In questi giorni si parla tanto, anche a Pesaro, delle evacuazioni dei campi Rom e di altre misure di polizia contro gli immigrati illegali. Personalmente sono d'accordo con chi sostiene che il problema non si risolve soltanto con una politica repressiva. Vorrei però ricordare che situazioni assai più allarmanti per la collettività sono state risolte con fermezza e rigore dall'ex sindaco di New York Rudolph Giuliani: che ha fatto tornare vivibili quartieri della città ormai considerati perduti o in mano a bande criminali. La politica adottata da Giuliani, definita come “tolleranza zero”, ha permesso di aumentare la presenza e la visibilità delle forze di polizia sul territorio, iniziare una politica di manutenzione e riqualificazione delle zone degradate o periferiche, sanzionare i comportamenti anche lievi contro le regole del vivere civile. I risultati sono stati oggettivi e riconosciuti sia in ambito nazionale che internazionale, su come deve essere gestita una metropoli multietnica e “occidentale”. Tornando alle problematiche italiane o locali, a mio parere (ma penso, visti i risultati delle ultime elezioni politiche, a parere di una larga parte di cittadini) è ora di attuare una più forte politica di controlli nei confronti di persone, che: - Non sono registrate, non hanno documenti, domicilii o altro, per cui sono oggettivamente dei “fantasmi” per il nostro Paese. - Hanno a volte comportamenti arroganti, insistenti e fuori dalle regole di convivenza civile. Mi riferisco ad esempio ai tanti extra-comunitari che presidiano strade e parcheggi delle città, improvvisandosi come venditori, parcheggiatori o lavavetri, ma in realtà chiedendo costantemente l'elemosina: a volte persino con tono aggressivo. Sono del parere che – nei limiti dei diritti costituzionalmente garantiti – bisogna appoggiare l'opera degli amministratori locali (per di più spesso di centro-sinistra e non sicuramente tacciabili di politiche razziste) e delle forze dell'ordine, per riprendere il controllo del territorio e fare un'opera di pressione verso quei soggetti che intendono comportarsi come gli pare “a casa di altri”. Infine vorrei far notare che il nostro Paese ha le strutture di volontariato e il numero di addetti tra i più alti d'Europa; che sicuramente non siamo una nazione di indole razzista; e che anche le leggi razziali del 1938, furono viste dagli italiani come un errore del Regime: infatti numerosissimi sono stati i casi di appoggio e aiuto nei confronti degli ebrei, anche da parte di personalità con funzioni pubbliche.
Mauro Simoncelli
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