Con un “Omaggio a Nino Pedretti”, presso l'auditorium di Palazzo Montani Antaldi, Pesaro ha ricordato il grande poeta romagnolo che visse nella nostra città per trent'anni e insegnò inglese presso il Liceo Scientifico “Marconi”. Nel corso della manifestazione (promossa dall'assessorato alla Cultura del Comune di Pesaro, la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e il Lions Club Pesaro Host) l'attore Ivano Marescotti ha letto alcuni brani di Nino Pedretti, con l'accompagnamento di musiche di Paolo Pedretti (figlio di Nino) eseguite dall'autore. Francesco Corlianò ha tenuto una relazione su “Nino Pedretti, un poeta per necessità”. E' stato anche proiettato in anteprima nazionale il cortometraggio “La riunione”, tratto dal racconto omonimo, per la regia di Francesco Corlianò e Mario Ferraccio. Tonino Guerra, poeta e sceneggiatore, ricorda con commozione il suo amico d'infanzia Nino, ed è felice che Pesaro si sia ricordata di lui dopo più di vent'anni. “Ho sempre letto con ammirazione le sue poesie – ha detto – e mi piaceva ascoltare le sue riflessioni, il suo modo di entrare nelle parole e fare entrare nelle parole sia il piccolo mondo che lo circondava – la casa, la cucina, i parenti – sia i riverberi dei suoi viaggi all'estero e i riflessi del suo linguaggio anglosassone”. La figlia Anna Maria lo ha ricordato come “una persona che ha prodotto culturalmente opere di livello, non solo in campo poetico e letterario ma anche nella ricerca linguistica: come studioso del Centro internazionale di Semeiotica dell'Università di Urbino. (...) Ma la scuola gli andava stretta, perché mio padre aveva bisogno di creare continuamente, sia nel campo poetico che in quello della narrativa. Dopo tante pubblicazioni in dialetto romagnolo e in italiano, nel libro uscito postumo, “La chesa de temp”, non descrive più gli uomini ma gli oggetti della sua terra”. Per sua moglie Michelina: “mio marito è stato sempre un estroverso. Mi ricordo dei nostri incontri con Tonino Guerra a Sant'Arcangelo, in cui discutevamo di tutto. Anche a Pesaro andavamo a trovare gli amici, nelle ore più impensate, per parlare di poesia e letteratura: in particolare del Pascoli, che Nino considerava uno dei più grandi poeti di tutti i tempi”.
P. M.
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