Le aggressioni da parte di cani cosiddetti “pericolosi” interessano sempre più spesso le pagine di cronaca e ciò che sconvolge maggiormente è constatare che le vittime sono persone dello stesso nucleo familiare dove vivono questi cani. L'ultima tragedia si è consumata a Torino, dove è rimasta uccisa una bambina di appena otto mesi e gravemente ferita la nonna. Quando accadono queste tragedie è inevitabile chiedersi: Come è potuto accadere? Di chi è la colpa? Del proprietario o del cane? Cosa ha fatto scatenare tanta violenza? Come può accadere che un piccolo e indifeso cucciolo una volta adulto si trasformi in pericolo? Le razze canine considerate a rischio sono diciassette, ma in Italia il numero è più limitato.
Io penso che anche da noi si dovrebbe adottare la normativa che vige in alcuni Paesi anglosassoni: prima di acquistare un cane di determinate razze è necessario dimostrare di avere i requisiti idonei ed essere psicologicamente preparati. Bisogna essere attenti e capaci di interpretare la personalità forte del cane e imparare a decifrare alcuni segnali di disagio che invia; capire che alcune razze canine devono essere più seguite ed evitare che con atteggiamenti errati venga potenziata la loro aggressività. Da cuccioli bisogna insegnare loro a socializzare. Informarsi sulle loro caratteristiche. Se non si è sicuri delle proprie capacità rivolgersi ad un buon istruttore che riuscirà ad educarlo nel miglior modo possibile affinché certe tragedie possano essere evitate.
Rita Cesaretti Fusco