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Marzo 1999 / Lettere e Arti
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TVB: 6 bello ‘n bel po'

Seminario linguistico dell'UNILIT: il "giovanilese"

Nell'ambito del Seminario linguistico promosso dall'UNILIT e da me curato in 12 incontri settimanali a partire dal novembre 1998, è iniziata un'avventura emozionante grazie alla protagonista ed ispiratrice di ogni appuntamento: la parola, "acqua di rivo che riunisce in sé i sapori della roccia dalla quale sgorga e dei terreni per i quali è passata…". La parola è entrata di pieno diritto nella lingua, ne ha arricchito il patrimonio storico ed etimologico, attraverso una serie di intrecci e di combinazioni articolati e precisi, ed ha permesso di comunicare e di stabilire relazioni con agilità in rapporto alle esigenze che cambiano nel tempo.

Tra gli esseri umani la comunicazione verbale è sicuramente il sistema più usato e ricco di possibilità, anche se non si può trascurare il messaggio trasmesso da un gesto, un'espressione del viso, un disegno… Sarà allora il linguaggio ad offrire l'occasione di trasmettere un proprio pensiero attraverso tipi specifici di manifestazione comunicativa: il linguaggio del corpo, quello dell'arte, della musica, oltre a quello di certe professioni (il linguaggio medico) ed anche al particolare modo di esprimersi di un determinato ambiente (il linguaggio burocratico) o di un gruppo (il linguaggio dei giovani, meglio definito "gergo" per la sua connotazione oscura, coperta, criptica).

Iniziamo questa piccola rassegna col "giovanilese", rivelando alcuni suoi piccoli segreti.

Emma Grassini Vezzuto

 

 

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La lingua dei giovani di fine millennio è uno slang scherzoso, giocoso, ricco di fantasia e di creatività, formato da sigle e metafore inventate, abbreviate, allungate, rielaborate. Alcuni studiosi tentano di intrappolarle nei testi e nei vocabolari, ma il linguaggio dei giovani compare come una meteora e talora si modifica improvvisamente senza un perché. Televisione e cinema attingono a piene mani da questa risorsa in continua trasformazione: pensiamo per esempio al recente film "Gallo cedrone" di Carlo Verdone, ai famosi M'hai flesciato o Lo sai che c'hai un sito da paura… Te c'hanno mai cliccato sopra? I ragazzi romani o milanesi dimostrano un'inventiva straordinaria, dando spesso vita a un frasario fantasioso e ironico. Per citare alcune espressioni: Ti sparecchio la faccia, ti cambio i connotati, o Tu come ti intitoli?, come ti chiami?, Qui c'è la bassa marea, quando emergono le cozze, le brutte ragazze, Ha uncinato un bel tonno, ha rimorchiato un bel tipo.

Anche nella nostra provincia compare una serie di parole ed espressioni interessanti. In questi mesi che anticipano la diffusione dell'euro, i millanti, le carte o i sacchi indicano le banconote da mille lire, il deca da dieci, il centone da cento, mentre i pali i milioni. Per quanto riguarda gli insulti il panorama è molto vasto: plasticone è il discotecaro vestito in modo troppo appariscente, grezzo, sfigato, storto, o anche truzzo, abbigliato con un look non appropriato. Se poi il giovane non è proprio un Adone ed è fuori come un terrazzo o un tergicristallo (poco normale), le ragazze lo fanno un mostro, lo distruggono, definendolo senza pietà un roito o un aborto della natura, poiché il gran figone, il bello, gli dà due giri (è nettamente superiore) e lo invitano ad evaporare (allontanarsi), consigliandolo di spararsi o darsi fuoco.

Sorte più piacevole è quella del bono, che può stare tranx (tranquillo) e va come una viola, alla grande, perché un sacco di gnocche (belle ragazze), gli scrivono TVB (ti voglio bene), 6 bello ‘n bel po' e gli danno una punta (un appuntamento). Quando rulla (si prepara) una paglia o cigarro (una sigaretta) o il joint (lo spinello) o purtroppo sta calando (fa uso massiccio di droga) e forse c'è rimasto, riducendosi a una sola (perdendo in parte l'uso delle facoltà intellettive). Se lo sgamano (sorprendono) i genitori ‘sto giro (questa volta) danno di sclero (perdono le staffe) e lo aprono come una mela, una cozza o una canocchia (gli danno una bella lezione).

Come conclusione in tema, rivolgo una preghiera: Ehi raga, ditelo in giro… quest'articolo è tosto duro! (proprio interessante).

Simona Vezzuto


 
 
 
 
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