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La Festa della Polizia a Pesaro

Il questore Benedetto Pansini durante un incontro con gli anziani presso il Centro “Maria Rossi” di Pesaro

Nella calda mattinata del 12 maggio, davanti al mare e alla Palla di Pomodoro, si è celebrata anche a Pesaro la Festa della Polizia di Stato nel 155° anniversario della fondazione. Dopo la lettura dei messaggi del presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio, il ministro dell'Interno, il capo della Polizia e il prefetto di Pesaro e Urbino, ha tenuto la relazione ufficiale il questore Benedetto Pansini: di cui riportiamo alcuni passaggi significativi.
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L'anno appena trascorso è stato impegnativo ma ricco di risultati ed obiettivi raggiunti: dalle classifiche sulla qualità della vita in Italia sono emersi dati più che confortanti per la nostra provincia che si colloca al 33° posto e recupera ben dieci posizioni rispetto al 2005. Una valutazione positiva per il territorio, i cittadini e l'Istituzione che presiedo (quella che raccoglie più fiducia da parte dei cittadini secondo la nota indagine Demos). Questi dati fotografano un territorio tranquillo e spesso fuori dalle cronache tumultuose dei nostri tempi, vera isola di civiltà dove si continua a vivere bene grazie alla diminuzione dei crimini, a diffuse politiche di welfare, alla compattezza della sua comunità e ad un tasso di disoccupazione che è il più basso d'Italia.
Per quanto riguarda la sicurezza, la strategia scelta comincia a dare i suoi frutti. Sto parlando della “prossimità” al cittadino, della cultura delle regole, della lotta al disagio sociale onde aumentare la coesione sociale, anche occupandoci dei più deboli, dei più soli. La strada intrapresa si riassume in una sola parola: prevenzione. Sono convinto che un'attività di prevenzione, culturale prima ancora che di ordine pubblico, ben condotta e comunicata, alimenti un circuito virtuoso che genera serenità e fiducia, consolidando il senso di legalità ed è traino per l'economia.
E' questo, oggi, il compito principale della Polizia: garantire a tutti i cittadini la possibilità di vivere nella propria città, nei propri luoghi di lavoro e di svago, sentendosi liberi e consapevoli che qualcuno li protegge dai rischi sempre più presenti nell'odierna società del benessere, in un mondo sempre più multietnico e multiculturale dove l'integrazione è ormai parte essenziale di una rinnovata e più comprensiva coesione sociale. Una società che deve essere aperta verso le diversità nel rispetto e nella valorizzazione delle specificità storiche, culturali e religiose.
In questo grande disegno strategico, rientrano servizi di prossimità (Poliziotto e
Carabiniere di quartiere), con la nuova suddivisione della città e l'avvenuta rimodulazione della presenza delle pattuglie sul territorio. Altre iniziative sono costituite dalle denunce raccolte a domicilio, le visite nelle scuole del poliziotto, l'intensificazione della presenza delle pattuglie sui mezzi pubblici. Ma il servizio più innovativo è rappresentato dal Commissariato on-line  (www.commissariatodips.it): si tratta del primo ed unico tentativo al mondo, reso possibile dalla presenza capillare sul territorio della Polizia Postale, di attivare un Commissariato virtuale. Chiunque può entrare nel Commissariato e segnalare reati o sospetti reati che avvengono sul web.

Stato e cittadini
Il rapporto con il cittadino si fonda sul reciproco rispetto e sulla fiducia, valori che si guadagnano giorno per giorno. La strada seguita è stata la seguente:
1) In primo luogo la prevenzione, per le fasce di popolazione a rischio, con l'informazione dei fenomeni di criminalità diffusa, attraverso gli incontri con le categorie economiche e con la fascia più debole della popolazione, gli anziani che, lasciati sempre più soli, vedono crescere la loro sofferenza.
2) In secondo luogo l'educazione alla legalità in tutte le scuole per formare cittadini coscienti, specie in materia di tossicodipendenza e dipendenza dall'alcol (è considerevole l'aumento di ritiro di patenti per guida in stato di ebbrezza), dal fumo, da videogiochi violenti. Un grande lavoro di prevenzione, sorretto dal binomio educazione-informazione, attraverso la scuola, lo sport (che contribuisce a fare amare la vita educando al sacrificio, al rispetto ed alle responsabilità), la formazione dei genitori, il recupero delle persone dipendenti. E la lotta allo spaccio senza nessuna ambiguità. Si muore troppo sulle strade: ecco il perché delle mie lettere ai giovani e della campagna che desidera sensibilizzare tutti a sconfiggere quel mix di fatalismo, ipocrisia, assuefazione e tacita accettazione che impedisce da tempo di fare qualcosa di concreto.
3) In terzo luogo l'educazione allo sviluppo, al lavoro, alla libera impresa e alle regole del mercato, perché l'illegalità, la tendenza cioè a fare ricorso a procedure irregolari, costituisce l'handicap che frena una società: ecco l'impegno dispiegato contro l'abusivismo commerciale ambulante, il lavoro nero, le locazioni sommerse e, in definitiva, contro l'evasione fiscale.
L'attività svolta lo scorso anno è stata premiata dal conseguimento di notevoli risultati positivi. Una citazione per tutte: l'arresto  da parte della Squadra Mobile di tre pericolosi spacciatori: oltre mezzo chilo di MDMA, una droga che ha conquistato grande popolarità come club drug e diffusa nelle feste rave cosi come nelle discoteche.

