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Brasile: non solo musica


Il Brasile è immenso, è circa 28 volte più grande dell'Italia, con più di 120 milioni di abitanti, 14 per chilometro quadrato, questo perché circa 3/4 del Paese è praticamente deserto. Conta 22 Stati, 27 unità amministrative, e ha per capitale Brasilia. Gli Stati a loro volta sono suddivisi in 5 grandi regioni: Nord, Nord-Est, Centro-Ovest, Sud-Est e Sud. Il Brasile è frutto dell'unione di portoghesi, indios americani e neri africani ma, successivamente all'indipendenza proclamata nel 1882, anche di polacchi, tedeschi, italiani e per ultimi anche di cinesi e giapponesi, soprattutto al sud. Tutti insieme hanno dato origine ad un fenomeno sociale, che in Brasile viene chiamato "Mistura": una miscellanea di lineamenti, di colori, di tradizioni. Come si fa dire a questo punto: "E' tipicamente brasiliano...?". Ma "è proprio questa coesistenza tra elementi fra di loro diversi, a volte contrastanti, che testimonia la capacità dei brasiliani di fondere ed interpretare, piuttosto che annullare ogni cosa". Il Brasile è l'unico Paese del Sud America ad avere come madre lingua il portoghese. La storia del Brasile inizia infatti con l'arrivo dei portoghesi nella "nuova terra" nell'aprile del 1500. I nuovi arrivati dovettero saper convivere con gli indios e successivamente con i neri africani, come conseguenza della schiavitù. Ne derivò una lingua completamente nuova: il portoghese brasiliano. Una lingua musicale, ricca di armonici, dovuta principalmente alla sua nasalizzazione. E' proprio la musicalità l'elemento predominante nella vita del Brasile. La musica è ricca di ritmicità intensa, a volte ossessiva e trascinante. E' il ritmo che fa da centro propulsore al quale i compositori si ispirano per creare nuove melodie. Questa pulsazione, questa energia, è caratterizzata dall'uso della "sincope" che spesso inganna l'ascoltare meno attento.

In Brasile si guida, si cammina, si gesticola, si lavora al ritmo della musica. Tutta la musica brasiliana, dal Nord al Sud, è legata dalla stessa dolcezza, sensualità e malinconia. Parlando della musica brasiliana una giusta precisazione va fatta, nella differenza che c'è fra folklore e musica popolare. "IL folklore è frutto di un materiale musicale anonimo e ricco di variazioni collettive, mentre popolare è la musica d'autore che riscontra il grosso favore degli ascoltatori; molto spesso è sinonimo di populista, cioè di leggera". "La musica popolare brasiliana (MPB) concilia straordinariamente due elementi, cosa che nei Paesi europei difficilmente si può raggiungere; vale a dire avvicina il divario che c'è fra la musica erudita e quella popolare, che in Brasile è sinonimo di originale, dal momento che è fatta di talenti eruditi e non, che attingono dal serbatoio tradizionale folcloristico". Se si pensa che in Italia, per quanto piccolo come Stato, esistono diverse forme musicali folcloristiche, dal liscio alla tarantella, dalla musica del Tirolo a quella sarda, come si può pensare che in un Paese grande come il Brasile esista un'unica forma musicale o, tanto peggio, confondere la musica brasiliana con quella cubana, argentina o messicana. Certamente ci sono delle affinità tra loro dato che si tratta pur sempre di musica latina "o coracao", "el corazòn", il sentimento insomma. Spesso è lo sfruttamento commerciale che genera confusione e prodotti banali. Questo perché l'europeo, in particolare l'italiano, tende a generalizzare, piuttosto che rispettare le forme tipiche di ogni Paese, considerando "seria" solo la musica che più conosce, mentre il resto è puro divertimento condito dal gusto "esotico".

Proviamo ad analizzare alcune forme musicali brasiliane legate alla danza, al canto, ai riti religiosi ed ai giochi. Il samba, e non la samba come erroneamente viene chiamato, dal momento che è di genere maschile e non femminile, è originario di Rio de Janeiro e oggi è la danza più popolare in tutto il Brasile. In passato era chiamata "Batuque", denominazione ancora usata nella forma di "Batucada" che sta ad indicare una qualunque esecuzione ritmica. Esistono due forme fondamentali di samba. Il samba enredo, cioè il samba del carnevale basato su un tema principale, frutto di un lungo lavoro e selezionato per il carnevale. Le scuole di samba infatti si riuniscono subito dopo il carnevale e i compositori propongono, dopo varie ricerche bibliografiche, decine di nuovi temi che vengono subito diffusi tra la gente della propria scuola, e solo quello che riscontra maggior successo diventerà il tema per il carnevale dell'anno successivo. Il samba cançao (canzone) invece è caratterizzato da una andatura più lenta e da una melodia più ampia e lirica. Come ogni musica ha il suo ritmo, ogni ritmo è caratterizzato dai suoi strumenti che tra loro possono avere materiali in comune, come il legno, il bambù, la zucca, il guscio di animali, le pelli, i metalli, ogni strumento ha la sua forma, il suo nome specifico e viene suonato con la sua tecnica appropriata. La "cuica", il "pandeiro", l'"agogô", il "ganzà", il "tambourine", il "tarol", il "repinique", il "surdo", sono gli strumenti che costituiscono la "bateria" di samba (per ordine di apparizione durante il carnevale), e sono strumenti solo tipicamente brasiliani.

