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Speciale Traffico

Oriano Giovanelli visto da Simone Melle.

Quest'uomo è responsabile!
Non ha colpe, ma ha tutte le colpe.
Non ha meriti, ma ha tutti i meriti.

Quest'uomo è responsabile oggettivamente, come capo dell'Amministrazione comunale di Pesaro, di tutto il bene e tutto il male che si riversa sui cittadini.

In questo numero, è responsabile dei problemi del traffico.

 

CONSIDERAZIONI SU TRAFFICO E PARCHEGGI

E' un vero piacere che ci sia un giornale come Lo Specchio della città che cerca di raccogliere i pensieri dei cittadini.

Parlerò del mio Comune - Pesaro - che è senz'altro uno dei migliori Comuni italiani perché riesce a dare ai propri cittadini tanti servizi che rendono buona la qualità della vita. Tuttavia questa città, per essere veramente vivibile avrebbe dovuto essere molto più lungimirante sui problemi del traffico e dei parcheggi.

Dagli anni '70 in poi Pesaro ha aumentato il suo parco macchine in maniera smisurata, raggiungendo una percentuale altissima di auto rispetto alla popolazione: passando da una macchina ogni 5 o 6 abitanti a circa 2 macchine ogni 3 abitanti. Inoltre Pesaro organizza durante l'anno delle iniziative commerciali, culturali e sportive che riescono a calamitare in questa città molte persone con relative macchine rendendo in certe ore ed in certe zone la circolazione impossibile. Inoltre non bisogna mai dimenticare che Pesaro è una città balneare per cui d'estate aumenta la popolazione e il parco macchine. Tuttavia sono poche le strutture che sono state costruite per rendere la viabilità più scorrevole anche se il numero dei veicoli aumentava enormemente. Le strutture di maggior rilievo costruite dal 1970 ad oggi sono il soprapasso di Miralfiore e il sottopasso di Via Decio Raggi.

Rischio di paralisi

Su alcune zone limitrofe alla città sono sorte e urbanizzate vaste aree; tuttavia, anche se sono stati previsti ampi parcheggi e larghe strade, non è stata fatta nessuna struttura viaria per agevolare il traffico da queste zone al centro e al mare. Infatti vecchie strade, quali la Via Flaminia vecchia, la Via Andrea Costa, la Via Solferino, nonché la Statale sono rimaste pressoché invariate anche se devono sopportare un carico di traffico che in certe ore di punta è al disopra della loro capacità possibile.

A Pesaro molte strutture amministrative (Comune, Provincia ecc.), sanitarie (ospedale S.Salvatore) e balneari sono ubicate intorno al Centro. Alcune di queste strutture hanno iniziato a decentrare i loro insediamenti. Però il mare è, e rimane, sul lato Nord-Est della città che per cinque o più mesi all'anno riesce a calamitare ogni giorno centinaia e centinaia di auto dalla periferia. Le strade non riescono a sopportare questo traffico ed in certe ore su alcune arterie si arriva alla paralisi. Per di più i mezzi del servizio pubblico urbano sono costretti a transitare sulle stesse strade del traffico veicolare con gli inevitabili rallentamenti.

Il ponte di Rimini

Non voglio elencare tutti i "punti neri" esistenti nella città, ma è bene che descriva l'intervento che si sarebbe potuto fare con una spesa sopportabile per risolvere alcune situazioni negative. Mi riferisco ad esempio alla pericolosità del ponte di Rimini costruito (se non erro) dalle truppe di occupazione nel 1945 e la cui larghezza era più che sufficiente per il traffico di allora. Ora quel ponte è costretto a sopportare tutto il traffico, anche pesante, che transita su tale strada: durante le ore di punta raggiunge un volume di oltre tremila mezzi orari. Con un modesto intervento finanziario (circa trecento milioni) si potevano eliminare i due marciapiedi per dare spazio a due piste ciclabili (i ciclisti sul ponte sono esposti a pericoli mortali), mentre un marciapiede largo 2 metri si poteva costruire a sbalzo sul lato mare.

Il pedone attualmente non ha un punto sicuro di attraversamento, anche perché il semaforo di Via Del Monaco non dispone del segnale "avanti" pedonale; e il tratto compreso fra la Via Del Monaco e Piazza Doria è stato densamente urbanizzato, per cui c'è un alto grado di scambio pedonale fra il Centro Benelli e le banche e gli uffici finanziari dello Stato sorti sul lato opposto. Di conseguenza l'attraversamento pedonale è sempre ad alto rischio specie per le persone anziane.

