Cambia lo scenario, ma la sostanza è sempre la stessa: Scavolini-Spar nuovamente dinanzi all'impresa da non fallire, nuovamente condannata a vincere tutto prima ancora di mettere piede in campo. Anzi, prima ancora di avere assunto una propria, definita fisionomia tecnica. La montagna da scalare non è meno impervia di quella della scorsa stagione: la Legadue presenta le stesse difficoltà, se non maggiori, della serie B d'eccellenza ed occorreranno doti organizzative, d'impegno e di caratura tecnica d'assoluto rilievo per centrare anche stavolta l'obiettivo promozione. La società biancorossa si sta muovendo nella direzione giusta. Ha infatti confermato, innanzitutto, le figure chiave dello staff tecnico della scorsa stagione: il duo Montini - Calvani, general manager ed allenatore, offre garanzie di competenza e di dedizione alla causa e sarà coadiuvato, finalmente, da un'organizzazione societaria all'altezza delle aspettative. Sta inoltre lavorando per allargare la rosa degli imprenditori coinvolti nel programma di finanziamento della società, tanto che si può fin d'ora prevedere che il budget a disposizione per la costruzione della squadra sarà sicuramente fra i più alti del campionato di categoria. Un grazie doveroso al presidente Vellucci e a tutti gli sponsor, preziosi testimoni del coinvolgimento cittadino e della “pesaresità” che ormai contraddistinguono questa bella Scavolini-Spar; ma un ringraziamento particolare consentiteci di rivolgerlo, oggi più che mai, al “presidentissimo” Valter Scavolini, incrollabile baluardo da oltre trent'anni della passione cestistica biancorossa. E adesso veniamo alla squadra e al nuovo assetto di una formazione che, pur avendo dominato il campionato nella scorsa stagione, dovrà essere comunque ricostruita dalle fondamenta per risultare competitiva in un torneo basato in larga misura sul valore dei giocatori extra-comunitari, e americani in particolare. Veramente, proprio dalle fondamenta no. Perché i due pilastri della squadra dello scorso anno, i due punti di forza e di riferimento di tutto l'organico, Carlton Myers e Samuele Podestà, saranno anche nel prossimo campionato alla base dell'impianto di squadra. Gli altri tre spot del primo quintetto, ossia play maker, ala piccola e power-forward saranno giocatori extra-comunitari, e si dovrà avere occhio d'aquila e naso puntuto per scegliere i tipi giusti nella rosa amplissima delle possibilità offerte dal mercato; anche se la recente modifica del regolamento della Serie A, che prevede ora quattro extra-comunitari anziché tre per ogni squadra (alla faccia della sbandierata ”italianità” da restituire al nostro basket), ridurrà inevitabilmente la scelta dei papabili. Innanzi tutto, il regista. Mentre scriviamo, Calvani e Montini sono alla Summer League di Jesolo per mettere a segno il colpo d'apertura del mercato: agganciare il giocatore attorno al quale dovrà ruotare tutta l'organizzazione di gioco del gruppo. Serve un play rapido ed intelligente, in grado di dettare i ritmi della manovra senza andare sopra le righe, ma anche abbastanza altruista da fare da servente al pezzo alla bocca da fuoco Myers. L'identikit potrebbe coincidere con quello di Donte Mathis, già campione di Slovenia col Novo Mesto e lo scorso anno a Novara; ma non è escluso che possa saltar fuori anche qualche nome più eclatante da dare in pasto alla sete di gloria del popolo biancorosso. Per il ruolo di ala piccola è d'attualità l'ipotesi Michael Hicks, un tipo veloce con punti nelle mani, visto che il gettonatissimo Damon Williams sembra proprio fuori portata; mentre un “numero quattro” di ottimo livello sarebbe Joey Beard, atleta di grande esperienza nel basket europeo, per di più con passaporto comunitario. Dicono che sarebbe un doppione di Podestà, e quindi difficile da integrare nel gioco della nuova Scavo-Spar, ma forse sarebbe il caso di pensarci su con attenzione, perché i centimetri di Beard sotto canestro sarebbero oro per la difesa biancorossa. Lasciano Pesaro, invece, due protagonisti della scorsa stagione: “Ago” Li Vecchi e “Bum Bum” Caprari, non disposti a partire dalla panchina, veleggiano verso altri lidi. Anche a loro, un grazie di cuore.
Alberto Pisani
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