La sicurezza pubblica
Non è tutto facile: sappiamo delle difficoltà, delle carenze di organico rispetto ad una realtà sempre più in evoluzione come quella pesarese: esprimo pertanto grande riconoscenza a tutto il personale della Questura, dei Commissariati di Pubblica Sicurezza di Urbino e Fano e delle specialità (specie a quello della Polizia Stradale), per l'impegno profuso con dedizione e competenza, con senso di sacrificio ed abnegazione.
La sicurezza pubblica è un mosaico in cui le Forze dell'Ordine, insieme alla Magistratura, sono un tassello fondamentale ma non l'unico. C'è la cultura delle legalità che viene dalla famiglia, dalla società, dalla Chiesa e dalla scuola, alla quale va riconosciuta la funzione primaria dello Stato in quanto è quella che condiziona tutte le altre: non ci sarà mai una buona Amministrazione, né una buona Sanità, né una buona Giustizia, né una buona classe dirigente senza una Scuola capace di formazione. C'è il quadro normativo che deve mettere Magistratura e Polizia in grado di lavorare bene anche attraverso una effettiva e rapida sanzione. “Quanto più pronta e vicina al delitto commesso sarà la pena, tanto più ella sarà giusta e utile”: insegnava trecento anni fa Cesare Beccaria.
E c'è la progettualità politica di tutte le Istituzioni, anche locali, con il recupero del degrado urbano e gli interventi dell'Ente territoriale di riferimento. Attraverso la coesione istituzionale e sociale, riunendo idee e risorse, è possibile vincere la criminalità: insieme ai cittadini comuni che sono i veri attori della sicurezza. Insieme: è questa la parola chiave che può affrontare le sfide del Terzo  Millennio. Nel ricordo dei Caduti e di tutti coloro che si sono sacrificati per il bene della collettività, nella consapevolezza di costituire una grande forza civile, riaffermiamo il nostro impegno a difesa delle Istituzioni democratiche.
Thomas Edward Lawrence (Lawrence d'Arabia) ne “I sette pilastri della saggezza” affermava come il sogno e soltanto il sogno fosse il motore di tutti i successi, di tutte le conquiste. I realizzatori, gente che non ha mai smesso di sognare in modo acromatico, dal punto di vista politico. Il mio, personale sogno per le giovani generazioni perché crescano nella pace è il seguente: educare alla legalità, per vivere nella legalità, imparando i vantaggi della legalità.

Benedetto Pansini


“Signora, questa notte ho sognato suo marito”