Pesaro dispone di pochi parcheggi alcuni dei quali sono scarsamente utilizzati (esempio i parcheggi coperti del Centro Benelli) anche perché la maggior parte della cultura pesarese vuole il parcheggio vicino alla propria abitazione, vicino all'ufficio o vicino al negozio. Uno dei parcheggi totalmente utilizzato è quello adiacente il vecchio Palasport di cui sarebbe bene aumentare la capacità costruendo un piano sottostrada, uno a raso e uno sopraelevato: con ingresso da Via dei Partigiani e una uscita mediante un sottopasso alla Statale adriatica n.16 (Viale Della Vittoria) che congiunga i tre piani di parcheggi con il Viale Leonardo Da Vinci.

Gek

CHIEDIAMO LIBERTA' DI PARCHEGGIO

Si fanno sempre più alte le proteste dei cittadini a proposito delle difficoltà di parcheggio e i troppi cartelli di divieto di sosta: che invece dovrebbero essere limitati al massimo, applicandoli solo nei punti in cui la sosta delle auto procurerebbe un grave intralcio alla circolazione. Per tutta risposta i responsabili della viabilità intendono trasformare in parcheggi a pagamento anche i pochi spazi rimasti ancora liberi. Poiché la gente deve andare a lavorare o a fare la spesa (e il numero di auto può solo crescere), l'attuale stillicidio di multe, e i "grattini" a 1.500 lire all'ora, rappresentano solo un ulteriore tassa comunale.

A nostro parere è necessario garantire più possibilità di parcheggio libero rinunciando in qualche caso a una maggiore scorrevolezza del traffico. Facciamo un esempio: oggi (fortunatamente) è possibile parcheggiare su entrambi i lati di Viale Trento e di Viale Cesare Battisti, strade a senso unico. Non c'è dubbio che se si vietasse la sosta su uno dei due lati il traffico sarebbe più scorrevole: però non ce lo possiamo permettere, perché altrimenti non troverebbero più posto in città alcune centinaia di auto.

Vogliamo lanciare una campagna fra i lettori, allo scopo di identificare tutte quelle strade o aree in cui si potrebbe consentire la libera sosta delle auto, eliminando i cartelli di divieto di sosta non strettamente necessari; oppure si potrebbe consentire la possibilità di parcheggio "a pettine" su un solo lato, in modo da contenere più auto nello stesso spazio.

Cominciamo noi questa specie di "anagrafe", con qualche caso specifico.

1) Fino a poco tempo fa era vietata la sosta sul lato destro di Via Postumo (nel tratto che parte da Viale Verdi). Adesso la sosta è permessa, ma col "grattino". Questo significa che il divieto precedente non era giustificato perché il passaggio è possibile (anche agli autobus urbani) pur parcheggiando sui due lati. In compenso adesso è rimasto il divieto nel breve tratto di Via Postumo che va da Via Piave a Viale Verdi. Perché? Tanto per multare le poche auto che sono comunque sempre posteggiate in quei pochi metri?

2) Il perimetro di Piazzale Carducci è ormai tutto a senso unico. Non si potrebbe permettere la sosta lungo tutti i lati, a sinistra e a destra? Forse lo scorrimento dei veicoli non ne risentirebbe troppo e si guadagnerebbe un bel numero di possibili posti auto. Sempre a proposito di Piazzale Carducci e dintorni, vale un discorso analogo per l'inizio di Via San Decenzio, accanto all'ex supermercato CRAI. Dopo la chiusura dello stesso supermercato, perché mantenere il segnale di divieto, addirittura con rimozione? Il traffico non scorrerebbe ugualmente a doppio senso, con una fila di auto accostata lungo il muro, come di fatto già avviene spesso?

Segnalateci voi tutti gli altri casi in cui sarebbe possibile, a vostro parere, cambiare qualcosa. Manderemo al Sindaco di Pesaro una copia omaggio dello Specchio, con i risultati di questa indagine condotta dai cittadini, perché qualcuno ci pensi un po' su.

MA DOVE VAI BELLEZZA IN BICICLETTA?

