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Giovan Battista Nini: una mostra a Urbino


Giovan Battista Nini(1717–1786):
Da Urbino alle rive della Loira.
- Paesaggi e volti europei

URBINO
Sale del Castellare del Palazzo Ducale
16 giugno - 30 agosto 2001

Le Sale del Castellare del Palazzo Ducale di Urbino ospitano dal 16 giugno al 30 agosto 2001 la mostra dal titolo: “Giovan Battista Nini (1717–1786): da Urbino alle rive della Loira. Paesaggi e volti europei”. La porzione più consistente della rassegna è costituita dalla singolare e raffinatissima produzione di medaglioni in terracotta che raffigurano vari personaggi celebri del XVIII secolo. Questo genere di opere rese famoso il Nini presso la nobiltà e la borghesia francese, mise in luce un talento straordinario ed una tecnica che fece scuola. Ad Urbino saranno in esposizione i ritratti di Luigi XV, Caterina di Russia, Michel Foucault, Benjamin Franklin, Maria Antonietta, Voltaire e molti altri componenti di spicco della Francia settecentesca. Ai medaglioni la mostra affianca poi una serie di incisioni di paesaggio che Nini esegue in particolare a Bologna tra il 1739 e il 1740 aderendo ad un modello desunto dalla più accreditata tradizione seicentesca.
L'organizzazione della rassegna è frutto di una collaborazione fra Italia e Francia, ed in autunno l'intero allestimento sarà trasferito nel Museo Civico di Blois. La mostra che si apre ad Urbino permette dunque di scoprire un artista certamente molto più noto all'estero che non in Italia. Giovan Battista Nini nasce ad Urbino nel 1717. Il padre Domenico Antonio (pittore, maiolicaro e costruttore di apparecchiature meccaniche), lega il suo nome ad un fabbrica di spille famosa in tutto lo Stato Pontificio, di proprietà della facoltosa famiglia urbinate degli Albani, la famiglia di Papa Clemente XI (1700-1721). Giovan Battista sembra destinato a seguire la carriera del padre, ma la sua curiosità, lo spirito inquieto lo porteranno altrove. Dopo un breve soggiorno a Firenze perfeziona la propria formazione all'Accademia Clementina di Bologna. Diventa scultore, ritrattista e si dedica all'incisione secondo le tecniche dell'acquaforte. Nel 1747 si trasferisce in Spagna, dove dopo alcuni anni arriva a dirigere le fabbriche reali di cristalli di Madrid ed a produrre opere in cristallo inciso che danno nuove prospettive alla lavorazione del vetro. L'idillio spagnolo è però destinato a rompersi e l'artista finisce in carcere accusato di eresia. Nel 1759 lo ritroviamo a Parigi, dove pochi anni dopo, darà vita alla straordinaria produzione di medaglioni in terracotta, ideando tecniche che affascineranno l'alta società francese e la nascente borghesia. Nel 1772 Giovan Battista Nini si stabilisce a Chaumont sur Loire dove continua la sua attività, protetto dal ricco imprenditore Jacques-Donatien Leray. Oggi i preziosi manufatti dell'artista urbinate sono conservati nei musei di Blois, Chaumont, a Parigi, a Sevres, Nevers, Orleans, ecc.
La mostra su Giovan Battista Nini permette di ricostruire l'itinerario artistico e il profilo di un autore che la critica ha fino ad oggi sostanzialmente trascurato e di riportare in patria il ricordo di un artista urbinate che nel corso del Settecento si era fatto apprezzare all'estero. La prima sezione della mostra è dedicata alla produzione più importante di questo artista costituita da medaglioni in terracotta che il Nini cominciò a produrre in Francia attorno al 1762 nell'epoca d'oro del “petit portrait”. Nella seconda sezione vengono invece presentati i paesaggi eseguiti dal Nini all'acquaforte, tecnica che, affrontata fin dagli anni della sua giovinezza, non trascurerà mai di praticare. Altre due sezioni della mostra, infine, vogliono illustrare sebbene con rapidi esempi, il modo in cui i suoi medaglioni si rapportano con opere coeve (sculture, medaglie, miniature) e successive di altri artisti francesi.
Il progetto scientifico della mostra è stato seguito da Anna Cerboni Baiardi, ricercatore presso l'Istituto di Storia dell'Arte dell'Università di Urbino, che assieme a Barbara Sibille, del Museo Civico di Blois, ha curato i due cataloghi della rassegna (editi da Federico Motta), uno in italiano l'altro in francese. L'esposizione è promossa e sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro in collaborazione con il Museo del Castello di Blois, il Comune di Urbino, l'Università degli Studi di Urbino, la Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici delle Marche e con il contributo di Provincia di Pesaro e Urbino, l'Accademia Raffaello, il Centre des Monuments Nationaux di Parigi. La mostra si pone sotto il patrocinio dell'ente culturale Union Latine.

