Il platano di S. Maria delle Fabbrecce, del quale abbiamo scritto sullo Specchio di maggio 2007, non è più il solo albero monumentale della città. Da una recente ricerca è risultato che ha una degna compagna: la quercia di Valletresole, con il suo tronco di metri 4,20 di circonferenza, con la sua maestosa chioma di 32 metri di diametro, con la sua altezza di 22 metri e con la sua rispettabile età di circa 200 anni. Per scoprirla, a S. Rocco, lungo la strada provinciale Candelara – Novilara, ci sono voluti tutta la passione e l'ultraventennale impegno di Valido Capodarca, autore di “Alberi Monumentali delle Marche”, un'opera di recente pubblicazione che elenca e illustra questi “patriarchi verdi”, cioè la parte più significativa dell'intero patrimonio arboreo della nostra regione. Più di vent'anni fa diede alle stampe il volume “Marche: 50 alberi da salvare”: dove appunto compariva, per la nostra città, il solo platano di S. Maria. La roverella di Valletresole ora scoperta è, come scrive l'autore, “un autentico monumento naturale che ha corso il serio rischio di non essere mai conosciuto da nessuno”. La sua sopravvivenza infatti si deve al personale della locale Stazione Forestale che è riuscito, appena in tempo, a bloccare l'impresa edile che stava per abbatterla, per favorire i lavori di ristrutturazione e costruzione di una casa. E' bene ricordare che l'eventuale abbattimento avrebbe comportato, oltre a una multa di qualche migliaia di euro, un'infrazione all'articolo 764 del codice penale (Deturpamento di bellezze naturali), trattandosi di pianta di bellezza e dimensioni non comuni. Per la sua conformazione ed estensione della chioma di 32 metri di diametro, la roverella di Valletresole costituisce (salvo future scoperte), il primato fra le querce di tutta la provincia. Auspichiamo dunque che l'impegno del Servizio Forestazione della Regione Marche, del Corpo Forestale dello Stato, degli enti locali territoriali e di appassionati e studiosi possa conseguire l'obiettivo di diffondere nei cittadini la cultura e la conoscenza di quelle che la Legge chiama “Formazioni Vegetali di particolare interesse storico-culturale e pregio naturalistico-paesaggistico che per età e dimensioni possono essere considerati come rari esempi di maestosità e longevità…” (Legge Forestale Regionale 23.2.2005, n. 6, articolo 27).
Vittorio Boiani
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