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Le vene varicose
I consigli del dietologo
Le gambe sono importanti nell'estetica, in particolare nelle donne, e costituiscono un forte “richiamo sessuale” indiretto, attirando l'attenzione dell'uomo da esse alle natiche e alle zone genitali. La bellezza delle gambe non è disgiunta dalla salute delle gambe, perché le gambe malate sono anche brutte da vedersi. Oltre alle deformazioni ortopediche degli arti inferiori che andranno ovviamente valutate e corrette dal chirurgo (esiti di paralisi e di fratture, ginocchia artrosiche vare o valghe, piede torto congenito, ecc.) i problemi estetici più importanti delle gambe sono la cosiddetta cellulite (lipodistrofia) e la malattia varicosa.
La dilatazione delle vene superficiali delle gambe o “varice” costituisce l'aspetto visibile della malattia varicosa, ma i disturbi dipendono principalmente dalla stasi del sangue, cioè dal ristagno del liquido ematico all'interno delle vene dilatate con trasudazione di siero, proteine e globuli rossi nei tessuti sottocutanei circostanti alle vene. Il sangue defluisce dalle gambe verso il cuore soprattutto perché spremuto dalla contrazione dei muscoli e dallo schiacciamento periodico della pianta del piede mentre si cammina. Sotto al piede infatti sta una fitta rete di vene (detta “suola venosa”) che viene spremuta come una spugna ogni volta che si cammina. Chi è troppo sedentario e sta fermo in piedi per ore non fa defluire bene il sangue dalle gambe. Il sangue poi non torna indietro, come vorrebbe la forza di gravità, perché le vene hanno delle valvole, ma chi ha la tendenza ereditaria per le varici ha valvole più rade e meno efficienti. La stasi provoca dapprima una cattiva ossigenazione della parete delle vene, poi la conseguente cattiva ossigenazione del sottocutaneo, assieme alla ridotta eliminazione dell'anidride carbonica e dei cataboliti (di rifiuto del metabolismo cellulare), alla liberazione di sostanze chimiche infiammatorie (citochine). La sofferenza del tessuto circostante alle vene varicose si manifesterà allora soggettivamente con dolore sordo, senso di calore, pesantezza, prurito, e obiettivamente con arrossamento, gonfiore dei piedi e delle caviglie (edema), grosse vene dilatate e tortuose come serpentelli (varici), piccole vene (teleangectasie) visibili come una rete rosso bluastra. Nel frattempo le vene dilatate vanno incontro ad una incontinenza valvolare, le valvole al loro interno che dovrebbero assicurare un deflusso regolare del sangue dalle estremità verso il cuore, non chiudono più bene e il flusso di sangue si inverte, aggravando ulteriormente la situazione.
Con il passare degli anni l'edema diviene permanente e duro (non resta più l'impronta del dito) perché il liquido trasudato stimola la formazione di fibre collagene e mucopolisaccaridi compatti, compaiono macchie bluastre (discromie venose) dovute all'emoglobina dei globuli rossi filtrati dalle pareti venose. La cute sofferente si assottiglia sempre più, è facile a rompersi al minimo urto, infine va in necrosi spontanea provocando le ulcere varicose, che sono erosioni di difficile guarigione e piuttosto dolorose.
L'esame fondamentale per valutare la gravità della malattia varicosa è l'ecodoppler venoso (flussimetria): con una sonda a ultrasuoni si evidenzia su un monitor il flusso all'interno delle vene superficiali e profonde delle gambe, si individuano le ostruzioni da trombosi e flebiti, si individuano i “punti di fuga”, cioè quelle vene comunicanti dove il sangue passa in senso contrario al normale, dal circolo profondo a quello superficiale.
La cura delle vene varicose, che danno molti più fastidi in estate e nelle giornate più calde prevede norme igieniche, cure fisiche ed estetiche, cure con medicinali, cure chirurgiche.

Norme igieniche

Questi sono i consigli fondamentali per chi soffre di vene varicose. Nei casi più leggeri, chi osserva con scrupolo queste norme risparmia sia le cure mediche sia quelle chirurgiche.
- evita la posizione eretta prolungata e immobile: se devi stare a lungo in piedi sul lavoro, ogni tanto muoviti, magari semplicemente sollevati sulla punta dei piedi per attivare la “pompa plantare”; parrucchiere e commesse sono tra le colpite dalle vene varicose!
- indossa solo scarpe con tacchi medio-bassi (3-5 cm), scarpe comode e adatte a schiacciare la “suola venosa”; sul lavoro usa, se puoi, zoccoli riposanti; se accusi dolori alla pianta del piede verifica con un ortopedico la necessità di un plantare per piedi piatti o cavi;
- evita indumenti che stringono le gambe o che le riscaldano: jeans, calzini e biancheria intima troppo stretti, pantaloni sintetici o di pelle; preferisci in estate tessuti naturali che “respirino” come cotone e lino;
- durante il giorno tieni le gambe sollevate sul letto o su un divano per 10-15 minuti ed esegui poi mattino e sera 10-20 “pedalate” con le gambe all'aria; - alza i piedi del letto di circa 10 cm con due blocchi di legno;
- evita il calore: contatto con i caloriferi, le stufette, il sole diretto, i bagni troppo caldi;
- fatti una doccia fredda sulle gambe col “telefono” della doccia ogni sera;
- non fumare: il fumo danneggia sia le arterie che le vene;
- dimagrisci: il sovrappeso ostacola il deflusso venoso delle gambe;
- mangia frutti e verdure “colorati”: contengono sostanze venoprotettive;
- aumenta la fibra vegetale e regola l'intestino;
- nei lunghi tragitti in auto ogni tanto fermati a “sgranchire le gambe”;
- gli sport più indicati sono il nuoto, il trekking, lo sci di fondo;
- in vacanza: non eccedere con il sole diretto sulle gambe, cammina con le gambe in acqua, nuota, cammina; le passeggiate nei boschi all'ombra sopra i 1.000 metri sono l'ideale;
- fa' attenzione ai traumi alle gambe: una banale ferita o un'escoriazione in chi soffre di vene varicose tarda molto a guarire e può infettarsi più facilmente.

Luciano Baffioni Venturi


 
 
 
 
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