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Cavoleto: un angolo di medio evo

Oltre alle tradizionali mete di quel turismo culturale che negli ultimi tempi sta vivendo un continuo sviluppo, esistono nella nostra provincia tutta una serie di centri minori che rischiano di rimanere per sempre nell'ombra dei poli artistici principali. Il problema di fondo è la scarsa visibilità che questi borghi hanno all'interno degli itinerari tradizionali. In quest'ottica voglio segnalare un luogo veramente caratteristico, sia dal punto di vista storico-artistico quanto paesaggistico: l'antico borgo di Cavoleto.

Castrum Cauleti compare alla ribalta della storia quando fu concesso "cum omnibus pertinentiis suis", nel 1209, da Ottone IV alla Chiesa aretina; seguirono secoli in cui si alternarono alla conquista del borgo fortificato varie signorie. Nel 1389 era soggetto a Galeotto Malatesti, ma già nel 1410 ritornò alla Santa Sede; Gregorio XII lo infeudò al nipote Paolo Correr e nel 1459 Giacomo Piccinato lo conquistò per conto di Federico da Montefeltro. Ritornato ai Malatesti e caduto nuovamente sotto il potere dei Montefeltro, dal 1462 Cavoleto passò un breve periodo di dominio veneziano, fin quando nel tardo XVI secolo tornò allo Stato Pontificio fino all'unità d'Italia.

Il borgo sorge su uno sperone tufaceo a strapiombo sul torrente Mutino (affluente del Foglia) a pochi chilometri da Lunano in direzione Carpegna ed è rimasto praticamente immutato dal medioevo. Cavoleto è ancora racchiuso entro le mura bastionate del castello, perfettamente visibili arrivando dalla ripida stradina (ora asfaltata) che lo collega alla strada principale. Urbanisticamente il borgo è composto da una stretta via pavimentata in porfido che collega due piazze poste a quote differenti: quella più alta è ricavata dalla spianata della rocca e ospita la chiesa (del 1748) che ha sostituito il fortilizio, mentre quella più bassa, che costituisce l'accesso al borgo, ha come sfondo un imponente palazzo residenza estiva di una nobile famiglia. Lungo la via d'accesso all'abitato c'è una piccola cappella ornata da un interessante affresco di scuola raffaellesca (XVI secolo) ed una piccola chiesetta domina il borgo dall'alto di una collinetta.

Oltre alla bellezza del luogo, da Cavoleto si beneficia di un panorama stupendo che abbraccia a 360 gradi il massiccio di Carpegna, la valle del Mutino, Frontino, il Nerone, il Catria ecc... Attualmente il paese non ha abitanti fissi. Mi ricordo che quando da piccolo andavo con i miei a passare qualche giorno nella nostra casa a Cavoleto, ancora vi abitavano gli ultimi due veri cittadini: due vecchietti che tutti conoscevano come Amantini e la Marietta. E' curioso il fatto che, benché vivessero in due in un paese deserto per buona parte dell'anno, ognuno risiedeva nella propria casa e diciamo che non si rivolgevano la parola molto volentieri. Il borgo sembra rinascere ogni estate, quando i proprietari vengono a trascorrere qualche giorno di relax nelle loro abitazioni, riportando Cavoleto, se pur per pochi momenti, alla vita attiva che da troppi anni lo ha abbandonato.

Christian Vescovi


 
 
 
 
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