Segnalazioni Editoriali
Il Soroptimist International Club ha presentato a Pesaro a fine maggio, nella sala del Consiglio comunale, il libro “Storia di una famiglia del Risorgimento (Sarina, Giuseppe, Ernesto Nathan)” di Anna Maria Isastia, edito dalla Fondazione Università Popolare di Torino. Il libro avrebbe potuto avere come titolo “Sarina Nathan, una madre mazziniana” perché è lei l’indiscussa protagonista delle vicende narrate; l’intera famiglia Nathan ha però realizzato l’ideale mazziniano della vita come dovere e come missione. Lei, Sarina, emerge come una protagonista della democrazia italiana; in prima linea come collaboratrice e organizzatrice, ma anche come madre ed educatrice. La ricostruzione dei profondi legami da lei creati con i figli e Mazzini si dipana nel corso del libro con esiti affascinanti e imprevedibili. Sarina vuole educare il popolo alla “religione del progresso” convinta che il problema educativo è centrale nell’Italia appena riunificata. Dopo di lei il figlio Ernesto riesce nel difficile compito di onorare l’eredità materna, facendo nel contempo accettare la parte più duratura della pedagogia mazziniana all’Italia monarchica.
Anna Maria Isastia, vice presidente nazionale del “Soroptimist International d’Italia”, è docente di Storia contemporanea all’Università “La Sapienza di Roma”. Ha insegnato Storia del Risorgimento e Storia sociale nelle università di Cassino e Roma Tre ed è autrice di volumi e saggi sulla storia culturale e politica italiana dell’Ottocento e del Novecento.
Il viaggio dell'uomo lungo le mappe celesti. In occasione del IV centenario della morte di Matteo Ricci, si è tenuta il 14 maggio, presso il Museo Balì, la presentazione del libro “Astronomia ieri ed oggi” a cura di Giuseppe Marucci. La presentazione, tenuta dal prof. Aldo Altamore dell'Università di “Roma Tre”, è inserita all'interno di un programma di interventi per commemorare la figura di padre Matteo Ricci. Il libro si propone come un'interessante carrellata sull'insegnamento dell'astronomia nelle scuole, sottolineandone la valenza didattica come strumento che può avvicinare materie diverse in un approccio interdisciplinare.
E’ stato presentato a Pesaro il 15 maggio, presso la chiesa dell’Annunziata, “Il Crocifisso e la Maddalena” (Edizioni Art, Roma): centoventotto pagine illustrate per celebrare uno dei più rinomati capolavori dell'arte cinquecentesca. E’ un volume concepito a seguito del restauro degli stucchi eseguito lo scorso anno sulla celebre scultura di Federico Brandani (1522-1575), custodita nella chiesa di Sant'Agostino in Pesaro. Supervisore di tale restauro e curatore del libro è Stefano Zilia Bonamini Pepoli, discendente diretto della nobile famiglia pesarese dei Bonamini che, nel XVI secolo, commissionò l'edificazione della cappella gentilizia dove è posto il crocifisso brandaniano. “In esito alla riscoperta e alla valorizzazione di questo capolavoro – scrive Zilia Bonamini nell'introduzione – ho maturato l'intento di curare la pubblicazione di una raccolta di meditazioni suggerite dal tema della scultura con corredo di fotografie artistiche idonee a coglierne i suggestivi dettagli”. Gli scatti sono stati realizzati dal fotografo Luciano Dolcini, mentre le riflessioni sull'opera del Brandani e sul suo significato sono state firmate da illustri esponenti ecclesiali e critici d'arte.
Il libro “Inquietudini Esistenziali”, di Emanuele Renzoni, è stato pubblicato dalla Casa editrice Giraldi e può essere acquistato nelle librerie italiane e presso il sito Internet www.ibs.it. “Inquietudini Esistenziali” è una raccolta di 120 poesie con verso libero. L’autore ha voluto evidenziare alcuni aspetti esistenziali della società d'inizio secolo, affrontando i temi della solitudine individuale, della tristezza dell'individuo contemporaneo, della volgarità dell’essere umano schiavizzato dai messaggi provenienti dai moderni mezzi di comunicazione, dalla fragilità delle coppie contemporanee e dalla forza salvifica dell'amore che mantiene in vita ogni individuo durante i momenti più difficili ed impegnativi.
E' stato presentato a Pesaro, nella chiesa monumentale "San Giovanni Battista'', il volume su "Atanasio da Coriano'' di Pier Giorgio Pasini, storico dell'arte riminese e pubblicato dalla Banca Popolare Valconca. Il volume fa parte di una collana di monografie dedicate a personaggi, all'arte e alla storia di quella terra che si estende fra la Romagna e le Marche. Frà Atanasio Favini da Coriano prese i voti nel 1765 e frequentò l'Accademia Reale di Parma dove dipinse, nel 1777, la sua prima opera notevole, operò poi sempre in Emilia fra Bologna, Parma e Ferrara. Nel volume, Pier Giorgio Pasini ripercorre l'iter artistico del frate-pittore. Fatto ritorno a Rimini nel 1796, Atanasio, produsse il capolavoro della sua prima maturità: la pala per la chiesa parrocchiale di Saludecio raffigurante "Il martirio di San Biagio''. Passò un breve periodo a Roma presso la basilica di Aracoeli, per poi fermarsi nelle Marche, dove lavorò intensamente al servizio di tutte le chiese francescane: la tela del "Beato Sante'' presso il Santuario a Mombaroccio, quella del "Perdono di Assisi'' in Santa Maria Nova a Fano, quella della "Sacra Famiglia con la morte di San Giuseppe'' nella Chiesa della Pace a Sassoferrato, la pala dell'altare maggiore nella Chiesa Monumentale San Giovanni Battista in Pesaro. Morì nel 1843 nella Chiesa di Santa Croce in Macerata. La sua produzione pittorica è vastissima e in gran parte sconosciuta, perché Atanasio, per umiltà, non firmava le sue opere.