Si sono celebrati a Pesaro l’11 maggio i funerali dello scultore Gianni Gentiletti, precocemente scomparso per una grave malattia. Lo Specchio della città aveva dedicato all’artista un profilo di Ivana Baldassarri (“Il gladiatore del rame”), pubblicato nel numero di gennaio 2002. In occasione della sua ultima mostra a Palazzo Montani Antaldi col suo “Altarolo forziere”, era apparso nel numero di febbraio un articolo di Valeria Alberini. Quest’ultima ha letto, in occasione dei funerali in Duomo, questo ricordo in forma di lettera.
Caro Gianni, ringrazio il Signore che nell’arte ci ha fatto incontrare, tu come scultore ed io come studiosa, fin dal lontano 1972 con una bella mostra alla sala Laurana. Allora erano i tuoi aironi e trampolieri dal lungo, sinuoso collo e finemente cesellati ad avvincermi; poi i giganteschi coleotteri e gli uccelli stilizzati, gli uccelli geometrici rivestiti di cabochon colorati, le forme ondulate piene di chiodi rotondeggianti, le lastre forate e contorte: via-via fino a giungere alle stele, agli antichi alfabeti, ai calendari, ai totem, alle ruote della memoria e agli altaroli-forziere. Lunga e impegnativa è stata la tua strada di artista e sempre hai tenuto alti il rigore, la tensione emotiva, la ricerca e la sperimentazione. Tutto ciò rendeva irresistibile e seducente la tua arte.
In molti ti hanno stimato a livello nazionale e internazionale. Cito uno per tutti: Arnaldo Pomodoro. Tu però hai sempre mantenuto una caratteristica che reputo fondamentale per un uomo e per un artista: l’umiltà. Tu, affermato scultore, facevi della semplicità uno stile di vita. Il tempo ha cementato la nostra amicizia, fino a farmi diventare una persona di casa, una della tua famiglia. Proprio qui ho compreso la grandezza dell’uomo, con la “u” maiuscola. La dedizione completa e totale di Tullia, Daniela e Ilaria a te e che tu, quasi con moto circolare, facevi ricadere su di loro, erano evidenti a tutti. Questa circolarità dell’amore l’ho potuta constatare negli anni e soprattutto in questi ultimi tempi della tua malattia. Amore e affetto che solo tu sapevi vivere ed espandere anche agli amici, come i cerchi che si propagano nell’acqua e via-via si ampliano quando un sasso perfora la superficie. Quel “sasso” era il tuo amore, la tua amicizia, la tua bontà e generosità. Stando accanto a te, uomo buono e giusto, che tutto scusavi e tutto giustificavi, ho compreso la tua alta statura morale. Quante volte mi hai stupita e fatto meditare sulla tua grandezza d’uomo, che non era semplice bonomia!
La malattia ti ha portato ad approfondire il tuo percorso di fede e ringrazio il Signore che mi ha permesso di starti accanto in questo cammino spirituale. Mi sono sentita onorata e privilegiata quando mi chiamavi perché “ti davo serenità” come dicevi tu. La “serenità” era la parola del Signore che ti portavo, io umile e povero strumento del Suo amore. Sono stati intensi, anche se brevi, i momenti di preghiera con Gesù. Numerosi erano gli amici e i parenti che quotidianamente ti facevano visita e che con grande affetto ti hanno assistito fino all’ultimo: era il dono, ricambiato, del tuo amore che tutto sapeva mettere in comune.
Ancora ho nelle orecchie la tua ricerca continua di “Lary, Dany,Tullia state qui, state vicino!” (e loro ti erano sempre accanto e sollecite) consapevole com’eri che stavi per affrontare il volo verso “cieli e terre nuovi”. I tuoi aironi e gli angeli ti hanno scortato alla casa del Padre, nel cielo blu e limpido come i tuoi occhi. Il trapasso da questa vita all’eternità è stato dolcissimo ed è stato un altro dono del Signore. Gianni, il tuo cuore è ora racchiuso per sempre nell’altarolo-forziere del mio cuore e in quello di quanti ti hanno voluto bene.
Valeria Alberini
P.S.
Gli amici aprono una sottoscrizione per donare una tua opera al museo: manterremo così viva l’incisiva tua presenza di scultore nell’arte contemporanea. Su suggerimento del giornalista Elio Giuliani i versamenti si possono effettuare sul c/c: 03/01/01461 intestato a “Gentiletti Ilaria e Gentiletti Daniela”, Banca di Pesaro, filiale di p.le Matteotti,
IBAN: IT83L0882613303000030101461