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Novembre 1997 / Lettere e Arti
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  *

Odio le discoteche e gli idioti che ci vanno (me compreso)

Il sabato sera vado da Concorde. Concorde ha l'AIDS, conclamato, da un anno e mezzo. Da una festa al "Mithos", la discoteca per cui lavorava come P.R. Il guaio di Concorde è che è omosessuale, e ha sempre fatto un uso spropositato di droghe. Doveva avere la malattia da diverso tempo, perché gli è esplosa improvvisamente, in AIDS, da poco, in forma gravissima. Ora è invalido al 100 %, cammina lentamente. Doveva spendere due milioni al mese solo per i medicinali. Organizzava delle feste, ogni tanto, per trovare i fondi. C'è anche chi lo ha truffato, cioè si è tenuto i soldi raccolti nella festa, e a lui ha dato le briciole. Invece lo scorso inverno al "Mithos" lo avevano

trattato bene.

Dà la festa di compleanno. Mi ha chiesto di venire, al "Mithos", alle 10 di sera, e io so che andrò. Così il sabato sera mi faccio una doccia, dopo cena, mi vesto, e riesco subito. Vado al bar, alle 9, mi compro dei sigari, ed aspetto fumando le 9 e mezza, l'ora giusta per partire. Passo in macchina ad un self-service, dove faccio benzina col Bancomat. Grossa invenzione il Bancomat. Dà la sensazione di non pagare nulla. In realtà paghi, e anche 2 mila lire per la commissione. Le banche ci guadagnano sempre, su ogni piccolezza.

Il "Mithos" è a Santa Monica. Già dopo Cattolica, d'estate, c'è un gran traffico. Comunque, appena posso, devio a sinistra, per Santa Monica, e il "Mithos" è lì, accanto al circuito delle moto. Arrivo, parcheggio davanti al circuito, e non ci metto molto a capire che ci sono solo io, a parte qualcuno del Mithos, che sta preparando la serata. Provo a chiedere, e un ragazzo che dovrebbe essere il responsabile mi dice che la festa di Concorde è stata

posticipata alle 11 e un quarto. E' un tipetto coi capelli scuri, corti, tirati in su. Penso subito di essere arrivato in anticipo di qualche oretta, come un coglione. Esco, riprendo la macchina e vado a Riccione. Passo da dietro, per la campagna, per evitare il traffico. Passo davanti ad altre discoteche, il "Byblos", il "Peter Pan", il "Prince". Fra poco si riempiranno. Ridiscendo e sono a Riccione. Attraverso Corso Fratelli Cervi ed arrivo in Via Ceccarini alta. Riconosco le insegne dei negozi una ad una, per essere venuto a vendere prodotti tipografici, entrando in ogni porta, ogni attività. Qualcuno è anche diventato mio cliente. Ho guadagnato qualche decina di migliaia di lire per dei biglietti da visita. Ricordo le facce, i personaggi. Al Cavalier Nicodemo non ho fatto in tempo a portargli il materiale, perché mi sono licenziato prima. Prima di stare a discutere con le titolari, delle donne di Roma, madre e figlia. Mi aveva convocato la madre, un giorno, per "parlarmi" del lavoro. Ho nasato che si era alle strette e mi sono licenziato al volo. Lavoravo più per spirito di servizio che altro. Se rompevano anche non ne valeva proprio la pena.

Parcheggio in Viale Ceccarini e faccio due passi. Mi fermo ad un bar a farmi un caffè ed un bombolone, che deve far malissimo al mio fegato. Tra l'altro noto un tizio, in canottiera bianca, dall'aria vagamente omosessuale. Poi proseguo ed arrivo in Viale Ceccarini bassa, dopo la ferrovia. Noto una donna con un serpente, che sta facendo un numero di qualche tipo. Più che altro balla. Il ballo del serpente, appunto. Me ne torno al "Mithos" alle 11 e venti: E' ancora tutto chiuso, ma si sta cominciando a popolare di idioti, il popolo della notte, saltimbanchi, ballerine, nani. Alla cassa dico che sono per la festa di Concorde e mi fanno entrare. Dentro è enorme, ci sono un sacco di piste all'aperto, si è ingrandito. Faccio un giro e li vedo. La Billy, l'Elena, Concorde. Sono in una saletta dietro, il privé. Appena vedo Concorde gli faccio: "Sono qui dalle 10 e un quarto".

"Bravo. Hai pagato?"

"Certo che no".

Faccio quattro chiacchiere con la Billy ed il marito dell'Elena. Mollo una frecciatina alla Billy, chiedendole da chi si rifornisce oggi per le sue sniffatine. Lei, a mo' di scusa, mi dice di non aver mai comprato nulla. Per lei solo omaggi (e che differenza c'è?). Il marito dell'Elena è un americano, e con lui parlo dei libri di Jack Kerouac. Lui li conosce bene, vive nel New Jersey, ma è di New York, la base della prima formazione dei Beat, il luogo del primo incontro di Jack con Neal Cassady, insieme a Ginsberg e a Burroughs. Da lì doveva nascere l'epopea, i viaggi, "On the road", la leggenda.

Concorde è su di giri. Non so se sia giusto che sia così, lui coll'AIDS, e tanti figli di puttana che lo hanno usato, per anni, per le feste, per la droga, a piede libero. Ma non so che farci. La discoteca si riempie. Io sono seduto ad un tavolo e sto fumando il mio quinto sigaro. Arriva di tutto. Ragazzette in minigonna, travestiti, finocchi, fricchettoni, cretini. C'è una biondona con una tutina aderente che si mette a ballare con un subnormale col cappello da cow-boy. Noto che le ballano le tette, si muove come una foca. Il linguaggio del corpo. Per il linguaggio della mente non la vedo molto portata. Ci sono anche le sorelle Sister, belle e insulse come sempre. La prima deve essere in crisi d'astinenza, perché il suo semifidanzato-protettore-amante con svariati precedenti penali non si fa vedere. Potrebbe avere l'Interpol alle calcagna. O il Sismi alle costole. O una pallottola in fronte. O una tachicardia da inseguimento. Così le due sorelle stanno insieme, ed insieme anche a due mentecatti, un cretino che esercita da P.R., che non credo sappia leggere e scrivere, e un ritardato, alto due metri. Spiego alla Billy, che mi prende per un visionario, che una volta ero stato lì con la Lucilla, una nostra comune amica che non c'è più. Avevo notato che dei buttafuori picchiavano a sangue un ragazzo, inerme. Poi la settimana dopo ero venuto, mezzo ubriaco, colla Billy ed altre amiche, terribili, e avevo cercato proprio quei buttafuori, in particolare uno, che mi sembrava il più figlio di puttana di tutti, che però prese ad evitarmi, stava sulle sue. Presi da soli gli stronzi tendono a tranquillizzarsi. Specie davanti ad un ubriaco colla bottiglia in mano.

La discoteca si riempie. Quando è strapiena comincio a sbuffare come uno gnu. Mi alzo e in mezzo alla calca, luci colorate, intermittenti, tette che ballano, ubriachi, sudore, sfinimento, annullamento, guadagno l'uscita. Per stasera ne ho abbastanza. Buon compleanno Concorde.

Roberto Labate


 
 
 
 
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