Pubblicità spazzatura (continua…)
Di tanto in tanto ho segnalato sullo Specchio gli esempi più eclatanti di pubblicità fastidiosa, spesso basata su espliciti richiami sessuali; anche se i concetti di “buon gusto” e di “cattivo gusto” sono in gran parte personali e quindi relativi. Giudicheranno i lettori che poi (non dimentichiamolo) sono i possibili acquirenti.
Oliviero Toscani è un fotografo geniale, diventato famoso per le sue provocazioni: un prete e una suora che si baciano appassionatamente in abito talare; i corpi devastati di malati terminali di Aids o di donne anoressiche; i jeans “Jesus”, con un efebo dalla cerniera slacciata che illustra lo slogan “Non avrai altro jeans al di fuori di me” e due belle natiche femminili sovrastate dal motto evangelico “Chi mi ama mi segua”. La ditta produttrice di quei jeans è poi fallita (non per questo, immagino), ma vale la pena di ricordare che Pier Paolo Pasolini aveva definito quella campagna come “Il folle slogan dei jeans Jesus”.
A gennaio Oliviero Toscani ha presentato a Firenze, per “Pitti Uomo”, un calendario 2011. Il committente è il “Consorzio di vera pelle italiana conciata al vegetale” e i soggetti mensili sono dodici triangoli pubici (biondi, rossi, castani) non depilati. L’accostamento tra la pelle animale da concia e la pelle vaginale ha fatto infuriare le femministe, il Consiglio comunale di Firenze e la ministra Carfagna. Ma c’è anche qualcuno che ha apprezzato le qualità artistiche del prodotto.
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“Chante Clair ce l’ha piccolo!!!”, esclamano alla radio e in TV le garrule voci di due annunciatori (alternativamente un uomo e una donna). E’ il festoso annuncio di un detersivo che ha ridotto le misure della confezione pur aumentando la sua potenza detergente.
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“Beato chi se ‘o fa, il sofà”, come dice un’ammiccante Sabrina Ferilli: naturalmente si riferisce alle Poltrone Sofà. O no?
Arcigno Bellacute