Il Bene ed il Male si mescolavano così naturalmente che sulla Terra nessuno capiva più nulla: rappresentanti del maligno diventavano benefattori, esponenti della chiesa si alleavano con malfattori, i quali, travolti per loro stessa indole dalla propria ambiguità si comportavano in maniera opposta da quello che ci si aspettava da loro, e quindi si coalizzavano con i propri avversari, che, anch'essi doppiogiochisti, non sapevano più da che parte stare. Un vero casino.
Per quanto fosse chiaro che le responsabilità pesavano da ambo le parti, i Due provarono inizialmente a lanciare la colpa sul rivale. Satana, che ancora non l'aveva mandata giù dalla conversione di San Paolo, rinfacciò al Signore che l'idea di un Papa polacco per far cadere il comunismo era scorretta, come la concessione di farlo vivere alcuni anni oltre il previsto per permettergli di celebrare il Giubileo. Il Signore dal canto suo accusò l'antagonista di gioco scorretto con la trovata dei preti pedofili e con l'intervento in politica. Ma dopo qualche tempo di questa sterile scaramuccia, il Signore si illuminò d'angelica genialità e sussurrò un'idea al diabolico orecchio che rispose con un malefico ghigno di approvazione. Fu così che si accordarono per la creazione di un'area in cui la presenza del Male e del Bene fosse rigidamente chiara e delimitata, area scevra da confusioni di sorta.
Scelsero un bel luogo rurale, tracciarono di accordo il confine, e tutti soddisfatti se ne andarono, paghi del loro operato. Di là il Male, di qua il Bene. Dove la terra di là diventò secca ed ispida, torturata da pori e crepe, di qua era dolce e vellutata, giaciglio di animali e nutrice di sementi. Dove di là nascevano irti sterpaglie che si contendevano il terreno a colpi di foglie aghiformi, funghi venefici, salici piagnucolanti infestati da termiti, di qua un prato inglese sorgeva spontaneamente, intramezzato da fiori delicatamente colorati che offrivano nettare ad api non troppo avide. Al centro del prato vi era un bosco. Ma dove di là acacie e silvantropi si contorcevano competendo sulla lunghezza delle spine, di qua rigogliose chiome di alberi fioriti si dipanavano delicatamente per far filtrare il sole al sottobosco. Dove di là gli stecchi rinsecchiti e le liane esanimi diventavano trappole naturali per ratti famelici infestati da pulci veicolanti batteri, di qua il muschio odoroso forniva albergo a ghiri sereni e scoiattoli amoreggianti.
Al centro del bosco, proprio sul confine, vi era un albero. Ma dove di là i rami ossuti stritolavano le gemme di aghifoglie, e la corteccia secerneva una resina bavosa e maleodorante, di qua le delicate fronde rigoglivano di fiori profumati. Al centro dell'albero, vi era un ramo. Sul ramo nacque una mela identica in ogni sua parte, di là e di qua.
Raniero Bastianelli
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