Cosa deve fare un abitante di una città come Pesaro che decide per scelta o per motivi finanziari di non usare l'automobile? Ha tre possibilità: usare i mezzi pubblici (e su questo ci vorrebbe un capitolo a parte), andare a piedi o prendere la bicicletta. In quest'ultimo caso, vediamo a quali problemi si troverà di fronte.

Ipotizziamo un possibile scenario. In una sorta di giungla d'asfalto il nostro "eroe" rischia continuamente di essere falciato da macchine, camion, moto e motorini sfreccianti sulle strade, visto che di piste ciclabili se ne parla da anni, ma in pratica... non se ne vedono. Le strade sconnesse per gli innumerevoli ed interminabili lavori in corso (specialmente in periferia, ma non solo), lo costringono a mettere alla prova il proprio senso d'equilibrio in una sorta di gincana per evitare buche, dossi e cunette. Per non parlare poi dell' "educazione" che regna sovrana, specialmente da parte di chi ha il mezzo più grande: "Fatti da parte microbo", è il messaggio più gentile.

E non basta. E' degli ultimi giorni la bella notizia che l'Amministrazione comunale ha deciso di multare con 117.000 lire, il malcapitato ciclista che appoggia la bicicletta sul marciapiede. Questo dopo che il Comandante dei vigili in carica ha più volte invitato i cittadini a muoversi in bicicletta, se non vogliono pagare le multe e "i grattini". Si rende conto il signor Comandante di quante biciclette arriverebbero nel centro di Pesaro, in una città di 90 mila abitanti se tutti accogliessero l'invito? E dove dovrebbero lasciarle, di grazia, le biciclette questo esercito di pedalatori?

Barbara Colapietro

Il problema dei "grattini"

E' MEGLIO UN VESTITO SU MISURA

Penso che il grattino, sia stata un'invenzione copiata e sbagliata. Se l'idea è originale, si può perdonare un errore. Ma quando tutto questo causa disagi alla città e ai suoi cittadini, perseverare è diabolico. Vorrei prendere ad esempio due parcheggi: il primo è Piazzale Carducci. Questo spazio è diviso in due parti; metà disco orario e metà delle macchine posteggiate sono in multa, e grattino dalla parte opposta. Quello che succede è presto detto: la parte a pagamento è sempre semivuota. La difficoltà non è solo dei pesaresi, ma la si moltiplica ai visitatori che arrivano in città, costringendoli alla "caccia" del grattino.

Ascoltando gli umori della gente, si può arrivare ad una soluzione di questo tipo: ridurre la quota a mille lire. Allargare a tutta la piazza il pagamento, sostituire il grattino con una o più macchinette segna-tempo. Perché costringere al pagamento di un'ora, se occorre sostare solo la metà? Tutto questo sarebbe di una semplicità estrema. Eliminando così quella difficoltà (per molti) di grattare anno, mese, giorno e minuti (una caccia al tesoro non divertente).

Il secondo parcheggio di cui voglio parlarvi è quello davanti alla Caserma dei militari. Questo spazio sembra contaminato. Quelle pochissime macchine in sosta sono quasi tutte fuorilegge. Tanto che alcuni vigili urbani dicono di essere imbarazzati quando devono multarle. Questi spazi liberi, sono vitali per la città e per tutte le attività commerciali. Una delle proposte per questo parcheggio, è sempre quella che rimanga a pagamento, ma riducendo la quota a 500 lire all'ora. Per le casse del Comune sarà sempre meglio che arrivino soldi (anche se pochi) che niente.

Io penso che non occorrono dei luminari, funzionari, o addirittura manager per mettere a fuoco questi quesiti. Occorre solo prendere una bicicletta e girare la città. Pesaro è talmente piccola da sembrare tascabile. Dal Palazzo arrivano notizie che alcune cose si cambieranno, ma non sono nella direzione che la gente si aspetta. Si dice che l'imposizione di 1.500 lire sia nazionale, ma per esempio Rimini e Fano impongono quello che ritengono più giusto per i cittadini. Quando si va da un sarto si fa il vestito su misura. Lo si prova, lo si modifica, fino al raggiungimento della perfezione. E' quello che si dovrebbe fare alla città: un vestito su misura. Vorrei che il primo cittadino fosse ricordato per aver messo ai propri abitanti un abito perfetto. Non quello imposto, confezionato e di una sola taglia. Solo così si è vicini alla gente.

Corrado Mezzolani


 
 
 
 
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