Il Brasile ha continuato ad avere influenze di altre culture, per ultima quella nordamericana, ma ne è sempre uscito con prodotti originali. La Bossa Nova ne è un esempio. Frutto del samba e del jazz statunitense (inizi anni '60), significa "cosa nuova", che si identifica con un movimento intellettuale-culturale al quale parteciparono politici come Newton Mendoça e Vinicius De Moraes, illustri compositori e famosi musicisti. Lo strumento che caratterizza la Bossa Nova è il "violao" (chitarra), principalmente solista o accompagnata da un testo cantato, o a volte, da intere orchestre di violini, violoncelli e da strumenti a fiato; strumenti già utilizzati nello "chorinho", antenato della Bossa Nova, anch'esso facente parte della musica popolare cittadina. La Bossa Nova è stato il miglior genere musicale di esportazione della cultura brasiliana. Nei testi cantati ci sono chiari riferimenti a luoghi e realtà non soltanto della vita carioca (di Rio), ma di tutto il Brasile e in particolare del Nord-Est.

Quando si parla di nord-est viene in mente la povertà, la siccità del "sertao", il vivere tra la realtà e la fantasia, tra il certo e l'incerto; e la musica che è differente da quella del sud risente maggiormente dell'influenza africana. Il frevo è tipico di Recife (capitale del Pernambuco), deriva dalla polka-marcia e viene suonato principalmente durante il carnevale. Oggi l'interesse del frevo si rivolge principalmente alla danza, che si differenzia dalle altre per i suoi movimenti più veloci, per l'appunto frenetici, poco sensuali, dove prevale l'improvvisazione. Un altro tipo di musica propria di Recife è il Maracatù che è anche un corteo reale della tradizione afro-brasiliana che sfila anch'esso per le strade in occasione del carnevale. Conosciuto anche con il nome di "Naçao", perché trae origini dalle antiche feste di ringraziamento ai Re negri, eletti e nominati Re del Congo, a partire dalla fine del secolo XVII. Gli strumenti musicali che vengono usati nel Maracatù sono: "Gonguê", "Ganzà", "Caixa de guerra", "Tarol" e "Zabumba". In quasi tutti i Maracatù l'aspetto sincretico è molto forte. I più antichi gruppi sono quelli di Maracatù Elefante, Leao Coroado, Porto Rico e Estrela Brilhante. Fanno parte della musica nordestina anche il Forrò, suonato con la "sanfona" (fisarmonica), il "Coco", lo "Xaxado", l'"Arastapè"; ma quando si parla di "Afoxè", di "Candomblè" e di "Capoeira", si parla di Bahia, la città più antica del Brasile. Afoxè: è la musica che accompagna la danza durante il carnevale di Bahia; un carnevale meno allegorico, ma più autentico. Il ritmo è più cadenzato, più marcato, più africano. Candomblè: la religione ufficiale in Brasile è quella cattolica, ma è un cattolicesimo particolare perché molto influenzato da riti animisti di origine africana, in particolare da quelli sudanesi, che hanno dato origine al Candomblè (Bahia), e quelli bantù alla Umbanda (Rio), termine a volte sostituito dalla parola Macumba che però nella concezione popolare è considerata più una riunione di maghi che un atto religioso.

Capoeira: introdotta dai neri dell'Angola, è un insieme di gioco-danza, in passato era un sistema molto pericoloso di autodifesa. E' una gara di abilità dove i colpi vengono eseguiti solo dai piedi accompagnati dal movimento del corpo, e le braccia si usano solo per mantenere l'equilibrio. Esiste una variante della Capoeira, dove vengono usati solo dei bastoni della lunghezza di 40-50 centimetri e prende il nome di "Maculelè". C'è una grande relazione tra Capoeira e riti feticisti; anche qui i Santi sono sempre ricorrenti, è il caso per esempio di San Benedetto (Sao Bento), protettore contro i cobra, ma che sta a indicare anche due varietà baiane di Capoeira (Sao Bento Grande e Sao Bento Pequeno). Il "Berimbau", un arco musicale monocorda di origine africana, è lo strumento fondamentale, senza il quale la Capoeira non può essere effettuata. Il suono non è puro abbellimento, ma il gioco dipende dallo strumento che genera una forza tale da aumentare le energie dei lottatori. Per il musicista, il Berimbau è soprattutto un fedele amico inseparabile, che nei momenti di tristezza e solitudine allontana le preoccupazioni.

In quasi tutti i paesi extraeuropei esiste un profondo rispetto tanto del musicista quanto del suo strumento. Questo perché l'esecutore, il compositore e il costruttore dello strumento musicale sono spesso la stessa persona, così pure il musicista è considerato uno specialista a tutti gli effetti che rende un servizio particolare alla comunità. Esistono per esempio in alcune società africane intere famiglie di suonatori di "Djeimbè", di "Balaphon", di "Kora" ecc., e nella musica di gruppo i ruoli dei musicisti vengono distribuiti in funzione della propria specializzazione. Un altro aspetto extraeuropeo è l'"oralità", vale a dire che sia la musica che le tecniche di esecuzione vengono trasmesse oralmente, direttamente dal maestro dell'allievo. Certamente la trascrizione della musica è utile, ma non è tutto: il sentimento ed il valore umano non si possono trascrivere.

Peppe Consolmagno


 
 
 
 
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