Dopo la scomparsa di Angelo Romani, avvenuta a Milano l'8 gennaio scorso, abbiamo ricevuto due testimonianze: un articolo di Massimo Magi che riepiloga le tappe salienti di una straordinaria carriera sportiva; e un ricordo di Giulio Giunta, già olimpionico di Pentathlon moderno e compagno di squadra di Romani nella Vis Sauro degli anni '50.
L'Angelo del nuoto
Angelo Romani, il prestigioso portacolori della Vis Sauro Nuoto, diventò Campione d'Italia "Allievi" nei 400 stile libero (1949); con la Vis Sauro Nuoto conquistò il titolo tricolore a squadre (1950) e nel 1951 debuttò in nazionale nella sfida Italia-Germania. E' stato il primo italiano a realizzare un primato europeo nei 400 stile libero, con il tempo di 4'30" stabilito a New Haven nello Stato del Connecticut (USA), e anche uno dei pochissimi europei a potersi confrontare con i formidabili nuotatori australiani e americani. Nel suo curriculum sportivo figurano un primato europeo, 21 primati italiani, 13 titoli assoluti e 3 "Primaverili" (100 s.l. - 1954-55 e 400 s.l. - 1955). Ha partecipato a tre Olimpiadi (Helsinki 1952, Melbourne 1956 - dove arrivò in finale nei 400 s.l.- e Roma 1960). Agli europei di Torino (1954) conquistò l'argento nei 400 s.l. col tempo di 4'40"4 (battuto dall'ungherese Csordas 4'38"8) e in quelli di Budapest (1958) fece parte della squadra azzurra che conquistò l'argento nella staffetta 4 x 200 s.l. Nel 1955 ai campionati italiani di Terni si impose in tutte le specialità dello stile libero (100-200-400-1500) e nei "100" fece il record italiano con il tempo di 57"2: era il 19 agosto. Più volte primatista nelle distanze 200-400-800 e 1500 s.l. Angelo Romani fece parte del quartetto azzurro (Pedersoli, Romani, Massaria, Buonocore) che a Torino (21 giugno 1952) realizzò il record italiano nella staffetta 4 x 100 s.l.: il nuotatore Carlo Pedersoli diventerà attore famoso con lo pseudonimo di Bud Spencer. Sempre con la Nazionale realizza il record italiano nella 4 x 200 s.l. (2 giugno 1952) e quello nella 4 x 100 mista (24 agosto 1955). Nella Sala del Consiglio comunale di Pesaro (1997) Angelo Romani è stato premiato dal Circolo della Stampa pesarese con la seguente motivazione: "Per avere fatto sognare portando Pesaro ai vertici del nuoto mondiale".
Una carriera cristallina come l'acqua del porto canale (di allora…) presso la sede del Club Nautico che costituiva il campo gara della Vis Sauro Nuoto e dove Angelo Romani si allenava sotto gli occhi di un altro mito del nuoto pesarese: Osvaldo Berti detto il "Moro". Grazie ad Angelo Romani Pesaro è diventata importante: dopo i motori (Benelli e Motobi) e il basket (Victoria Libertas) anche nel nuoto e la sua città d'origine gli è rimasta sempre nel cuore. Cessata l'attività agonistica ha lavorato a Milano presso la Falk e dopo anni di stimata professionalità, da pensionato ritornava nella sua Pesaro dove aveva una casa al Boncio. E' stato grande, grandissimo come atleta e lo ricordiamo eccezionale anche come uomo quando rifiutò un posto di lavoro che gli offrì l'Amministrazione Provinciale (per potersi allenare meglio) a favore di una persona (Carlo Cardinali) sposata e con un figlio da mantenere. Questo è stato Angelo Romani detto "Kitamura" per i lineamenti orientaleggianti dei suoi occhi.
Massimo Magi
Ciao Zolli!
Ci siamo conosciuti, ancora sbarbatelli, negli anni ‘49-'50. Lui aveva cominciato a nuotare un po' prima di me e aveva già rivelato doti straordinarie di galleggiamento, di stile e di potenza. Durante gli allenamenti, sotto la guida del leggendario allenatore federale Osvaldo Berti, si nuotava nel Porto canale, partendo da banchine galleggianti in legno appoggiate su grandi fusti vuoti di benzina. A volte, nella virata dei 50 metri, i piedi nudi scivolavano: senza la spinta, si rimaneva inchiodati nell'acqua, per poi ripartire affannosamente per recuperare i secondi perduti. Solo più tardi arrivarono le banchine fisse in cemento armato.
Nonostante queste attrezzature spartane, la Vis Sauro Nuoto conquistò il titolo di Campione d'Italia a squadre nel 1950 a Roma. Visto che noi nuotavamo solo nell'acqua salata, qualche tempo prima della gara ci venne offerta la possibilità di un allenamento in acqua dolce. Alcuni amici e appassionati riuscirono a farci ospitare per qualche giorno nella piscina delle Acciaierie Terni di Nera Montoro: ospiti della mensa aziendale per i pasti; e delle brande sistemate nei capannoni della fabbrica per la notte. Di quel gruppo di ragazzi faceva parte anche Adriano Facchini, specialista dei 100 metri "dorso" e poi diventato campione di Pentathlon moderno. Ma era sempre Angelo Romani il punto di riferimento per tutta la squadra, alla quale conferiva una carica agonistica con la sua sola presenza in acqua. Persino durante gli allenamenti, i gradoni del porto si riempivano di spettatori quando nuotava lui.
Proprio nel corso del torneo che ci laureò Campioni d'Italia, un giorno Osvaldo Berti ci disse: "Oggi tentiamo di migliorare il record italiano dei 400 metri stile libero". Arrivarono i cronometristi ufficiali e, sotto una pioggia battente, Angelo scese nella piscina del Kursaal di Ostia Lido e conquistò il record. E' stato un momento di grande gioia per tutti noi: perché eravamo un unico gruppo e Angelo era il nostro leader.
Tutti avevamo un soprannome allora: Carlo Morini era El Tub, per il mestiere di idraulico; Cortiglioni era El Mandulon, perché alto e dinoccolato; io ero Ferchiulèn, cioè una piccola àncora. Ci piaceva chiamarci ancora così, quando ci si incontrava a distanza di anni. Angelo era Zolli (ma anche Kitamura per il taglio un po' orientale degli occhi). I giornali hanno ormai detto tutto di lui: io in questo momento non voglio più ricordare il campione, ma solo Zolli: il mio fraterno amico di sport negli anni '50 della nostra giovinezza.
Giulio Giunta