Giovanna, allora sei uno dei "liberi" più giovani di tutta la Serie A2. Ma come sei arrivata alla Robur?
Prima giocavo in seconda divisione al Montecchio, visto che sono nata e ho sempre vissuto qui. La Robur dopo la fusione con la mia Società mi ha notato, ha voluto darmi fiducia e, seppur all'inizio nella più totale incredulità, mi sono ritrovata in Serie A2.
Prima seguivi la Serie A2?
Sì, ma come spettatrice; spesso andavo a vedere giocare al vecchio palazzetto di Via dei Partigiani a Pesaro, ma mai mi sarei immaginata di giocare così presto con loro.
Il salto sicuramente è stato grande.
Sì, specie all'inizio, visto che tutto era maledettamente più difficile, le schiacciate più potenti, i tempi di realizzare quello che si doveva fare per neutralizzarle ancora meno, non ero sicuramente abituata a giocare come fanno giocatrici del calibro di Marcekova, Mori, Mengarda, poi tutto è andato a posto.
Chi ti ha aiutato di più nel tuo inserimento?
Un po' tutti, dalla Società, all'allenatore, e soprattutto alle mie compagne: mi hanno adottato come la mascotte del gruppo.
E vero che hai un fans club tutto tuo?
No, sono solo dei miei amici che mi hanno sempre seguito, e che tutt'ora lo fanno, perché io sono una di loro, abito qui, e ho sempre giocato a volley da queste parti. Specie per la prima di campionato mi sono stati molto vicini.
Un'emozione davvero forte?
Fortissima, indimenticabile!
Come il vostro pubblico, davvero eccezionale. Ma qual è il segreto?
Non lo so quale sia il vero segreto, so solo che, come hai detto tu, questo pubblico è davvero eccezionale. Io mi ricordo che l'anno scorso nessuno cantava, non c'erano striscioni, quest'anno è tutto diverso, forse anche per il fatto che da queste parti la pallavolo femminile va tantissimo. Negli anni scorsi, infatti, il Bottega ha fatto spesso parlare di sé, poi ultimamente è stato il momento del Montecchio; dunque il nostro pubblico, oltre che folto, è anche molto appassionato e preparato in materia.
La Serie A2 cosa ha cambiato nella tua vita?
Io mi ritengo la ragazza di sempre, va anche detto che, comunque, escluse le lunghe trasferte, non ho dovuto portare grossi cambiamenti, continuo ad andare a scuola, e poi ad allenarmi quasi sempre qui a Montecchio. Prima magari facevo quattro allenamenti più un paio di gare, ora cinque più la gara, dunque…
E invece l'atteggiamento dei tuoi compaesani?
Anche lì non ho notato differenze; magari solo nelle ragazzine, che quando entro in palestra mi salutano, alcune mi chiedono anche l'autografo. E' una sensazione bellissima.
La tua più bella prestazione?
Sicuramente la partita in casa contro l'Altamura. Anche se abbiamo perso la ricordo, visto che l'ho giocata interamente.
Invece la gara della tua squadra che ti ha regalato più emozioni?
Quella giocata e vinta a Soliera, dove eravamo sotto di ben due set, e poi… siamo state brave a ribaltarla.
Hobby?
Uscire con gli amici, giocare a calcio, basket, sempre con i miei amici, insomma mi piace proprio tanto lo sport.
Il tuo carattere?
Mi piace scherzare e affrontare tutti i problemi in modo solare.
Il tuo rapporto con Internet e la carta stampata?
Internet l'ho a casa e spesso, quando navigo, mi piace soffermarmi ovviamente sui siti di pallavolo. Per quello che riguarda la carta stampata, in casa nostra il giornale fa capolino ogni giorno, ed io, specie il lunedì, mi soffermo a leggere oltre le classifiche varie, gli articoli che ci riguardano da vicino.
Infine, come e dove è nato il tuo ruolo di "libero"?
E' una cosa strana, visto che da sempre sono stata "ala", poi ad un torneo regionale mi hanno notata, ed ora eccomi qua.
Programmi per l'estate?
Ci sarà un po' di vacanza, ma più che altro partirà il beach. L'anno scorso proprio con la Robur ho partecipato in Sardegna alla Coppa Italia, spero di prendervi parte anche quest'anno.
Cami