Orario d'apertura: 10.00 – 13.00 / 17.00 – 20.00 (lunedì chiuso)
Informazioni: Assessorato alla Cultura Comune di Urbino, tel.: 0722 309 601 / 2 e InterContact relazioni pubbliche, Pesaro tel.: 0721 32 494 - fax 0721 64 727


La FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI PESARO

La Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro è stata istituita nel 1992 in attuazione della nuova normativa che ha modificato l'assetto degli istituti di credito italiani di diritto pubblico con la separazione delle attività finanziarie delle Casse da quelle di interesse sociale e culturale. La Fondazione ha tra gli obiettivi indicati dal nuovo statuto, in vigore dal settembre 2000, il perseguimento di fini di utilità sociale nei settori della cultura, dell'arte, dell'istruzione, della sanità, della ricerca scientifica, della conservazione e valorizzazione dei beni culturali e ambientali, insieme all'assistenza delle categorie sociali più deboli, proseguendo nei settori storici di intervento sociale della Cassa di Risparmio di Pesaro, attiva dal 1841. Il patrimonio della Fondazione è stato stimato al 1999 in oltre quattrocentoquaranta miliardi. Nell'ambito delle attività culturali, la Fondazione ha promosso la catalogazione e l'incremento delle proprie collezioni storico-artistiche, conservate nel Palazzo Montani Antaldi di Pesaro, sede istituzionale dell'Ente, che accoglie anche frequenti incontri culturali nel proprio Auditorium e un vivace programma di mostre di arte contemporanea nello spazio MA,m (Montani Antaldi mostre), cui si è aggiunta recentemente la Chiesa della SS. Annunziata di Pesaro, appositamente restaurata ed attrezzata.
La Fondazione è parte organica e sostenitrice delle principali manifestazioni ed istituzioni culturali della Provincia di Pesaro Urbino, dal Rossini Opera Festival all'Ente Olivieri, l'Accademia Raffaello di Urbino, la Fondazione Rossini, la Fondazione Carlo Bo, ecc. Oltre a sostenere numerose pubblicazioni dedicate alla storia, arte e cultura marchigiana, come le collane della Società Pesarese di Studi Storici, del Centro Studi Avellaniti, della Società di Studi Storici per il Montefeltro, la Fondazione pubblica proprie collane come "Aletheia" (diretta da Antonio Brancati), e i cataloghi delle mostre ospitate nel MA,m nonché contribuisce alle iniziative editoriali della Consulta regionale tra le Fondazioni Casse di Risparmio Marchigiane, che nell'ultimo anno ha promosso i volumi dedicati ai “Francescani nelle Marche. Secoli XIII-XVI” e ai “Papi marchigiani. Classi dirigenti, committenza artistica, mecenatismo urbano” da Giovanni XVIII a Pio IX. In campo espositivo sono state realizzate negli ultimi anni le mostre dedicate a Fabio Pradarelli, Giancarlo Scorza, Renato Bruscaglia, Giuseppe Vaccaj, Giuliano Vangi, cui si sono affiancate alcune grandi esposizioni come “Simone Cantarini nelle Marche”, ospitata al Palazzo Ducale di Pesaro nel 1997, e “Il filo di Arianna. Raccolte d'arte dalle Fondazioni Casse di Risparmio”, in collaborazione con le Fondazioni di Jesi e Macerata, allestita alla Mole Vanvitelliana di Ancona nel 2000.


 
 
 
 
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