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I consigli del medico: Smetti di fumare in dodici mosse


Smettere di fumare è facilissimo: l'ho già fatto centinaia di volte.
Mark Twain

Il fumo di tabacco, contenendo sostanze tossiche (nicotina, catrame, ossido di carbonio, particelle solide), provoca gravi malattie, documentate ormai inequivocabilmente. Il “fumatore” si ammala più facilmente del “non fumatore” di malattie cardiovascolari (arteriosclerosi, infarto, ictus cerebrale), di malattie dell'apparato respiratorio (bronchite cronica, enfisema polmonare), di cancro delle corde vocali e di cancro del polmone. I forti fumatori inoltre presentano una lunga serie di disturbi minori ma fastidiosi: alito cattivo, denti ingialliti e cariati, testa “pesante”, disturbi digestivi. La donna che fuma in gravidanza va più facilmente incontro ad aborti e a parti prematuri. Le morti improvvise (di solito dovute al cuore) sono tre volte più frequenti negli uomini fumatori rispetto ai non fumatori e nelle donne, addirittura, il rapporto è di nove a uno. Smettendo di fumare si guadagna immediatamente in benessere: la respirazione diviene più libera, scompare la tosse del mattino e il catarro nella gola, è possibile di nuovo fare una fatica fisica o uno sport senza che venga l'affanno, la mente è più lucida e la memoria migliora. Alla fine anche il rischio di ammalarsi d'infarto o di tumore polmonare si riduce e, dopo 10 anni di astensione dal fumo, torna sovrapponibile a quello dei non fumatori. Le donne affette da cellulite e da pelle precocemente invecchiata hanno giovamento anche riguardo a questi inestetismi.
Se proprio vuoi smettere di fumare (non tutti in realtà lo vogliono perché ritengono che “i vizi vadano coltivati”) i metodi per smettere sono vari e, come accade sempre in medicina, quando le cure proposte sono molte vuol dire che sono in realtà poco valide. Elencherò comunque dodici metodi

1. La pillola antifumo (Zyban)
In commercio in farmacia da qualche anno la “pillola antifumo”, la pasticca magica che in poco tempo dovrebbe far scomparire dalle bocche dei fumatori la tanto deprecata sigaretta: una pillola al giorno per sette settimane. Nel 1997 entrò in commercio negli USA e oggi, dopo vari controlli e il consenso del ministero della sanità, la possiamo trovare in qualsiasi farmacia. Questo prodotto a base di “bupropione” influisce sul sistema nervoso centrale (è nato come antidepressivo) e agisce non sulla nicotina ma sui neutrotrasmettitori cerebrali. I risultati migliori si hanno sugli effetti provocati dalla crisi di astinenza da nicotina dei primi giorni: nervosismo, irascibilità, depressione, aumentato consumo di cibo. Le controindicazioni, anche se molto limitate, sono: l'ipertensione arteriosa e le cardiopatie ischemiche (infarto), l'epilessia. Non va associata ad altri antidepressivi. Non è raccomandato inoltre l'uso in gravidanza o in allattamento. Gli effetti collaterali sono: aumento di sonnolenza diurna, leggera disfunzione sessuale, bocca secca, stitichezza. Lo Zyban è somministrato a un dosaggio di 150mg/die (una compressa) per i primi sei giorni seguita da un incremento della dose fino a 300 mg/die.

2. I cerotti alla nicotina
Sono cerotti speciali impregnati di nicotina (a seconda del grado di dipendenza dal fumo da 10, 15, 20, 30 milligrammi di nicotina) che si applicano ogni mattina sulla pelle, cambiando zona per evitare irritazioni e pruriti. Rilasciano durante la giornata una quantità costante di nicotina che, passando attraverso la pelle, e raggiunge il sistema nervoso centrale evitando così l'astinenza da tabacco. Lo scopo è di ridurre gradualmente la quantità di sigarette. Ecco perché i forti fumatori dovrebbero cominciare la cura con i cerotti ad alta concentrazione e soltanto nei giorni seguenti passare a quelli a basso contenuto. Il trattamento deve proseguire per 5-8 settimane al massimo, ma se dopo 4 settimane non c'è alcun miglioramento, questa non è la terapia giusta. I cerotti antifumo non sono indicati in gravidanza, in caso di problemi circolatori, di malattie di cuore e di ipertensione arteriosa perché il sovradosaggio di nicotina assunta attraverso la pelle può provocare tachicardia, aumento della pressione, tremori e insonnia. Anche per questo durante il trattamento è assolutamente vietato fumare. La percentuale di successo è buona, ma solo se c'è una reale voglia di smettere.

3. Gomme alla nicotina
Il principio è lo stesso dei cerotti: chewing-gum che contengono nicotina in quantità variabile (da 2 a 4 milligrammi) e che dovrebbero far diminuire la voglia di accendere una sigaretta. Ogni 1 o 2 ore si deve masticare una gomma molto lentamente per non rischiare nausea e singhiozzo (sono piuttosto cattive!). Il trattamento va protratto per 2-3 mesi, cominciando, nel caso di forti fumatori, con gomme da 4 milligrammi. Sono indicate per chi soffre di allergie alla pelle e non sopporta i cerotti, ma sconsigliate per chi ha problemi gastrointestinali, accentuati dalla continua masticazione e dalla conseguente produzione di succhi gastrici.

