Il mese scorso ho acquistato cinque CD-R Audio della Network, marca che uso abitualmente, presso il negozio pesarese di una notissima catena di elettronica. Poiché tre di essi non funzionavano, sono tornato al negozio per farmeli cambiare; ma con mia grande sorpresa si sono rifiutati di farlo perché, essendo state aperte le confezioni, il fornitore non le avrebbe accettate come “reso”. Di fronte alle mie rimostranze (come si può sapere se una cosa funziona o no, prima di averla provata?) il commesso si è consultato con un superiore: che ha confermato la stessa posizione. Da notare che si trattava di un importo di 2,70 euro! Solo dopo l'intervento dello Specchio (al quale avevo segnalato questo caso paradossale), sono stato contattato dal direttore del magazzino che si è scusato per l'accaduto e mi ha fatto sostituire i CD difettosi. Tutto bene, dunque? Sì, però se non avessi scritto al giornale non sarebbe successo niente; e chissà a quanti altri clienti sarà capitata la stessa cosa. Per di più, quando sono andato a ritirare i nuovi CD, mi è stato spiegato che effettivamente esistono alcuni tipi di prodotti non sostituibili, perché così impongono i fornitori. Morale della storia: qualunque cosa si acquista, è meglio sottoporla ai “raggi X” prima di portarla a casa… a scanso di equivoci.
Dario Belloni
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