Egregio Direttore, sul numero di dicembre dello Specchio ho letto lo scritto del mio amico Ettore Puglisi sulla centrale della Liscia. Mi ha ricordato una mia piccola cosa che traggo dal mio piccolo libretto “Rivoli” e che le invio, nel caso pensi sia meritevole di pubblicazione. Il canale Albani per i ragazzi dell'allora Viale Regina Margherita (ora Buozzi) era davvero la natura. Cordiali saluti.
Fulvio Lunari
Agostino, vorrei fossimo presi
“per incantamento”
tornare sul canale Albani,
nostre Maldive anni quaranta,
e pagaiare su una canoa di fortuna
tagliata in un serbatoio di bombardiere;
assaltare i bastioni delle mura,
elmo teutonico in testa,
in sassaiola contro la banda dei Piattelletti;
schizzarci acqua e giocare con tappi di bottiglia
felici di niente;
veder il signor Antidio
pletorico e pacioso
che rincasa puntuale al tocco
pancia in fuori e mani dietro la schiena,
e la signora Teresa col cestino
dell'ova fresche;
veder le lucciole nelle sere di maggio
nel campo tra casa tua e mia,
e riprovare quell'estasi sorpresa di allora
a quei silenziosi ammiccamenti;
correre in frotta sui prati e sull'arenile deserto
e rientrare la sera sudati e felici
al nostro tavolinetto rotondo di marmo
a farci mangiare dai pappataci
e passare ore a ridere
con sottofondo degli Isotta Fraschini
che scalano le marce sulla salita del viale.
Fai la conta Agostino
e vedrai quanti di noi son passati
sotto i cipressi ove andavamo per storni,
fai la conta e dimmi
che colpe avevano quei ragazzi ignari
per incontrare così amaro destino.