La 3ª Circoscrizione del Comune di Fano propone la sesta edizione della esposizione d'arte contemporanea figurativa denominata Progetto “Spazioimmaginevallato”, dal 17 giugno al 30 settembre. Inaugurazione il 17 giugno alle ore 19, di fronte la Chiesa San Paolo.
Gli ampi spazi verdi del quartiere Vallato diventano museo a cielo aperto, possibilità di incontro, di confronto e di conseguente rinnovamento e arricchimento personale. Quest'anno l'iniziativa propone le opere di due interessanti artisti della nostra città che riscuotono, da anni, consensi e riscontri pubblici e sociali. Si tratta degli architetti Silvia Caringi e Omar Toni, titolari dello studio associato PAO Atelier d'Arte e di Architettura. La loro progettazione viene applicata agli spazi urbani individuando come soggetto principale l'uomo nella sua contemporaneità in relazione all'ambiente che lo circonda.
La sesta edizione di “Spazioimmaginevallato”, rassegna di sculture all'aperto, presenta la ricerca artistica di PAO Atelier d'arte e d'architettura nella quale si identificano gli architetti Silvia Caringi e Omar Toni che vivono nella nostra città e operano nel territorio con significativi interventi installativi. I due artisti rispondono figurativamente, con i loro progetti, alle molteplici sollecitazioni spaziali e monumentali del percorso urbano con operazioni estetiche mirate che prevalentemente partono da un lavoro di gruppo interdisciplinare nel più rispondente contesto dei linguaggi contemporanei. La valenza comunicativa di questa esposizione riguarda l'armonico impiego di arte, scienza e tecnica al fine di giungere alla metamorfosi oggettiva e materica poiché l'arte ha bisogno di verità mutevoli. Ovidio scriveva che il cielo non ha stabilità e che la trasformazione non soggiace all'essere ma risente della differenza di ciascun elemento da se stesso: “Nulla è costante e nulla è identico a nulla”. Le installazioni dei due artisti disegnano lo spazio con grafica sottile in una sorta di un dinamismo assonante che sembra voler mimare una morfologia naturale nei suoi aspetti vitali dove luce, ombra, spazio e tempo si traducono in forme e volumi.
Queste installazioni sono anche da intendersi come eventi che si contrappongono al fare degli automatismi di una società omologata che nei confronti dell'arte produce vuoti ricettivi, culturali e comunicativi: “In una società di massa anche la cultura è di massa”. Silvia Caringi e Omar Toni hanno, inoltre, sentito i limiti nel produrre l'oggetto fine a se stesso preferendo confrontarsi con lo spazio per intervenire sugli ambienti che sollecitano la facoltà di trovare un rapporto anche antropologico, speculare e creativo tra uomo e ambiente.
Giuseppe Papagni