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L'assicurazione 'virtuale' delle casalinghe

Siamo proiettati verso il futuro, verso un mondo pieno di elettronica e di "virtuale". Anche il governo si è voluto adeguare, nonostante ragnatele del passato sparse qua e là, al nuovo che avanza; direi anzi che per alcune cose si è posto all'avanguardia per capacità creativa. Una di queste è l'assicurazione obbligatoria per le casalinghe per infortuni nell'ambiente abitativo. Scopo molto lodevole quello della copertura di questo tipo di incidenti, che sono a livello assicurativo tra i più frequenti. Purtroppo però è entrato in gioco il "virtuale". Sì, perché quest'assicurazione imposta obbligatoriamente, tutto fa tranne che pagare per i sinistri; in compenso riesce ad introitare un'altra bella fetta di miliardi che andranno a finire nelle tasche dell'Inail (circa 200).

A fronte di un pagamento di 25 mila lire annuali, piccola cifra per conto suo ma grande se sommata a tutti gli altri balzelli che ci vengono imposti quotidianamente, viene data una copertura per le invalidità permanenti con una franchigia del 30%. Il che significa non risarcire praticamente nulla della tipologia dei sinistri che avvengono in casa: che sono per lo più le fratture, le scottature, i tagli, gli avvelenamenti e le intossicazioni. Pensate che per avere dei postumi di almeno il 30% bisognerebbe perdere completamente un occhio (25%) e un dito medio (6%). I massimali poi sono ridicoli: per prendere qualche milione bisogna quasi finire sulla sedia a rotelle! Per finire niente copertura in caso di morte, niente diarie per ricovero o per inabilità temporanea, niente rimborso spese mediche, niente di niente. Più virtuale di così!

Chi ha gridato vittoria per una conquista sociale raggiunta farebbe bene a vergognarsi. Viene da pensare che coloro che hanno caldeggiato tanto l'approvazione di questa ennesima "fregatura" o non riescono a capire oppure, d'accordo con il governo, hanno montato tutto il siparietto della conquista sociale per permettere a quest'ultimo di incassare altro denaro facile. Sembra di assistere a certe trattative commerciali che prevedono come tecnica di vendita di presentarsi davanti ad un cliente in due. Uno dei venditori finge di essere il duro, l'inamovibile quello che non deroga manco morto dalle direttive della sua ditta; l'altro finge di stare dalla parte del cliente, facendo da mediatore, cercando di parteggiare, cercando di ottenere di più e mettendosi in contrapposizione con l'altro venditore. Spesso accade che si compra pensando al buon affare mentre in realtà si è solamente acquistato alle condizioni prestabilite dai venditori. Il bello è che il più delle volte si è soddisfatti. Purtroppo i clienti siamo noi tutti. Il governo non ha bisogno di vendere, può imporre; ma deve giustificare, indorare, rendere meno amari certi bocconi. La strategia è focalizzare l'attenzione della gente sulla copertina senza far capire il contenuto. Come un bel libro ben rilegato con un titolo roboante, ma povero di idee e scritto male, che attrae il compratore sprovveduto.

Siamo entrati nell'era dei computer e quindi dobbiamo accettare volenti o nolenti anche l'assicurazione virtuale. Un grande dello spettacolo chiuderebbe dicendo "Meditate gente, meditate…".

Marco Magi

 

 

 

 

 


 
 
 
 
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