La rubrica del nonno del deserto – La longevità
E' nota la longevità degli italiani, che risulta da statistiche internazionali: seconda sola a quella dei giapponesi. Il centro Italia poi, specie le Marche, è la regione più longeva; quindi i marchigiani superano anche i giapponesi. In più, in un recente aggiornamento del Ministro della Sanità Veronesi, è stato constatato un aumento di un anno di vita in questi ultimi 4-5 anni, per cui la speranza di vita è di 76 anni negli uomini e 82 nelle donne.
Considerando che questa longevità è andata aumentando di oltre 30 anni dalla metà dell'800, si sarebbe indotti a pensare a una vecchiaia più lunga; invece, come fanno notare i geriatri, non è così. Anzi la vecchiaia si sta abbreviando, limitandosi sempre più agli ultimi 7-8 anni di vita. Infatti con i progressi della medicina, ad esempio nella cura delle malattie cardiovascolari e dei tumori; per le migliorate condizioni di vita, di alimentazione e per un diverso stile di vita, in genere sempre più diffuso, prolunghiamo la maturità riducendo sempre più la vecchiaia. Il persistere della vitalità e dell'energia fa sì che la vecchiaia intervenga sempre più tardivamente e per tempi sempre più brevi cosicché, negli ultimi anni della vita, si dice che “si muore in piedi”. E' ormai assodato che il concetto di salute non significa solo assenza di malattie, ma la presenza di un certo benessere; che è la sensazione di essere ancora vitali, in forma, giovani (da dimenticare gli anni che abbiamo) anche a 70 anni suonati.
Un tempo si diceva che facendo attività motoria: “Non vivrai un giorno di più ma godrai di un'eterna giovinezza”. Oggi viviamo anche di più, con una migliore qualità della vita, ma si dice che la vita si allungherà ancora maggiormente in base a varie constatazioni:
- Mortalità maschile. E' ancora molto elevata per incidenti stradali, incidenti sul lavoro, tossicodipendenze, Aids, suicidi, abuso di fumo e alcool. Nelle donne i tumori della mammella, che erano una delle principali cause di decesso, sono in diminuzione per la diffusione di accertamenti preventivi che tutte le donne ormai attuano specie in età perimenopausale.
- Trapianti d'organo. Altro elemento che avrà importanza per la longevità sarà che anche per la macchina del corpo umano abbiamo i pezzi di ricambio, cioè organi per trapianti. Questa sarà una chirurgia che aumenterà sempre più in un futuro prossimo. In questo modo si potranno salvare pazienti, altrimenti condannati, da gravi malattie che colpiscono organi indispensabili del corpo umano come il cuore, i reni, il fegato ecc.: con i trapianti si possono sostituire. Fatto veramente positivo, in questi ultimi anni un numero sempre maggiore di donatori ha dato e sta dando esplicito assenso agli uffici del Servizio Sanitario (ad esempio alle ASL) per la donazione di organi. Non ci si stanca mai di ricordare che la morte del donatore viene accertata da un equipe di specialisti, tecnici e medici con dati clinici (come assenza del respiro, dell'attività cardiaca, di riflessi ecc.) e con dati strumentali come l'elettroencefalogramma. Quando quest'ultimo esame dimostra che non c'è attività elettrica nel cervello, il paziente è come se fosse decapitato.
Da un punto di vista umano esiste la valenza etica positiva della donazione; chi sopravvive con un organo trapiantato avrà sempre una riconoscenza per il donatore deceduto; e i familiari sanno che una parte del corpo del caro defunto sopravvive nel trapiantato.
- Attività fisica e mentale. Dopo il pensionamento il lavoro intellettuale non deve cessare mai; le persone colte vivono più a lungo. Cessando anche una certa attività fisica dobbiamo impiegare le energie in attività che favoriscono la longevità come la cura della casa, dei nipoti, la socializzazione nei club, nelle gite, nelle palestre.
- Nuoto. Professionalmente devo fare una menzione particolare per l'attività motoria nelle piscine; l'acqua, a contatto con il corpo in movimento, esercita un massaggio attivo su tutti i tessuti con un'azione drenante, particolarmente utile per chi soffre di problemi circolatori, cellulite ecc.; con il galleggiamento tutti gli organi sono rilassati e il cuore lavora meglio con frequenze diminuite. Come ostetrico ricordo che il feto in gravidanza vive in movimento in un mezzo liquido (liquido amniotico): in nove mesi dall'unione di due cellule (lo spermatozoo maschile e la cellula uovo femminile) diventa un neonato di 3-4 chili, libero e spedito, come si dice. Un tale sviluppo non si verifica più nel resto della vita umana. Quindi il nuoto è il primo sport che facciamo, il più utile, quindi il migliore.
- Scarpe basse o tacchi alti? Importante è la deambulazione perché, tra gli altri vantaggi, va in funzione la spugna plantare; sotto la pianta dei piedi c'è un insieme di vasi sanguigni dove si raccoglie il sangue, che però viene spinto verso l'alto quando il piede si appoggia a terra quando si fa il passo. Se questa zona di appoggio (che funziona come una pompa) è più ridotta, come nelle donne che usano tacchi alti e molto alti (anche oltre i 6-7 centimetri), il sangue ristagna con gonfiori ai piedi, ai polpacci con predisposizione alla trombosi. Ricordo che, anche per altri motivi, le scarpe con i tacchi alti di qualunque misura sono sconsigliate in gravidanza.
Carlo A. Angelucci
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