Il giovane dall'aria distinta avvicina per strada (o fuori della chiesa, o al mercato) una donna anziana che è rimasta vedova da poco. Conquista la sua fiducia con qualche gesto gentile, poi le confida che gli è apparso in sogno Peppino (o Giovanni, o Antonio) – il coniuge deceduto – e ha ricevuto un suo messaggio: contattare sua moglie e dirle che...
Questo è uno dei tanti trucchi messi in opera dai delinquenti per raggirare gli anziani, entrare in casa, farsi consegnare denaro o altri oggetti; basta studiare gli annunci funebri e identificare all'anagrafe, o con altri mezzi, gli anziani che vivono soli. Nel caso di vittime maschili, lo stesso ruolo è giocato da ragazze di bell'aspetto, cui gli uomini sono sempre sensibili a qualunque età. Una tecnica simile era illustrata in un vecchio film di Alberto Sordi, “I magliari”, dove venditori ambulanti senza scrupoli bussavano alla porta di persone in lutto per consegnare tessuti mai ordinati dagli scomparsi.
Fra le tante nefandezze quotidiane, si tratta – se possibile – dei reati più odiosi, perché colpiscono i più deboli: donne o uomini segnati dalla solitudine e in molti casi dalla progressiva perdita delle facoltà. Soprattutto su questi reati dovrebbe abbattersi la severità dello Stato, senza sconti. Perché le persone molto anziane sono – come i bambini – gli angeli della Terra: ma sono angeli dolenti.
Quello del presunto sogno era uno degli esempi portati dal questore di Pesaro e Urbino, Benedetto Pansini, durante l'incontro con un gruppo di anziani, partecipi e attenti, presso il Centro socio culturale “Maria Rossi”. Con grande disponibilità ha ascoltato le loro preoccupazioni e li ha messi in guardia contro tutta una serie di espedienti utilizzati dai malintenzionati: la finta eredità da consegnare (ma solo dopo il versamento di una cauzione in denaro); le telefonate a nome del parroco o del figlio lontano; i borseggi favoriti da una spinta apparentemente accidentale o dall'offerta di pulire una macchia sul vestito (da loro stessi provocata); le richieste di denaro di finti impiegati di banca o finti addetti del telefono, della luce o del gas (quelli veri non possono mai richiedere denaro a domicilio); le richieste truffaldine di offerte ad enti di beneficenza; addirittura la sottoscrizione di abbonamenti per inesistenti riviste della Polizia! Ha spiegato alle signore che la borsetta va sempre portata a tracolla, non sull'avambraccio e tanto meno nel cestino della bicicletta. Infine ha consigliato di avere sempre buoni rapporti con i vicini di casa, magari passando sopra a qualche piccolo fastidio, perché i vicini possono a volte essere i migliori alleati: per vigilare contro i movimenti sospetti, per dare una mano, per intervenire al momento opportuno. Ha concluso citando un articolo pubblicato recentemente sul quotidiano economico Il Sole 24 Ore: “L'esperienza, la competenza, il tempo di cui dispongono gli anziani, costituiscono per la società un capitale e una risorsa da utilizzare”.

Gli incontri con i giovani
Ho assistito a questo incontro per osservare da vicino una delle tipiche operazioni didattiche svolte dal dott. Pansini: arrivato da Modena a Pesaro nel settembre scorso, ma con precedenti esperienze di lavoro in piazze “calde”, come Gioia Tauro e Reggio Calabria.  A lui fanno capo tutti i servizi della polizia di Stato (che comprendono anche polizia postale, polizia stradale, polizia ferroviaria, polizia di frontiera): nella sede pesarese di Via Giordano Bruno operano la Digos, la polizia amministrativa e sociale, la polizia anticrimine con il servizio 113, le Pantere della “Volante” e la “Squadra mobile”, che svolge le indagini a caldo su ogni evento delittuoso.
Questo dirigente dello Stato (Civil servant li definiscono gli inglesi, con una bella espressione linguistica) sta dedicando una buona parte del suo tempo all'attività di prevenzione del crimine su tutto il territorio provinciale, come del resto prevede la legge, lasciando agli altri reparti del suo ufficio quella di repressione. Fra le azioni che predilige c'è quella delle visite alle scuole di ogni livello, per mettere in guardia i giovani dai pericoli della strada, dell'alcol, delle droghe, testimoniati da numeri drammatici: in un anno sulle strade di Pesaro sono rimaste ferite 2.046 persone, di cui 50 sono morte (21 di queste avevano meno di trent'anni). Ma soprattutto per cercare di diffondere quella “cultura della legalità” su cui si basa la nostra possibilità di convivenza civile.
Al di là dei risultati pratici questo tipo di iniziative avvicina lo Stato ai cittadini, crea apprezzamento e fiducia. Al termine di una mattinata trascorsa insieme agli alunni di una scuola elementare di Mombaroccio, una bambina di dieci anni è rimasta così colpita dalle sue parole che è andata a chiedergli un autografo. “E' stata la mia più bella soddisfazione – dice il Questore – in trentatré anni di carriera...”.

A.A.

____________

Oltre a chiamare il numero 113 per i casi di urgenza, tutti i cittadini possono rivolgersi direttamente al Questore, scrivendo presso la sede di Via Giordano Bruno 5, Pesaro; o spedendo una e.mail al suo indirizzo elettronico (questore.pu@poliziadistato.it); o telefonando al numero 0721 386111.

 

 


 
 
 
 
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