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Marzo 1998 / Opinioni e Commenti
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Difesa dei consumatori

Banche e Assicurazioni

La mia banca, verbalmente, mi ha dato la possibilità di sconfinare nell'utilizzo del fido, non comunicandomi per iscritto il tasso d'interesse per la disponibilità extra fido. E' regolare?

La banca ha l'obbligo di comunicare per iscritto il tasso d'interesse che intende applicare. L'utente, ricevuta la comunicazione, ha tempo 15 giorni per esprimere il suo diniego o la sua approvazione. Se la banca non notifica al consumatore il tasso, il cliente avrà diritto che gli sia applicato l'originario tasso d'interesse convenuto per l'affidamento.

Ho un conto corrente, non movimentato da oltre un anno, con un saldo creditore di 500 mila lire. La banca mi dovrà riconoscere gli interessi?

La banca non attribuirà interessi e non maturerà interessi passivi e commissioni, inoltre non sarà obbligata ad inviare l'estratto conto.

Ho prestato garanzia con una "fideiussione omnibus" prima dell'entrata in vigore dell'art. 10 della legge 154/92 che le ha abolite. E' tuttora pendente, è da ritenersi ancora efficace?

In seguito alla nuova formulazione dell'art. 1938 codice civile (abolizione delle "fideiussioni omnibus") stante l'inderogabilità della legge sulla trasparenza bancaria, si ritiene che la "fideiussione omnibus" stipulata precedentemente sia tuttora pendente. Propendiamo però per la sua annullabilità, data l'inderogabilità della norma: tuttavia la banca e l'utente si dovranno accordare sull'importo massimo della garanzia.

Non ho pagato alla scadenza il premio assicurativo. Il diritto dell'assicuratore alla riscossione quando si prescrive?

Si prescrive in un anno dalla singola scadenza. Se l'assicuratore nel termine di sei mesi, dal giorno in cui il premio è scaduto, non agisce giudizialmente per la riscossione, il contratto è risoluto di diritto ma comunque il premio scaduto deve essergli pagato.

Posso rinunciare alla proposta irrevocabile inviata all'assicuratore?

No, non è possibile. Si tratta di norma inderogabile. L'assicuratore non può prolungare il termine di irrevocabilità e deve comunicare espressamente l'accettazione o rilasciare i documenti che costituiscono manifestazione espressa di accettazione di proposta.

Il conducente di veicolo ha l'obbligo, prima di iniziare la circolazione, di controllare l'efficienza del mezzo?

Il preventivo controllo dovrebbe riferirsi ai difetti palesi ed accertabili con la comune diligenza. Non è invocabile il caso fortuito se manca l'olio ai freni o al motore in quanto è circostanza prevedibile e quindi evitabile, come anche dimenticarsi gli occhiali non può costituire un'esimente della responsabilità per l'Assicurazione.

Il Caso: La Radiotelefonista

La signorina C.A. di Fossombrone riceve in casa la visita di un addetto della Società Italstudi srl di Aprilia (Latina), sezione aeronautica, che le offre un corso di formazione a distanza di radiotelefonista aeronautico e marittimo per un importo di cinque milioni, facendole sottoscrivere contratto con relative cambiali. Era stato spiegato alla ragazza che questo corso le dava la facoltà di partecipare ai concorsi pubblici indetti dal Ministero delle Poste, in cui i corsi sono organizzati dallo stesso Ministero che rilascia un regolare attestato per accedervi. L'allegato del contratto, nella parte iniziale, riportava pedissequamente i contenuti dell'informazione divulgata dal Ministero, mentre nella seconda parte riportava il vero contenuto del contratto; tanto che a prima vista sembrava un documento dell'ente delle Poste e Telecomunicazioni che reclutava personale da formare. Inoltre, per evitare contestazioni sul contratto, l'addetto della Società, invitava la ragazza a scrivere di proprio pugno una dichiarazione in cui era lei stessa ad aver sollecitato la visita domiciliare e che il contratto era il risultato di una trattativa specifica e quindi incontestabile. In realtà il contratto non aveva nessuna relazione con la preparazione sollecitata dal Ministero: si trattava di corsi di privati a distanza, previo invio di materiale didattico a casa, che non consentivano di partecipare ai concorsi pubblici. Contestato il contratto, siamo in fase di risoluzione delle controversie, palesemente ingannevole.

Stefano De Bellis

Multiproprietà: un affare o una trappola?

Dopo la pausa estiva, si ripresentano con puntualità le iniziative promozionali di fine settimana per la vendita di appartamenti in multiproprietà. Le modalità di approccio si ripetono con omogeneità: a gruppi di cittadini viene recapitata una cartolina che annuncia la vincita di un viaggio-premio, e in cui si invitano i destinatari dell'iniziativa a recarsi ad un incontro divulgativo, solitamente organizzato in grandi alberghi della nostra provincia. In queste riunioni si proiettano diapositive e filmati altamente suggestivi, si illustrano entusiasticamente dépliant turistici, si visionano fotografie di grande bellezza. Tutto questo in una cornice rumorosa e festaiola, in cui l'alto volume a cui viene amplificata la musica rende difficoltoso capirsi e capire. La serata raggiunge il suo culmine quando gli invitati vengono sollecitati a firmare un modulo, solitamente denominato "Commissione", e a versare una somma di denaro a titolo di acconto. Il saldo, che frequentemente ammonta a diversi milioni di lire, viene richiesto nell'arco di pochissimi giorni, talora anche nella giornata immediatamente successiva, quando un incaricato si presenta presso le diverse abitazioni e invita alla sottoscrizione del contratto definitivo d'acquisto.

