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Giugno 1998 / Lettere e Arti
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  *

Poesie

Ettore Florio

MADRE

Il tuo amore per fare un uomo
la tua morte per distruggere me...
o Madre
Il freddo silenzio di parole mai dette
gela il mio animo
gli attimi vissuti
nell'intesa dei nostri sguardi
brevi e fugaci apparizioni
all'orizzonte della mia mente
malata di te
Davanti a me chissà quale
sconosciuto destino
un lungo viaggio da percorrere
solitario in mezzo a tanti uomini.

(Tratta dal volume "Palingenesi", Editore Belli, in vendita presso la Libreria Gulliver (Semprucci), Corso XI Settembre, Pesaro. Il ricavato sarà devoluto all'ENPA sezione di Pesaro per la costituzione di un fondo a favore degli animali abbandonati).

Angela Guardato

HO SCRITTO I TUOI OCCHI

Ho scritto i tuoi occhi e le tue mani
sui muri della noia,
sulla solitudine nuda,
sulla speranza vuota di ricordo,
sull'assenza piena di desiderio...
sullo specchio della sorpresa,
sulle orme della morte,
sul rischio scomparso,
sulle labbra attente,
sul silenzio...
e col potere di una parola, di una frase,
di una sensazione, ricomincio il giorno
sapendo di essere nata per starti
accanto,
proprio come ieri:
quando un velo ricopriva i nostri
visi,
separandoli dal resto del
mondo.

Marcello Francioni

LONTANO

Torna la primavera
tornano le rondini
Dio come scorre il tempo,
le stagioni si inseguono
al ticchettio di un vecchio pendolo,
tornano lontani ricordi.
Chiudo gli occhi e vedo figure di bambini,
giocare felici intorno al fuoco,
vedo te con il solito sorriso,
venirmi incontro
vuoi raccontarmi i tuoi sogni
la tua vita,
mi abbracci cerchi il mio corpo
ti abbraccio vedo il sorriso nei tuoi occhi
ma il suono del vecchio pendolo mi sveglia.
Tu torni lontano
guardo il cielo è sereno,
son tornate le rondini ma tu non ritorni.

Gabriele Polverari

LE FATE

Quattro monete d'oro bianco,
una bandiera di cartone,
una bandiera senza nome.
E la vecchia dalla faccia di pietra,
una veggente un po' ciarlatana
ma una maga sincera,
vi dirà ciò che volete
sul destino,
sulle donne,
sulla vita,
ma datele ancora quattro monete.
Tra le dita della mano un re di cuori:
lunga vita e grandi amori.
Oltre il vetro della sfera
tutto quanto è già deciso,
tutto è scritto per inciso.
E le fate,
le fate non hanno un destino
dentro la sfera,
ma un folletto birichino,
una moneta e un fuoco acceso
dietro il buio della sera.
E voi fatele giocare,
vi faranno divertire,
non ti chiedono e non chiedetele amore,
non ne possono dare.
Non ti chiedono e non chiedetele una bandiera,
solo quattro monete d'oro bianco;
son già troppe le bandiere
dentro le chiare e lucenti sfere.

Umberto Palmetti

RICORDARE

Oggi la memoria
dona un segno
ricco di storia
e splende una luce
nel giardino sommerso.
Ogni fiore
profuma il ricordo
di quanti hanno dato
per salvare
altri dall'odio.
In silenzio...
nascosti nel nulla...
esposero la vita
per l'umile gente.
Nelle memorie
su fogli ingialliti
compare sempre
un nome da ricordare.

Antonio Fabi

AI RAGAZZI DI IERI

Agli amici sinceri,
di burle scanzonate e di allegre risate,
giorni radiosi, pieni di niente,
con mille pensieri, mille progetti,
e nel cuore tanto amore
per le nostre signore,
che con tanto ardore ci regalavano
notti piene d'amore.
Dall'alba al tramonto
i giorni furon sempre meno cruenti,
macchine potenti
ma sempre più con meno denti,
il tempo passò, e con bimbi già adulti
con mille pensieri,
mille progetti pieni di niente,
con i primi amori nel cuore e nella mente,
ti accorgi di una gioventù
che per noi non c'è più.

Toti Rosaspina

IL CARCERE: IL BUIO

Che buio lì, senso di angoscia
e di tristezza.
Rinchiusi in cella senza più vedere
la luce della libertà,
stanno nell'ombra della solitudine.
Che buio lì, senso di angoscia
e di tristezza
sono fuori dalla società
fuori dalla famiglia
per scontare, vivendo, i loro errori.
Che buio lì, senso di angoscia
e di tristezza.
Sono usciti dal carcere
ma è difficile per loro la libertà
non c'è lavoro, né tanto meno solidarietà.
Che buio lì, senso di angoscia e di tristezza.