4. Il bocchino alla nicotina
Apparentemente è un normale bocchino per sigarette ma all'interno ha una capsula impregnata di nicotina: ogni volta che si sente il bisogno di fumare s'inserisce la capsula, la si schiaccia per farne fuoriuscire il contenuto e si mette il bocchino tra le labbra cominciando ad aspirare. È ideale per chi fuma meno di 10 sigarette al giorno e che ha il bisogno di tenere la sigaretta in bocca.

5. Le scatolette da annusare
Contengono erbe ed essenze aromatiche che evocano l'odore del tabacco bruciato e vanno annusate non appena si avverte il desiderio di una sigaretta: per una ventina di minuti si dovrebbe essere al riparo da ogni "tentazione" di fumare. Il trattamento, essendo completamente naturale, non ha controindicazioni, nemmeno per le donne in gravidanza, salvo che non si sia allergici alle erbe contenute nella scatoletta. La percentuale di successo è bassa ed è legata soprattutto alla volontà di smettere.

6. La mesoterapia
Una “miscela antifumo”, di solito omeopatica e priva di fattori allergizzanti, viene iniettata sotto pelle in quattro punti del corpo, due all'altezza dell'intestino, due dello stomaco secondo la medicina cinese. In questo modo si inibirebbe il desiderio della nicotina.

7. L'omeopatia
Si tratta di sostanze che, somministrate ad alti dosaggi sono dannose e provocano gli stessi sintomi della malattia, ma date in piccoli dosi funzionano come un vaccino. La cura si basa su quattro sostanze in grado di disabituare l'organismo al fumo: il Tabacum che agisce soprattutto sul pallore, la nausea, le vertigini, gli arti freddi, l'eccessiva sudorazione; l'Hypophysis che ristabilisce l'equilibrio ormonale, ghiandolare e circolatorio; l'Echinacea che stimola il sistema di difesa naturale; il Natrum Chloratyum, che sarebbe efficace contro le aritmie circolatorie, il mal di testa e i disturbi intestinale. La cura, come tutta l'omeopatia, ha un forte effetto placebo, non ha particolari controindicazioni ma, essendo piuttosto lunga, è sconsigliata ai forti fumatori che hanno bisogno di smettere da subito.

8. La psicoterapia di gruppo
Sono sedute di gruppi “antifumo” aperte a 10-15 fumatori che, condotte da uno psicologo, usano un approccio cognitivo comportamentale e motivazionale. Ognuno racconta la propria esperienza di tabacco-dipendenza e proprio dal confronto con gli altri arriva l'incitamento ad andare fino in fondo. Generalmente si fanno 10 incontri distribuiti nell'arco di 6 settimane e si prevedono tre fasi: una di preparazione, una di attacco, una di mantenimento. Le percentuali di successo possono arrivare sino al 60% a un anno dalla fine del trattamento, con risultati più stabili quando nei 2 o 3 mesi successivi all'interruzione si frequenta un programma di supporto. Ovviamente non vi è alcuna controindicazione per questa terapia.

9. L'ipnosi
È uno stato di rilassamento profondo, un sonno ipnotico durante il quale lo psicologo interviene sulla volontà del fumatore, stimolandone l'inconscio attraverso immagini e suggestioni vocali, per portarlo a provare repulsione verso la sigaretta. Di solito sono necessarie 4-6 sedute di un'ora per ridurre il numero delle sigarette e altrettante per smettere di fumare, ma il risultato è individuale. L'ipnosi non ha controindicazioni ed è indicata soprattutto per fumatori con una personalità creativa, mentre è sconsigliata a chi ha una mentalità rigida e non crede nel trattamento.

10. L'agopuntura
È una tecnica orientale che sollecita i punti chiave del corpo per ripristinare l'equilibrio dell'organismo ed annullare il desiderio di tabacco. Dopo un colloquio con il fumatore l'agopuntore sceglierà i punti in cui mettere gli aghi: nelle ali del naso per modificare l'odorato, al centro dello sterno per eliminare l'ansia, nei piedi per disintossicare il fegato. Oppure i punti del fumo, cioè i meridiani corrispondenti all'intestino crasso, a quello tenue e allo stomaco.

11. Auricoloterapia (Acudetox)
L'auricoloterapia prevede un trattamento di agopuntura nella zona dell'orecchio, che sarebbe collegata alla voglia di fumare, durante sedute di psicoterapia singole o di gruppo, alle quali prende parte una decina di fumatori. Adatto alle persone molto motivate a smettere, raggiunge buoni risultati nel 70% dei casi, permettendo, a chi non ce la fa proprio a smettere, almeno di ridurre.

12. La graffa antifumo
L'orecchino o graffa antifumo è una piccolissima pinzetta dorata che si applica per 2 mesi circa nel padiglione dell'orecchio in un punto dell'agopuntura. In questo periodo l'ansia si attenua e con essa l'impulso di fumare. Non ha controindicazioni tranne l'allergia ai metalli, ma funziona bene specialmente se esiste una concreta volontà di smettere. Assieme alla graffa si applicano due aghetti in altri due punti dello stesso orecchio. La voglia di fumare scompare immediatamente e, ogni volta che viene il desiderio di una sigaretta, basterà stimolare la graffa per eliminare la “voglia insana”. L'applicazione e la rimozione, che viene fatta dopo due-tre mesi, sono pressoché indolori e l'efficacia è dell'80%.

Luciano Baffioni Venturi


 
 
 
 
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