Bambini venduti per 20 dollari
Condivido in pieno la decisione dell'Ente Manifestazioni di Fano e il comunicato del Gruppo Carnevale Etico (Lo Specchio, n. 50). Riguardo alla cioccolata e alle altre prelibatezze della Perugina dico però che, se si vuole parlare di consumo etico e divertimento responsabile, occorre far riferimento oltre alla promozione scorretta del latte in polvere, anche ad altre questioni che non coinvolgono solo la Nestlé.
Nei Paesi produttori di cacao i neonati non sono le uniche vittime delle politiche neoliberiste delle multinazionali e dei giochi della Borsa: anche i bambini che hanno superato la fase dell'allattamento non se la passano tanto bene quando i genitori e i parenti decidono di venderli ai trafficanti di schiavi per venti dollari e i trafficanti a loro volta li cedono per cifre dieci volte superiori ai proprietari delle piantagioni di cacao. La drammatica vicenda della nave Etireno, che nella scorsa primavera ha avuto una notevole risonanza anche tra i media, ha confermato che, dietro al cacao che arriva in pasticceria, in gelateria e nel supermarket, c'è una storia molto amara che riguarda decine di migliaia di bambini dell'Africa occidentale. Ovviamente nessuno pretende dalle industrie dolciarie italiane che risolvano il problema dello sfruttamento minorile anche perché le piantagioni di cacao non sono le uniche coinvolte nel disgustoso business: è assolutamente necessario però che queste aziende si pongano il problema della provenienza della materia prima che adoperano e prendano in seria considerazione la possibilità di acquistare il cacao rivolgendosi a tante piccole e purtroppo ancora fragili realtà produttive presenti oltre che in Africa occidentale anche in Equador, Bolivia, Colombia, Nicaragua e nella Repubblica Domenicana. Sono le realtà del Commercio Equo e Solidale in cui sono inseriti anche diversi coltivatori di cacao (si veda a questo proposito l'interessantissimo volumetto “Cacao, così dolce così amaro” scritto da Tatjana Bassanese e pubblicato dall'Editrice Missionaria Italiana).
Molti anni fa la Perugina si avvalse proprio dei suggerimenti di un fanese – quel grande disegnatore che risponde al nome di Federico Seneca, ideatore del famoso “Manifesto degli Innamorati” del 1922 – per lanciare i suoi Baci e svariati altri prodotti; è giunta l'ora che utilizzi i suggerimenti di altri fanesi, come quelli del Gruppo Carnevale Etico, e dia al consumatore garanzie ben precise riguardo al cacao e alle altre materie prime impiegate nella produzione delle sue leccornie. Speriamo che nelle prossime edizioni di “Eurochocolate” la questione del cacao etico abbia lo spazio che merita.
Rita Ferri
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