La Federconsumatori tiene innanzitutto a ribadire che l'oggetto delle roboanti promozioni così allestite è la vendita di appartamenti in multiproprietà, a cui solo talvolta viene affiancato il premio incentivante di una settimana di vacanza (da trascorrersi in località turistiche, si badi bene, spesso non coincidenti con il sito residenziale della struttura multiproprietaria: è cioè importante non confondere il luogo di un breve e comunque irripetibile soggiorno con la sede reale e definitiva dell'appartamento acquistato). Ma, soprattutto si deve sapere che non tutte le iniziative promozionali reclamizzate provengono da società serie e attrezzate, e che in questo settore si è assistito al preoccupante proliferare di operazioni immobiliari facenti capo a promotori inaffidabili e privi di scrupoli. Si tratta, comunque, di operazioni immobiliari delicate e onerose: non a caso si chiede l'esborso di cifre molto alte, e la società venditrice viene frequentemente assistita dalla collaborazione di una società di intermediazione, in un'operazione in cui è spesso difficile comprendere chi sia la reale controparte contrattuale. E' bene sapere, inoltre, che il settore delle vendite multiproprietarie, in Italia, non è ancora regolamentato da una disciplina legislativa specifica, e questo contribuisce a rendere incerti gli strumenti giuridici cui ricorrere per la difesa di contraenti che vogliano esercitare il diritto di ripensamento.

Chi intende recedere dall'acquisto multiproprietario, tuttavia, non è privo di mezzi di tutela, per varie ragioni. Innanzitutto perché si attende il recepimento anche nel nostro paese della Direttiva Comunitaria sulla multiproprietà, che regolamenta analiticamente le modalità di esercizio del diritto di ripensamento. In secondo luogo perché molte clausule contenute nei contratti di vendita in multiproprietà appaiono giuridicamente "attaccabili" anche sulla base delle leggi vigenti. In particolare sotto questi profili:

- indeterminatezza dell'oggetto: spesso, infatti, non vengono specificati gli estremi identificativi del bene (misure planimetriche, indirizzo, ecc.) né si precisa il periodo di possibile utilizzo dello stesso;

- scarsa trasparenza sulla qualificazione dell'operazione giuridica promossa (talora non è chiaro se si diventa comproprietari, ovvero titolari di un diritto di locazione a tempo determinato, o, ancora, azionisti di una società immobiliare);

- inefficacia di clausule contrattuali per contrasto con la normativa, di recente introduzione, in tema di clausule vessatorie.

La Federconsumatori pertanto, invita chiunque venga contattato con le modalità sopra accennate, e a cui venga prospettato l'acquisto di un bene in multiproprietà, a comportarsi con estrema prudenza e circospezione. E' comunque possibile avvalersi della collaborazione di un'Associazione di consumatori-utenti, cui consigliamo di rivolgersi senza ritardi nel caso sia stato sottoscritto un contratto da cui si intende recedere. Si propongono, infine, sette regole da seguire scrupolosamente per evitare di correre rischi:

1) ponderare l'offerta, e diffidare di chi affretta la conclusione dell'affare;

2) fare il possibile per accertarsi, prima della stipula del contratto definitivo, dell'affidabilità del venditore o dell'intermediario immobiliare (con particolare attenzione da prestarsi alle iniziative che fanno capo a società straniere poco note) e privilegiare le società-prodotto, cioè quelle che commercializzano e gestiscono direttamente l'immobile;

3) accertarsi che il preliminare d'acquisto, la cosiddetta "Commissione", contenga gli estremi identificativi del bene, e se possibile, verificarne la veridicità mediante un sopralluogo da effettuarsi in prima persona;

4) controllare che sia specificata la data entro la quale si prevede la stipula del rogito (è opportuno che non superi i 60 giorni);

5) verificare che il contratto indichi chiaramente il tipo di servizi offerti (quali rientrino nella gestione ordinaria e quali, invece, siano esclusi), prestare molta attenzione alla quantificazione delle spese di gestione (nel contratto non deve mancare l'indicazione del tetto massimo e dei criteri di indicizzazione) che devono essere tali da non sommarsi a pendenze arretrate; è bene controllare, altresì, che l'immobile non sia gravato da ipoteche;

6) non pagare anticipatamente, se non quanto chiesto a titolo di acconto all'atto della stipula della "Commissione", e impegnarsi a versare il saldo solo quando sia stato concluso il rogito;

7) chiedere che venga inserita la facoltà di recesso, da esercitarsi entro 10 giorni dalla sottoscrizione del contratto, come previsto dalla Direttiva Europea.

Paola Venturi Landini
Consulente Federconsumatori Marche

 


 
 
 
 
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