Nel mese di ottobre dello scorso anno questo giornale aveva già trattato della situazione "Elettrosmog e dintorni" nella nostra provincia. Sono successivamente intervenuti fatti importanti, e non sono poche le questioni ancora aperte. Torniamo quindi sull'argomento, soprattutto per parlare dell'avvenuta approvazione della legge regionale, oltre che del tanto atteso Regolamento comunale di Fano e di quello, meno giovane, di Pesaro.
LEGGE REGIONALE
E' stata approvata il 23 novembre dell'anno scorso e stabilisce criteri per l'installazione degli impianti fissi di radiocomunicazione, fissando principi per la tutela ambientale e sanitaria della popolazione con obiettivi di qualità. La legge regionale contiene elementi di grande rilevanza, come l'indicazione dei siti vietati, cioè interdetti all'installazione degli impianti di radiocomunicazione, telefonia cellulare compresa. Egualmente importante è l'obbligatorietà della concessione edilizia, necessaria sia per le installazioni come pure per le modifiche degli impianti. Inoltre i Comuni sono obbligati a dotarsi di propri Regolamenti e vengono disciplinate le verifiche, i risanamenti ed i controlli. Ma la parte più delicata ed importante, riguardante la determinazione delle distanze minime di sicurezza, viene demandata alla competenza della Giunta, che avrebbe dovuto provvedere, essendo largamente superato il tempo limite di tre mesi che la stessa legge concedeva alla Giunta per l'espletamento di questo adempimento.
LE PROPOSTE DEI COMITATI
Per quello che riguarda il completamento della legge regionale (che è, fra l'altro, in attesa di giudizio, richiesto dal Governo alla Corte Costituzionale …quando lo stesso Governo è inadempiente per ciò che concerne i decreti attuativi previsti dalla legge quadro nazionale) i Comitati spontanei di diverse città marchigiane hanno da tempo ufficializzato alla Giunta regionale la richiesta di essere ascoltati; in primo luogo proprio in merito alla definizione delle distanze minime di sicurezza. Recentemente la richiesta dei Comitati è stata ribadita con l'invio di una dettagliata proposta che suggerisce distanze minime dai siti da proteggere (360 gradi tutt'intorno alle antenne), lasciando ai regolamenti comunali, ora obbligatori, la facoltà di indicare ulteriori tutele per le zone ricadenti nel cono principale dell'antenna.
IL REGOLAMENTO DI FANO
La mancata indicazione delle distanze minime di sicurezza degli impianti dai siti da proteggere (abitazioni, ospedali, asili, campi sportivi, ecc.) è senz'altro l'aspetto più preoccupante dell'intera vicenda, così come i Comitati hanno più volte evidenziato. Anche per discutere di questi aspetti, si è tenuto a Fano, nello scorso febbraio, un importante incontro-dibattito in occasione della presentazione del Regolamento comunale, al quale hanno partecipato numerosi esperti, tecnici e studiosi, assieme a politici ed amministratori. Con particolare interesse è stato seguito l'intervento del Consigliere regionale Pietro D'Angelo, relatore della legge marchigiana anti-elettrosmog. Ovviamente è risultato particolarmente folto il gruppo dei Comitati di Fano, Pesaro, Senigallia e di molte altre città della nostra regione.
Sui contenuti del regolamento di Fano si è già ampiamente riferito nel precedente intervento. Qui si aggiunge come le indicazioni dei Comitati, che avevano collaborato alla stesura, siano state pressoché totalmente recepite nel regolamento, compresa la proposta innovativa per una protezione differenziata ottenibile modulando le distanze di sicurezza in rapporto all'effettiva esigenza di tutela, avendo riguardo della natura dei siti, delle distanze effettive e dell'orientamento dell'antenna, valutando l'impatto nelle aree più direttamente colpite dal cosiddetto "cono di emissione".
I COMITATI DI PESARO
Per quello che riguarda Pesaro, il cui regolamento comunale è stato approvato fin dal luglio dello scorso anno, va detto che i Comitati spontanei dei cittadini sono attualmente impegnati nel dare il proprio contributo per la corretta localizzazione delle stazioni radio base (impianti per antenne) e quindi per l'individuazione dei siti ritenuti idonei. Per quello che attiene ai criteri per la determinazione delle distanze di sicurezza qualche garanzia aggiuntiva potrebbe essere ottenuta alla luce di quanto stabilito dal più cautelativo regolamento comunale dei "cugini" fanesi.
Giorgio Panaroni