Franz Demian

IN QUESTA NEBBIA

Passo dopo passo,
respiro dopo respiro,
trafiggo questa nebbia
scesa fuori e dentro di me.
Da solo in questa piazza muta,
vuota di ogni rumore.
Sembra che tutto sia mio
e il tempo nelle mie mani.
Il ricordo del tuo viso
mi avvolge come questa nebbia.
Siamo soli, come una volta
tu ed io in questa strada deserta.
Curva dopo curva,
guido attraverso i sogni
mentre il velo del silenzio
mi copre le luci del mare.
Il rumore della sirena
scandisce questo bacio
immaginario, idilliaco, onirico
della mia bocca sulla tua anima.
Per una volta ancora
nessun altro passerà di qui:
è un regalo del tempo
che si siede ad aspettarci.
Mano nella mano,
un unico respiro, un solo cuore
di un legame mai spezzato,
ci perdiamo in questa nebbia.
Prima che il sipario si chiuda,
prima di lasciarti ancora,
lasciami tenerti stretta,
voglio sentirti dentro me.
La stretta delle tue mani
piano piano...
tremando...
si allenta.
Sparirai con la nebbia,
te ne andrai con il sole,
la città si sveglierà
e il tempo si rialzerà.
Sogno dopo sogno,
respiro dopo respiro,
potrò rivedere il mare
ma tu navigherai chissà dove.
Finisce questa corsa nell'ignoto
e se mi volto indietro,
il tempo mi rincuora
lui sa che la nebbia tornerà.
Per noi... e dentro di noi.

Serena Romiti

IO PER TE

 Non avrei mai voluto che la mia debolezza
emergesse ai tuoi occhi,
volevo essere forte
invece mi sono tradita e ho pianto
lacrime di tristezza e amore.
Non riuscivo a trovare il coraggio
per lasciarti andare
così come non riuscivo a trovare la forza
di smettere di piangere.
Sapevo che stavo per rinunciare
ai tuoi baci,
ai tuoi abbracci,
mentre più di ogni altra cosa
avrei voluto assaporarmene ancora.
Le stelle mi sorridevano
ma io non riuscivo
a cogliere il loro splendore.
Fissavo i tuoi occhi e pungente era per me
il tuo sguardo.
I mille perché di quel momento rimanevano
senza risposta.
Avrei desiderato dirti ancora un altro "sì"
ma mi sarebbe costato più di ogni lacrima
che stavo versando in quel momento.
Un amore nato, vissuto, ma soprattutto
vivo, ancora e sempre in me.

Maria Teresa Codovilli

AL TUO DESIDERIO CHE MI SEGNA

Attraversami con dolcezza,
come una terra d'infanzia ritrovata,
come un lago solcato dalla luna,
o un vecchio giardino d'erbe senza nome
nell'ombra incolta d'uno sconnesso muro
- Non porrò confini
alla paziente rapina dei tuoi occhi,
né al tuo passo cadenzato di marea:
non ho che sabbie e umide cortecce,
disabitate tane di talpa
e ragnatele d'aria e sole -
Attraversami con sapienza,
le tue dita fra i capelli e nelle vene,
il tuo silenzio al sorriso
fermo sulla bocca
-Mi darai fioriture e frutti
e il canto verde dei nidi
(sarò nel ciclo potente
delle germinazioni a primavera;
sarò nelle fermentazioni cupe dell'autunno
e sospesa in ogni migrazione d'oltremare)-
Attraversami con stupore,
cieli e cieli di nebbie, e nuove nevi
(sarò terra d'amore,
arresa al tuo procedere d'arsura e gelo,
quietafurente di finitudini e saggezza,
fulminata ancora
al tuo lento desiderio,
che mi segna).

Mariangela Vergari

LA RUOTA DELLA FORTUNA

Senza preavviso
il vento abbatte castelli di carte
che salgono in tortuose girali
di edere sempreverdi,
allacciate nel loro velenoso
arrampicarsi.
Interpretazioni infondate
si insinuano nella mente
strisciando,
avvolgono la luce della vista
e schermano l'orizzonte.
Ormai accecati
tentiamo notti senza luna,
quando il buio si raddoppia
e i silenzi dell'anima
opprimono,
sotto un manto d'ansia,
le membra stancate
dallo scavo continuo
nell'acquitrino dubbioso
di un futuro insondabile.
E allora
raccolti i tarocchi sparsi,
sbarrate le imposte,
ritenta i giochi di carte
prima che Borea scompigli
i vani calcoli dei maghi.


Fernanda Di Carlo

DA BAMBINA 

Da bambina
ho camminato
a piedi nudi sulla rugiada
rincorrendo farfalle
sulle orme di bambina.
Osservavo la campagna
dai mille colori
annusando i suoi profumi.
Raccoglievo dei fiori
sfogliando l'amore
sui petali
delle margherite.
Da bambina
giocavo a nascondino
dentro la mia ingenuità.



 
 
 
 
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