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Insonnia: le notti bianche

Insonnia: le notti bianche

Che il sonno abbia sempre interessato l'umanità lo provano le divinità dedicate dagli antichi a questa piacevole attività della giornata (per i Greci ad esempio era Morfeo a soprassedere al sonno) e le cure fatte con il sonno (negli Asclepiei, santuari dedicati al dio Esculapio, i sacerdoti curavano gli ammalati facendoli dormire e suggestionandoli durante il sonno). Anche il sogno, attività inevitabilmente connessa al sonno, ma di cui non tutti si rendono conto poiché dei dieci e più sogni di ogni notte ben pochi o nessuno restano in mente al risveglio, è stato ritenuto fondamentale per gli auspici (i sogni del mattino si consideravano veritieri) o per i numeri del Lotto. La scienza positivista di fine Ottocento li ha ritenuti importanti per la diagnostica psichiatrica, perché considerati una specie di finestra sull'inconscio; per la psicanalisi ideata da Sigmund Freud una possibilità importantissima per fare riemergere traumi psichici lontani e apparentemente dimenticati.
Oggi l'aspetto che più interessa i "comuni mortali" è la difficoltà ad addormentarsi e ad avere un sonno riposante, che permetta di ricaricare le pile di un organismo sempre più stressato dai mille impegni ed attività della giornata. L'insonnia è un disturbo molto diffuso: almeno un terzo della popolazione adulta ne soffre o ne ha sofferto. Dormire male si ripercuote sull'efficienza fisica e mentale durante il giorno. Il sonno, infatti, deve essere sufficiente (almeno sette ore, ma negli anziani possono bastare 5-6 ore) e ristoratore, cioè deve essere un sonno tranquillo, con addormentamento profondo.
L'insonnia può presentarsi con tre modalità anche combinate:
* difficoltà all'addormentamento
* sonno discontinuo con frequenti risvegli
* risveglio mattutino precoce.
Molto spesso - e per fortuna - l'insonnia è solo occasionale, cioè è legata a particolari disagi momentanei: preoccupazioni, dolori, stress notevole e continuato durante il giorno, ambiente di riposo non confortevole (freddo, troppo caldo, rumore, luce, letto estraneo), eccesso di caffè o di altri eccitanti, dolori o disturbi fisici notturni. Scompare allora da sola allo scomparire delle cause scatenanti. In altri casi invece, specialmente dopo i 40-50 anni, l'insonnia è persistente, dura anni o tutta la vita e fa parte del "carattere" o della personalità. Essa compare in soggetti con tensione e ansietà continue, con tendenza alla depressione psichica. Le paure, le frustrazioni, le insicurezze quotidiane, la mancanza di ottimismo, la sensazione di inadeguatezza, riemergono a volte tumultuosamente al momento di coricarsi, quando non ci sono altri stimoli mascheranti, altre "cose da fare" che distraggono dai problemi irrisolti: allora, come in una marea montante, il cervello non si assopisce ma si mette a lavorare, a volte freneticamente, le idee spesso sono negative, pessimistiche e si continua a soffrire anche durante la notte. E' ovvia, in questi casi di insonnia cronica e ribelle ai comuni rimedi che poi indicherò, la necessità di una visita specialistica psichiatrica e di una cura antidepressiva. Molti purtroppo pensano di risolvere i loro problemi solo con gli ansiolitici (il famoso Tavor e simili), magari assunti da soli o su consiglio dell'amico, ma sbagliano e di grosso. L'insonnia, quando è persistente è un sintomo della depressione. Nei casi più banali di insonnia temporanea ricorderò alcuni antichi rimedi per facilitare il sonno, iniziando da alcune sane abitudini:
- Igiene di vita: cerca di addormentarti regolarmente alla stessa ora e mai più tardi di mezzanotte, evita di assumere stimolanti (caffè, tè, fumo) nelle ore serali, evita di mangiare pesante o bere troppo vino a cena, fa' una breve passeggiata dopo cena per rilassarti e digerire meglio. Se possibile fa' tutti i giorni un po' di attività fisica (palestra, passeggiate, ecc.) per scaricare lo stress e per arrivare a sera stanco. Evita però di fare attività fisico-sportiva intensa dopo cena. Prima di coricarti, un bagno caldo con oli essenziali rilassanti potrebbe giovarti, quando ne hai il tempo. La camera deve essere ovviamente silenziosa, ben aerata (ricambia l'aria prima di coricarti), con pareti e tendaggi chiari o comunque di colori tenui, non con toni eccitanti (niente rossi, gialli, arancio, adatti invece per gli ambienti diurni); meglio se si dispone un piccolo ionizzatore che elimina gli ioni negativi dispersi nel pulviscolo.
Non dormire durante il giorno, non restare a letto più di 7-8 ore e, se sei emotivo, evita le letture stressanti a letto. Invece un libro non troppo impegnativo, o una rivista, potrebbe conciliarti il sonno.
Cambiando letto o ambiente (viaggi, camere d'albergo) è normale avere un po' di insonnia per 1-2 giorni. Assumi una posizione sul fianco, un po' rannicchiato, o a pancia sopra, mai a pancia sotto. Il cuscino deve essere basso (a meno che si soffra di problemi respiratori o cardiaci) e fresco.
- Assumi un infuso caldo di erbe rilassanti prima di coricarti: camomilla, tiglio, biancospino, melissa, passiflora, valeriana, basilico, ecc. Potrai fartelo preparare in erboristeria o in farmacia. Anche un bicchiere di latte caldo o di latte e cacao, se tollerato, può aiutare. La melatonina, sostanza naturale venduta sia in farmacia sia nelle erboristerie, ha una buona azione sul sonno, in particolare se si usano le nuove compresse a effetto prolungato.
- La psicoterapia, il training autogeno, lo yoga, i massaggi shiatsu ed altre tecniche di rilassamento (ad esempio: dieci minuti di respirazione controllata, lenta e ritmata) sono importanti nei casi di insonnia più ostinata. Varie associazioni o palestre insegnano le tecniche yoga e di rilassamento.
Se l'insonnia non passa è consigliabile allora il ricorso al medico curante o allo specialista psichiatra. Egli imposterà una cura farmacologica per alcuni mesi, prescrivendo all'inizio blandi medicinali tranquillanti che facilitano il sonno, detti, in gergo medico, ipnotici. Oggi i tranquillanti (benzodiazepine e derivati) in commercio sono innocui e provocano solo una modesta dipendenza nell'uso molto prolungato. Per l'insonnia sono indicate le benzodiazepine a breve durata d'azione (6-7 ore), che abbiano finito completamente l'effetto al momento della sveglia e non intontiscano al mattino dopo. Naturalmente la compressa non andrà assunta più tardi delle ore 22. Ci si deve ricordare che nelle persone molto anziane gli effetti sono maggiori e che l'alcol ne potenzia l'azione. Se prevale la depressione dovrà essere associata un'attenta e specifica cura antidepressiva con le nuove molecole che hanno pochi effetti collaterali: non fanno più ingrassare, ad esempio, né danno dipendenza o tossicità sugli organi interni.

Luciano Baffioni Venturi


 
 
 
 
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