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Le vene varicose:
La terapia medica e chirurgica
I consigli del dietologo
Le vene varicose non sono solo “brutte” ma fanno anche male! Come abbiamo visto nel precedente articolo, chi è predisposto ereditariamente alle varici venose deve preoccuparsi di prevenirle e, se ciò nonostante, si ritrova ad averle, le deve curare scrupolosamente con le medicine o con la chirurgia. In tal modo non solo salva l'estetica delle gambe, ma previene le complicazioni, a volte molto meno fastidiose e dolorose, come le flebiti e le ulcere varicose.

- elastocompressione: l'uso prolungato, almeno nei mesi invernali della calza elastica, a partire da quella preventiva a compressione leggera (20-40 DEN) a quella curativa (70-140 DEN), dà sollievo alle gambe e rallenta la progressione della malattia.
- pressoterapia: cicli di 10-15 sedute di 30-45 minuti con i gambali a compressione fisiologica comandati da computer, riducono le scorie e facilitano lo scarico venoso e linfatico.
- linfodrenaggio manuale secondo Vodder: elimina le scorie dai tessuti perivenosi sofferenti, richiede una tecnica notevole che solo estetiste e fisioterapiste esperte posseggono.
- crenoterapia termale: idromassaggio, vasche e piscine, percorsi ginnici in acqua termale, soprattutto per l'azione di getti d'acqua e per l'attività muscolare, scaricano il ristagno venoso e linfatico e rinforzano le pareti venose; anche l'idromassaggio in casa è utile, per chi ha la fortuna di possederlo.
- scleroterapia con iniezioni sclerosanti: a scopo prevalentemente estetico le piccole varici venose o teleangectasie (note come “capillari”, ma il termine non è esatto, trattandosi piuttosto di piccole vene, ben visibili a occhio nudo e perciò antiestetiche) si possono chiudere iniettando al loro interno un liquido irritante che vi determina una piccola flebite chimica. Entro alcune settimane, le vene chiuse dai coaguli e i tessuti circostanti induriti vengono fagocitati dai macrofagi del connettivo e le teleangectasie scompaiono o comunque si riducono nettamente. I liquidi in uso sono vari (Atoxysclerol, Scleremo, glicerina cromica, Trombovar, ecc.) e l'esperienza del medico non solo evita danni ai tessuti trattati (escare, macchie) ma permette di trattare i punti di origine dell'ipertensione venosa che sono altrimenti causa di recidive.

Farmaci
Vari farmaci ad azione venotropa (venoprotettori), quasi tutti estratti da piante sono in vendita puri e concentrati in farmacia; meno raffinati, come estratti totali, ma a volte con effetti terapeutici sinergici in erboristeria. Essi aumentano il tono della parete muscolare venosa, migliorano il microcircolo, favoriscono lo scarico linfatico. I più noti sono:
- antocianosidi: del mirtillo, dell'uva (vitis vinifera)
- flavonoidi: diosmina
- derivati della castagna selvatica
(aesculus ippocastanus:): esperidina, esculetina,
- asiaticosidi della Centella asiatica.

Cure chirurgiche
La cura tende all'eliminazione del reflusso venoso dal circolo profondo a quello superficiale mediante:
- legatura delle vene comunicanti tra vene profonde e varici superficiali: in anestesia locale e in ambulatorio; dopo aver individuato con il doppler la sede esatta delle comunicazioni, con piccoli taglietti superficiali si legano alcune vene comunicanti in modo da ridurre la pressione sulle varici; la tecnica più nota è detta “CHIVA” (acronimo di “chirurgia conservativa emodinamica del-l'insufficienza venosa”) ideata dal francese C. Franceschi nel 1986.
- plastica delle valvole incontinenti: si aprono le varici o si opera dall'esterno con dei punti di sutura che migliorano la chiusura delle valvole (scarsi risultati);
- legatura della safena alla cross: legando la vena grande safena con una piccola incisione all'inguine, al suo sbocco nella vena femorale, si riduce uno dei principali reflussi;

Nelle cure chirurgiche ablative: in anestesia generale vengono tolte le vene varicose, in particolare la safena magna, nell'intento, irrealizzabile in realtà, di eliminare radicalmente il problema varici.
a. safenectomia: con dei piccoli tagli si introduce uno strumento detto stripper che strappa via la vena a segmenti; il sanguinamento viene bloccato con punti di sutura e con bendaggio. La vena safena è però importante perché potrebbe essere necessaria (Dio non voglia!) per un by-pass aorto-coronarico in caso di infarto cardiaco; inoltre lo strappo è una metodica di una certa violenza e può dare complicazioni (lesioni di arterie, nervi, trombosi venose profonde). Anche la piccola safena può essere strappata con la stessa tecnica;
b. flebectomia secondo Muller: in anestesia locale si strappano le varici a pezzetti, con numerosi piccoli tagli e con pinzette apposite; le piccole ferite si chiudono con cerotti e bendaggio. Per un migliore risultato si lega la safena magna alla cross. Intervento ambulatoriale senza degenza, si può subito camminare. I segmenti venosi residui si possono poi eliminare con iniezioni sclerosanti. Occorre molta competenza e le recidive sono frequenti. Le cure chirurgiche non sempre danno risultati definitivi, perché le varici possono riformarsi in tratti di vena non eliminati; se le vene varicose sono danneggiate vistosamente da pregresse flebiti non si strappano più con facilità e i disturbi trofici potrebbero essere ormai irreversibili. Anche nei casi operati vanno comunque associate sempre cure mediche ed estetiche.

Cosa evitare

1 Evitate le posizioni immobili prolungate. Evitate poltrone profonde o con bordi duri.
2 Evitate di stare in piedi nella stessa posizione per lungo tempo.
3 Evitate i chili superflui ed i vestiti troppo stretti (jeans attillati, calze, calzini…)
4 Evitate i sandali bassi ed i tacchi superiori a 5 cm.
5 Evitate bagni caldi, saune, cerette a caldo ed ogni tipo di calore intenso a livello delle gambe.
6 Resistete alla tentazione di prolungate esposizioni al sole.
7 Evitate tennis, squash, aerobica ed equitazione.
8 Evitate pillole contraccettive ad elevati dosaggi.

Cosa fare

9 Durante posizioni stazionarie prolungate, effettuate episodicamente piccoli movimenti delle gambe.
10 In caso di situazioni di immobilismo prolungato, sollevatevi sulla punta dei piedi.
11 Indossate abiti ampi. Chiedete al vostro medico il grado di contenimento adatto alla vostra Insufficienza Venosa.
12 Preferite calzature con tacco compreso tra i 3 ed i 5 cm. Fate correggere ogni tipo di deformazione della pianta del piede.
13 Terminate il bagno con una doccia alle gambe con acqua fredda, dal basso verso l'alto.
14 Tenete le gambe sollevate durante la notte.
15 Praticate nuoto, jogging, ciclismo, danza, golf…
16 Adottate tutte le misure possibili contro la stipsi.

Luciano Baffioni Venturi


 
 
 
 
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