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Marzo 1999 / Lettere e Arti
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Profumi di caccia

Dai non te ne andare subito, rimani ancora un po'! Ci vediamo così poco ormai. Siediti, versati ancora un po' di cognac! Vuoi un sigaro? Sono quelli buoni, sai? Sono quelli che piacciono a te. Sei appena tornato dalla Scozia, ho saputo. Com'è andata? Hai cacciato la grouse da Lord Postlewhite? Uno splendido moor, vero? E che animali superbi! E Lady Dorothy è una perfetta padrona di casa. Hai sparato anche alle oche?! Ti sei divertito, insomma. Bene! Sì, anch'io sono andato all'estero, sono tornato in Grecia per i cotorni. E' stato fantastico, come al solito! In quattro giorni abbiamo riempito il baule della Range. No, mio figlio non è potuto venire stavolta, l'università gli lascia così poco tempo, ormai.

E a beccacce come andiamo? Vai in Irlanda? Ci sono stato anch'io qualche volta. Un gran bel posto! Peccato non si possa portare il proprio cane. Io, da un paio d'anni, per le beccacce, ho scoperto la Crimea. Sempre più spesso però vado in riserva con gli amici. Quest'anno abbiamo immesso solo starne. Ci divertiamo molto! Perché non vieni anche tu, qualche volta? Potresti fermarti anche la notte. Su in cascina, ci sono molte camere e la moglie della guardia è un'ottima cuoca. Vedrai che mangiate! Allora ci conto, eh! Poi senti questa. Dal prossimo anno avremo una concessione in Mongolia, ci sono riuscito dato i rapporti che ho instaurato con il nuovo governo. Pensa, in elicottero ci portano fino al campo base, a circa cento chilometri dal ponte-radio più vicino. Una specie di Paradiso Terrestre. Si potrà cacciare tutto ciò che si incontra: dall'orso al lupo. Ce ne sono a branchi. Sarà fantastico! Perché non vieni anche tu? Quella, amico mio, sarebbe la caccia, la vera caccia, la pura avventura, quello che abbiamo sempre sognato per tanti anni. Fin dalle prime licenze.

Le prime licenze… Te le ricordi di'… le prime licenze? Quanti anni avevamo: sedici, diciassette? Te le ricordi le notti insonni prima dell'apertura? Quell'ansia che ci coglieva già molti giorni prima dell'Alba fatale come la chiamavamo. Ma dico, ti ricordi le levatacce per prendere il pullman che ci avrebbe portato fuori città? E le chiacchiere con gli autisti, te le ricordi? E quante risate con gli operai del primo turno! Tutto per un paio di ignobili e striminziti fagianelli che ancora non sapevano volare: ridicoli animali lanciati solo qualche giorno prima.

E di'… di'… Ti ricordi quella volta che abbiamo cacciato in quella marcita i frullini: quei miseri parenti poveri dei beccaccini? E il contadino, ricordi come sbraitava e come agitava quel bastone? E noi a scappare. Che corsa fu quella, che fuga attraverso la marcita, in mezzo a quella brodaglia puzzolente. Poi cademmo in un fosso, ricordi? E così, fradici e infreddoliti, fummo costretti a spogliarci in quella trattoria per far asciugare gli abiti al calore della stufa, e tutto sotto gli occhi divertiti degli avventori. Ma ci pensi? Per dei frullini, e cacciati senza cane per giunta! E quelle mattine gelide d'inverno alla Brusada, per le cesene, in mezzo alla nebbia più fitta. Quante ne prendevamo: tre, quattro per mattina? Che scarpinate lungo il Lambro fetido e stagnante! Poi andavamo da Peppino per scaldarci: Peppino lo sporcaccione, come lo avevi soprannominato; e seduti vicino al camino, con i contadini, mangiavamo il baccalà con la pastella, prelevandolo direttamente dal tegame sul fuoco.

E ti ricordi quando andavamo ad allodole in Lomellina con l'auto di mio padre? Quante volte capitava di farne un mazzo, poche vero? Però c'era la cameriera del Bar Sport, quella morettina con i capelli a caschetto, simpaticissima. Ricordo si chiamava Caterina, ma si faceva chiamare Ketty. Chissà che fine ha fatto. E ti ricordi di Gigi, il mio primo cane? Com'era bravo, quando voleva! E quel tuo fucile che si inceppava sempre? E te la ricordi la nostra prima beccaccia? Trovata così, per caso, senza cane, ai piedi di quella querciola. Com'eravamo felici! Il mondo era nostro e noi ci sentivamo i più grandi cacciatori della terra. Dio, quanto eravamo felici! Ci abbracciammo ridendo e sempre abbracciati rotolammo a terra ma continuammo a ridere e a stringerci per tanto tempo ancora.

Ti rendi conto di quanto tutto sia cambiato oggi? Ora cacciamo la grouse in Scozia e la beccaccia in Crimea, ho la rastrelliera piena di fucili di gran nome e, in canile, tengo una coppia di setter campioni. Ne abbiamo fatta tanta di strada da allora, non è vero? E' stata dura, ma ce l'abbiamo fatta! Però ti ricordi di'… Ti ricordi, da ragazzi, certe mattine luminose ma fredde, dopo una notte limpida di plenilunio, con tutta la campagna bianca di brina e quell'aria così frizzante da pizzicare il naso? E i colori dei tramonti in risaia quando il sole andava dolcemente a dormire dietro i filari dei pioppi. E ti ricordi l'odore inebriante della polvere da sparo che usciva dalle cartucce sparate e il profumo del muschio bagnato lungo la riva dei ruscelli? E ti ricordi di'… Ti ricordi ancora…?

Omar Cocconi


 
 
 
 
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