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Le seducenti vibrazioni di Lucia Ferrati


Bella, ma ancor più seducente! Lucia Ferrati ha indirizzato la sua vita professionale nel magico binario, esigente e poco praticato, della “parola” e della “voce” come chiavi d'accesso alla cultura letteraria, poetica e teatrale. Per mestiere cura la scelta di progetti e programmi, fattibilità e organizzazioni, oltre la difficile fase didattica-pedagogica, promuovendo fra gli allievi dei licei, laboratori e corsi di dizione e di lettura. Ha trasformato un insegnare a leggere tecnico, in un gustare, capire, conquistare, con fuoco vitale e quasi epidermico espressione di sottile genialità nutrita di cultura agile e profonda, le temperate speranze, le riflessioni scettiche o critiche, gli entusiasmi, i procedimenti intellettuali dei poeti e degli scrittori. Togliere alla lettura la meccanicità, per scoprire tutto quello che si nasconde nelle intenzioni, nelle vocazioni, nelle facoltà creative, nelle previsioni e nei deliri dei letterati. Ma nella donazione agli altri di questi ritrovamenti emotivi e mentali, ci vuole la “voce”, strumento raffinato e sensibilissimo, che completi comprensioni, acquisizioni e arricchimenti.
Alzi la mano chi non si è emozionato fino alle lacrime nel corso delle letture pubbliche di Lucia Ferrati! Le sue non sono letture, le sue sono rapinose esperienze personali, turbamenti e rassicurazioni che invitano in modo perentorio a “capire”, ad approfondire tutti i significati tesi sugli equilibri della sola memoria! E' la voce di Lucia con i suoi contrappunti stilistici e inventivi, con il palpitante incalzare fantastico ad aprire i grandi respiri della letteratura, della poesia e del teatro: esigente, e a suo modo severa, maturata nella cultura alta e approfondita degli atenei, Lucia Ferrati rivendica con autorevolezza quella maturità che la fa libera e leale e che le permette di mantenere l'innocente perentorietà delle sue intellettuali conquiste.
Le chiedo quali siano i suoi progetti futuri. Lucia chiude i suoi grandi occhi di velluto scuro per un lunghissimo momento prima di rispondere, quasi annunciando con quella pausa silenziosa e prolungata l'importanza del progetto. In verità è un grandissimo progetto: assieme all'attore Pietro Conversano, col quale lavora da tempo, leggerà in tre anni le tre cantiche dantesche nei luoghi della nostra provincia o nominati da Dante o che hanno storici agganci con la “Commedia”. Lucia, consapevole dell'impresa a cui si sta accingendo, ne valuta ogni difficoltà con insistita passione mossa dall'esercitato meccanismo delle associazioni mentali. Mentre espone il suo progetto, sento orrore per la “qualifica” che la connota: operatrice culturale. Vorrei che la chiamassero suggeritrice di allusivi incantamenti, preparatrice ai fasti misteriosi della immaginazione, accompagnatrice nelle sottili articolazioni dei significati, rivelatrice di lietezza diffusa e lacerante dolorosità delle parole scritte e dette; rigorosa e coltissima ricercatrice e di letterati e di scrittrici “sommersi” che la storia o le storie individuali hanno lasciato nell'oblio, sa aprire squarci inattesi nelle loro vite e nelle loro opere destando interesse e meraviglia.
“Sono felice solo quando studio”, mi dice e, se non la conoscessi bene, penserei ad una teatrale bugia: così bella, così affascinante, così comunicativa Lucia Ferrati, creatura anomala del Terzo Millennio, è felice quando studia! “Figlia dell'umanesimo assunto a sostanza nutritiva”, sa elaborare anche fervidi pensieri organizzativi: con tatto, con fermezza, propone e convince mettendosi subito al centro delle cose in virtù di una “pre-preparazione” così rigorosa che nessuno può resisterle. In questa modernità dove l'emancipazione femminile è stata confusa con la licenza di spogliarsi senza freni, Lucia impersona il “glamour” dell'intelligenza, della cultura e dell'intellettualità imprezio-sito da tutti i crismi della bellezza femminile riconosciuta.
Dalle indagini complesse, avventurose e gravose di due scrittori pesaresi dei primi anni del Novecento, Morselli e Garrone, è partita la passione cultural-scientifica di Lucia: le loro vite, le loro opere, gli ambienti, le appartenenze intellettuali hanno spalancato a lei – e a noi che sempre l'abbiamo seguita –illuminazioni a catena che si sono poi materializzate in pubblicazioni di pregio, in performance e in letture che hanno segnato nella sua vita professionale, un percorso alto e specialistico, accompagnato dalla crescente ammirazione di un pubblico via via sempre più numeroso e grato.
Fine dicitrice si sarebbe detto il secolo scorso. Oggi, non so.

Ivana Baldassarri

 


 
 
 
 
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