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Giugno 2003 / Salute e Società
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I pedofili insospettabili
Il parere del sessuologo

In questi ultimi anni sono stati denunciati numerosi casi di pedofilia. L'esplodere di violenza ed abusi su minori ha portato l'opinione pubblica ad interrogarsi su quali possano essere le cause di questa delittuosa forma di comportamento, in larga parte esercitata da persone adulte. Ci si è chiesti se questo fenomeno di violenza diffusa non sia da imputare anche alle ostilità, alle tensioni e ai rancori, alle liti tra coniugi all'interno della famiglia che finiscono per educare in negativo il bambino stesso.
Il problema della pedofilia non è nuovo. Si può senza alcun dubbio affermare che è sempre esistito ma, anche quando le famiglie ne giungevano a conoscenza, evitavano di denunciare il reato all'autorità giudiziaria per la paura dello "scandalo" che ne sarebbe derivato. Questo faceva sì che i potenziali pedofili approfittassero di questa situazione per manifestare concretamente le loro perverse inclinazioni. La perversione è un comportamento atipico e patologico che può assumere caratteristiche pericolose e perfino delittuose. E' ormai assodato che le perversioni sono più diffuse tra gli uomini che fra le donne. In particolare la pedofilia sembra essere una perversione esclusivamente maschile.
Esiste un particolare identikit del pedofilo? Possiamo affermare che questo soggetto non ha caratteristiche particolari che lo contraddistinguono. Infatti può essere sposato, lavorare, essere padre di figli ed avere un comportamento irreprensibile e tale da non destare alcun sospetto. In questi soggetti esiste una doppia personalità da cui risulta, almeno formalmente, un normale adattamento sociale, sussistendo contemporaneamente forti cariche antisociali e destabilizzanti che, in particolari situazioni anche imprevedibili, esplodono con gravi ripercussioni sul loro comportamento. In questo contesto il perverso viene a trovarsi in una situazione costrittiva e non può impedire a se stesso di esercitare un abuso di potere su una povera vittima indifesa. L'impulso impellente e irresistibile è quello di compiere atti sessuali con un bambino o una bambina che non hanno raggiunto l'età puberale. Molto frequentemente la pedofilia ha carattere omosessuale soprattutto maschile che, nello specifico, prende il nome di pederastia. L'adescamento dei fanciulli avviene in genere attraverso l'elargizione di regali sia in denaro che in oggetti. In questi ultimi anni i pedofili si sono serviti di siti mascherati in Internet per adescare in maniera subdola le loro vittime. Il comportamento del pedofilo può manifestarsi in forme diverse che possono essere espresse con carezze, segni di affettuosità oppure con violenza che può portare, non infrequentemente, all'omicidio. Il pedofilo agisce in tutti quei luoghi e in quelle situazioni (palestre, campi da gioco ecc.) in cui, abusando della sua autorità, può agire indisturbato con bambini.
Scoprire se un bambino è stato vittima di abusi sessuali non è facile. Infatti il turbamento prodotto in questi soggetti è talmente profondo che spesso non riescono a parlarne. Possono anche verificarsi casi in cui le "attenzioni particolari" di un adulto vengano confuse con manifestazioni di affetto. Vi sono però casi in cui il bambino è terrorizzato e prova addirittura sensi di colpa. E' per questo che i genitori e gli educatori devono essere attenti e vigilare sul comportamento dei loro bambini. Molti casi di abusi sessuali infatti sono stati individuati dalle maestre che, conoscendo i bambini loro affidati, sono particolarmente attente a cogliere i cambiamenti di umore e di comportamento. I segnali che possono far sospettare sono: il calo del rendimento scolastico, i mutamenti di carattere ed abitudini, la mancanza di appetito, la tendenza a chiudersi in se stesso. E' evidente che, spesso, questi possono essere atteggiamenti determinati da altri fattori; tuttavia è bene che i genitori stiano in guardia e, se possibile, si consultino con un esperto. Infine è importante che i familiari evitino di far sì che il bambino abusato possa sentirsi in colpa. Purtroppo, dobbiamo aggiungere, ci sono ancora troppi casi di atti violenti, protetti dall'intimità e dal silenzio. Questo non dovrebbe più accadere perché non è possibile che qualcuno possa continuare a perpetuare la sua violenza senza essere messo in condizione di non nuocere più.

Antonino Bentivegna


 
 
 
 
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