Provengo da una famiglia contadina dell'Alta Valle del Metauro, con solidi princìpi morali e cristiani; eravamo 5 figli, entrambi i miei genitori provenivano da famiglie in cui i figli erano 8 (vecchi tempi!). Non sapevamo neanche cos'era il consumismo: mia madre faceva acrobazie culinarie per mettere insieme un degno pranzo e cena tutti i giorni, che diventavano un pochino più lussuosi solo la domenica. Solo nelle grandi festività si poteva giustamente “grandeggiare” un po', il che dava anche vero risalto alle festività stesse. Al giorno d'oggi è sempre festa, perlomeno dal punto di vista del cibo, e si è passati da un estremo all'altro. A volte il cibo è talmente abbondante che a me, che non ho dimenticato le mie origini (pur potendomi attualmente permettere una vita da benestante), sembra un vero e proprio insulto al buon gusto e all'intelligenza; nonché una mancanza di rispetto per i tanti poveri di tutte le età che ci sono, purtroppo, in grande abbondanza in molti angoli del pianeta (compreso il nostro Paese). In molti mangiano talmente tanto da essere obesi, fin da piccoli! E' un vero e proprio autolesionismo che espone a malattie cardiovascolari e a tumori all'intestino: malattie che sono aumentate in modo esponenziale in questi ultimi decenni di benessere. Ma l'aspetto più grottesco, che secondo me rappresenta un declino culturale (oltre a rasentare la follia), è che tutte le farmacie sono stracolme di prodotti tipo kilocall, bruciacal, calocalorie etc.: che altro non sono che prodotti utili a non assimilare l'eccesso di nutrimento. Se lo raccontassimo ai bambini poveri del Terzo Mondo non ci crederebbero. In pratica è come se fossimo tornati ai tempi del declino dell'Impero romano, nel quale molti ricchi, per poter mangiare di più, si mettevano poi le dita in gola per vomitare il tutto e ricominciare! Solo l'attuale ministro della Salute ha detto qualcosa sull'argomento, mentre tutti i Comuni, compreso il nostro, che gestiscono (chissà poi perché) le farmacie comunali in regime di quasi monopolio, si guardano bene dal sensibilizzare il cittadino su tutto ciò. Evidentemente su questi prodotti bruciacalorie c'è un ottimo profitto… In compenso il Comune e la Provincia stampano in continuazione, ovviamente a spese dei cittadini, giornali e giornaletti autoreferenziali, per autocomplimentarsi dell'ottimo lavoro svolto! Quei prodotti così disinvoltamente venduti nelle pubbliche farmacie, dovrebbero avere obbligatoriamente una dicitura sul genere di quella delle sigarette: “Nuoce gravemente alla moralità, al buon gusto, e all'intelligenza”.
Mariano Matteucci
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