
|
|
Debrah Mullowney e Nicholas Walker, alias Sloane e Trey
|
Capitol è stato un sogno televisivo degli anni ‘80. Questa soap è rimasta indimenticabile per le sue sceneggiature e la qualità della trama e su Facebook è nato un gruppo “Rivogliamo Capitol” che sta cercando di promuovere una nuova stagione di questo sceneggiato. Gli attori erano grandi star, come Richard Egan, scomparso immediatamente dopo la fine delle riprese. Il personaggio principale, Trey, era interpretato da uno straordinario Nicholas Paul Walker, attore ed insegnante, che ci racconta in esclusiva “l’avventura di Capitol” in questa intervista via etere.
Nicholas, o meglio Trey, il deputato di Washington… Perché Capitol è così indimenticabile?
Il pubblico è affascinato dall’abbinamento di elementi diversi, di vite pubbliche e realtà private, di famiglie comuni e di persone aristocratiche. Capitol è il simbolo del potere politico negli Stati Uniti e quando, all’intensità dell’azione drammatica, si abbinano l’intrigo, le relazioni, il sesso e il potere, si ha una formula potente per un successo duraturo. Il deputato Trey e la sua famiglia erano modellati sui Kennedy, quale modello migliore? Penso che il pubblico fosse affascinato dal fatto che davamo umanità a quel tipo di personaggi.
Quale messaggio volevi trasmettere attraverso Trey?
Mi proponevo di rendere Trey un personaggio credibile dal punto di vista emozionale, dotato anche di una certa vulnerabilità…
Cosa ricordi in particolare degli anni di Capitol?
Tutta l’esperienza è stata splendida, ma ricordo con particolare piacere le riprese presso il monumento di Capitol. Il mio matrimonio con Sloane e la nostra luna di miele sono stati il massimo, per non parlare dell’avventura con Kelly. Che gioia, che ricordi!
Cosa hai in comune con Trey?
Siamo diversi e simili nello stesso tempo. Dobbiamo sempre attingere da noi stessi per poter coinvolgere il pubblico! Se troviamo il coraggio di mostrare in modo credibile le nostre energie e le nostre emozioni, anche la nostra vulnerabilità, possiamo trovare un’eco nell’interiorità del pubblico. Così Trey è parte di me, ma rappresenta solo una parte di me.
Tu hai detto che il set di Capitol era come una grande famiglia… Chi ricordi con stima particolare?
Il rimpianto Richard Egan, che mi ha preso sotto la sua ala protettrice e mi ha presentato a sua moglie Patricia, alla sua famiglia e ai suoi figli. E Carolyn Jones, la prima interprete di Myrna, dotata di carattere e forza straordinari, che rivelò combattendo strenuamente contro quel cancro fatale durante le riprese. Ricordo Constance Towers, la grazia personificata. Todd Curtis, nella parte di mio fratello, pieno di slancio e di naturalezza. E ovviamente la bella Sloane e l’appassionata Kelly, da cui Trey “ha imparato l’amore”!
A proposito dell’amore, parlaci delle tue partners femminili, Sloane e Kelly.
Rappresentano il meglio di due mondi completamente diversi. Sloane rappresenta la giovinezza, il fascino e l’eleganza, mentre Kelly l’esperienza di vita, la sensualità e l’istinto. Entrambe mi hanno aiutato a scoprire molto di me stesso e ad essere una persona migliore.
Mi hai svelato che ti piacerebbe lavorare in Italia. Quali sono i registi che hai più amato?
In Italia avete una tradizione e una storia così ricca di grandi registi! Bertolucci, Leone, Antonioni, Fellini. E’ una lista senza fine.
C’è la possibilità che Capitol ricominci?
Qualche segnale sembra che sia emerso. Sarà Dio a decidere!
Tu hai quattro bei figli. Cosa ti auguri per loro?
Auguro ai miei figli di riuscire a scoprire e ad appagare la passione per il proprio lavoro. Per me il successo significa lavorare sull’interiorità. Ricordo loro che il successo arriverà se daranno il massimo nell’affermare le loro aspirazioni.
E oggi chi è Nicholas Walker?
Sono un attore, un insegnante di recitazione e un “paesaggista”, nel senso che sono un architetto del paesaggio: per favore scrivilo, è un’attività che desidero sottolineare. E sono un padre che esplora l’interiorità, aspirando a lavorare, con gioia grande, in Italia.
Nicholas, lo sai che, in greco antico, nella radice del tuo nome c’è la parola vittoria?
Sì e la cosa mi fa oltremodo piacere…
Simona Vezzuto