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I pericoli delle medicine

L'uomo ha utilizzato per millenni rimedi che dovevano attenuare o far scomparire manifestazioni dolorose o inquietanti. Erano rimedi più magici che terapeutici poiché in tempi lontani la malattia era considerata un segno della collera divina, l'incarnazione del peccato. Poi, per merito della botanica e della chimica, è nata la farmacia scientifica; anche oggi un certo numero di farmaci è di origine naturale, sia perché è impossibile sintetizzarli, sia per i costi eccessivi per riprodurli artificialmente.

Le grandi scoperte dei farmaci iniziano con la morfina (analgesico), il chinino (anti-malarico), l'aspirina (antireumatico) e poi il Veronal, il sulfamidico, la penicillina, il cortisone, per arrivare nel 1981 alla ciclosporina (anti-rigetto).

I farmaci e la terza età

I farmaci moderni sono potenti e debbono essere usati con una certa cautela, seguendo le prescrizioni mediche; in particolare per le persone anziane. Gli anziani sono infatti grandi consumatori di farmaci ed il rischio di intossicazione da medicinali in un uomo di 70 anni è triplo di un cinquantenne in quanto:

  • La durata di attività di un farmaco risulta aumentata poiché il fegato e i reni, affaticati dalla vecchiaia, non sono più pronti ad eliminarlo. Pertanto occorre una posologia più ridotta.
  • Gli anziani soffrono di molti disturbi e usano più farmaci, con rischio di interazioni tra i medicinali.
  • Alcune malattie (glaucoma, prostata) costituiscono spesso controindicazioni all'impiego di certi farmaci.
  • Gli anziani non sono sempre in grado di poter leggere il foglietto illustrativo del farmaco.
  • Gli anziani sono più sensibili all'azione dei farmaci. Occorrono quindi posologie più ridotte specie per gli sciroppi per la tosse, i tranquillanti ed i sonniferi.

Gli anziani devono inoltre ricordare che:

  • Per i farmaci "a vita" per ipertensione o disturbi cardiaci, non deve essere sospesa la cura per iniziativa propria per non aggravare il male;
  • Non prescriversi un farmaco da soli, ma chiedere sempre consiglio al medico;
  • Sottoponendosi ad una visita medica, portare l'elenco dei farmaci usati abitualmente;
  • Informare il medico dei problemi, anche piccoli, determinati dall'impiego di un farmaco;
  • Se ci sono difficoltà nel contare le gocce o spezzare una fiala chiedere una prescrizione diversa nella forma;
  • Capire la ricetta e farsi aiutare con spiegazioni oltre che dal medico, anche dal farmacista;
  • Porre attenzione ai prodotti apparentemente inoffensivi (tisane, piante, oli essenziali) che possono esporre a rischi.

Scelte vietate

Se si prendono questi farmaci, bisogna evitare alcuni alimenti per non incappare nei guai.

  1. Antidepressivi
  2. formaggi, pollo, fegato, bevande alcoliche: possono provocare crisi ipertensive, tachicardia, cefalee.

  3. Aspirina
  4. caffè corretto: danni alla mucosa gastrica

  5. Contraccettivi orali
  6. tabacco: disturbi coronarici

  7. Antipertensivi
  8. derivati della carne di maiale: cefalee, capogiri, disturbi visivi

  9. Isoniazide
  10. formaggio, tonno, sardine: cefalee, palpitazioni

  11. Tetracicline
  12. latte, burro, formaggio, alcool: attenuazione dei riflessi e dell'attenzione in generale

  13. Antistaminici
  14. bevande alcoliche: diminuzione in generale dell'attenzione

  15. Tranquillanti
  16. bevande alcoliche: riduzione attività del farmaco

  17. Anticonvulsivi
  18. bevande alcoliche: riduzione attività del farmaco

  19. Anticoagulanti
  20. verze, cavolfiori, spinaci, pomodori, uova e fegato: riducono notevolmente l'azione del farmaco

  21. Ipnotici

             caffè e tè: disturbano l'azione del farmaco.

Michele Scrima


 
 
 
 
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