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La responsabilità dell'albergatore

Durante le vacanze, per godersi in pace il proprio periodo di riposo, nessuno di noi vorrebbe avere dei problemi. Purtroppo, però, a volte le difficoltà e gli inconvenienti ci sono. Che diritti ha il consumatore che alloggia in un albergo? La legge non disciplina il contratto di albergo ma detta delle precise norme sulla responsabilità dell'albergatore per le cose portate dal cliente. Possiamo, comunque, affermare che tale contratto non consiste solamente nella messa a disposizione, da parte dell'albergatore, dell'uso di una stanza, ma anche nell'organizzazione di tutti quei servizi che rendano possibile al cliente il soggiorno nell'albergo ed il soddisfacimento delle sue esigenze (telefono, parcheggio, piscina, sala da ballo, ristorante, ecc.). Ovviamente tali servizi possono variare a seconda dell'albergo.
Quanto alle cose portate dal cliente durante il soggiorno nell'albergo, la legge stabilisce che l'albergatore è responsabile per il deterioramento, la distruzione o la sottrazione degli oggetti stessi. Occorre però che il danno si sia verificato:
1. mentre gli oggetti si trovano nell'albergo, nel periodo di tempo in cui il cliente utilizza l'alloggio;
2. quando l'albergatore (o un membro della sua famiglia o un suo dipendente) prende in custodia gli oggetti al di fuori dell'albergo, sempre, però, nell'arco di tempo in cui il cliente occupa la camera;
3. quando l'albergatore (o un membro della sua famiglia o un suo dipendente) prende in custodia gli oggetti (sia all'interno dell'albergo che fuori di esso), durante un periodo di tempo che sia ragionevolmente precedente o successivo a quello in cui il cliente dispone dell'alloggio (si pensi, per esempio, alla valigia inviata all'albergatore poco tempo prima di prendere possesso della camera).
La responsabilità dell'albergatore è, però, limitata. Egli deve risarcire il danno, ma il risarcimento non può superare l'equivalente di cento volte il prezzo giornaliero della stanza occupata. L'albergatore dovrà, però, risarcire l'intero danno (anche se la sua entità supera il limite appena visto) quando:
1. il danneggiamento o il furto degli oggetti è avvenuto per sua colpa, dei suoi familiari o dipendenti;
2. le cose gli sono state consegnate in custodia;
3. ha rifiutato di ricevere in custodia le cose che aveva l'obbligo di accettare (che sono le carte – valori, il danaro contante e gli oggetti di valore).
Tuttavia l'albergatore può rifiutare di custodire gli oggetti pericolosi o che abbiano valore eccessivo in rapporto al suo tipo di albergo o di natura ingombrante. In ogni caso l'albergatore non è mai responsabile quando il danno è dovuto alla colpa del cliente, delle persone che lo accompagnano o che sono al suo servizio o che gli rendono visita; a causa di forza maggiore (terremoto ad esempio); alla natura della cosa. Il cliente non avrà diritto al risarcimento del danno se, dopo averlo constatato, denuncia il fatto all'albergatore con ritardo ingiustificato. Occorre quindi denunciare tempestivamente il danno. Sono nulli (privi di valore) i patti o le dichiarazioni che tendono ad escludere od eliminare preventivamente la responsabilità dell'albergatore. L'albergo non risponde dei danni che il cliente può subire, durante il soggiorno, al proprio autoveicolo o agli oggetti lasciati in esso, nonché agli animali vivi.
Tutte queste regole sulla responsabilità si applicano anche alle case di cura, stabilimenti di pubblici spettacoli, stabilimenti balneari, pensioni, trattorie, carrozze letto e simili. Da ultimo, si può ricordare, a proposito del conto, che questo deve corrispondere alle tariffe, esposte in modo visibile all'interno dell'albergo. In mancanza di tale corrispondenza, l'albergatore deve motivare in modo chiaro e soddisfacente quanto in più richiesto.

Antonio Fraternale


 
 
 
 
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