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Osteoporosi:
Anche le ossa si consumano

L'invecchiamento della popolazione nei Paesi sviluppati non soltanto ha prosciugato le casse degli enti pensionistici ma ha indotto un tale aumento della spesa sanitaria per le cure e per i ricoveri ospedalieri che neppure la fantasia più sfrenata di ministri e amministratori nell'inventare nuovi ticket e ostacoli assortiti per l'accesso alle prestazioni sanitarie, riesce a rimediare. Con l'avanzare dell'età compaiono malattie croniche, per lo più dovute all'usura inevitabile dell'organismo che, come per un'automobile, a seconda del buono o cattivo uso e manutenzione che se n'è fatto in gioventù, resterà in buono stato più o meno a lungo. Tutti gli organi richiedono attenzioni e cure preventive, dalle arterie al cuore, dal cervello al fegato, ma è nelle ossa che si vedono più facilmente i risultati di una accurata "manutenzione".

Oggi in Europa un cittadino su otto al di sopra dei 50 anni è a rischio di frattura vertebrale anche per piccoli traumi e sopra gli 80 anni una donna su tre può riportare una frattura del femore, rischiando di rimanere per il resto dei suoi giorni a letto o in carrozzina, anche per cadute banali, che a 20 anni non avrebbero provocato il ben che minimo disturbo. In Italia si stima una spesa di 1.000 miliardi all'anno per curare le fratture delle vertebre, del polso e del femore nelle persone anziane dovute alla maggior fragilità delle ossa che compare col passare degli anni e che è nota col nome tecnico di "osteoporosi" come dire "ossa forate", indebolite dalla riduzione della sostanza che le compone.

Il nostro scheletro sostiene e protegge il corpo e gli organi interni; è fatto sostanzialmente di un fitto telaio di fibre proteiche (collagene) resistenti ed elastiche, immerse in una sostanza cementante e indurite da depositi di calcio. Il tutto è vivo, perché prodotto e riparato in continuazione da cellule, gli osteoblasti, coadiuvate da cellule "spazzine", gli osteoclasti, che si mangiano l'osso vecchio. L'attività di queste cellule potrebbe mantenere le nostre ossa sempre nuove, come se andassimo dal carrozziere tutti gli anni a stuccare o sostituire qualche pezzo della carrozzeria dell'auto; purtroppo non è così perché con l'avanzare dell'età gli osteoblasti "perdono i colpi" ed è più l'osso che si consuma rispetto a quello che si rinnova. Le ossa sono inoltre il deposito dello ione calcio che è indispensabile per la contrazione muscolare e la conduzione nervosa per cui, se il calcio manca nel sangue, viene inesorabilmente attinto dalle ossa. L'attività delle cellule dell'osso è regolata da alcuni ormoni, in particolare gli "ormoni sessuali", quelli prodotti soprattutto dalle ovaie nelle donne e dai testicoli nell'uomo e dipende anche dalla "materia prima" fornita, cioè dagli alimenti che assicurano l'apporto di calcio e di proteine. L'architettura dell'osso inoltre, cioè la disposizione ordinata delle fibre e delle lamelle o trabecole d'osso, è influenzata dalla forza di gravità e dall'esercizio fisico: ecco perché gli astronauti della Soyuz o gli immobilizzati a letto, perdono rapidamente sostanza ossea e vanno incontro all'osteoporosi.

Mentre negli uomini la diminuzione degli ormoni sessuali è lenta e progressiva con l'età, nelle donne al momento della menopausa vi è una brusca riduzione, pressoché una scomparsa, degli ormoni sessuali, estrogeni e progesterone. Per tale motivo, ed anche perché di solito le donne hanno ossa più sottili dei maschi, le donne anziane sono quelle che subiscono i maggiori danni dell'osteoporosi. Ecco che a 70 anni molte donne anziane, specialmente le "nonne" più trascurate di qualche decennio fa, hanno la cifosi o "gobba", si incurvano perché le loro vertebre, molto fragili, pian piano si schiacciano spontaneamente nella parte anteriore. Le ossa del polso divengono porotiche e una minima caduta dalla bicicletta può farle spezzare, ed anche il collo del femore, cioè la parte alta dell'osso della coscia che si articola con l'anca, indebolito dall'osteoporosi si può fratturare per un banale "scivolone" nella vasca da bagno o in un tappeto di casa. I risultati dal punto di vista medico sono noti: cure antidolore prolungate, busti ortopedici, interventi chirurgici, protesi d'anca, a volte immobilità irrecuperabile con necessità di assistenza continua da parte dei famigliari, complicazioni respiratorie e cardiache che accelerano il decesso. Tutto questo oggi può essere evitato e un ottantenne può arrivare alla vecchiaia in ottime condizioni anche di ossa, senza pesare sul Servizio sanitario nazionale e sulla famiglia, e soprattutto mantenendosi autosufficiente e valido fino alla più tarda età. Naturalmente non ci deve pensare a ottant'anni ed occorre avere ben chiaro cosa gli ultimi studi sul metabolismo dell'osso ci dicono. Intanto l'osso va reso robusto e conservato forte fin dall'infanzia, facendo una alimentazione variata e ricca di calcio (contenuto soprattutto nei formaggi, yogurt, latte e uova, quello delle verdure è poco ed è meno assimilabile, anche l'acqua potabile può costituire un utile supplemento di calcio, in media 200 mg a litro) e di proteine. Lo sport e lo sviluppo di buone masse muscolari irrobustiscono le ossa e favoriscono il deposito del calcio. Il fumo e l'eccesso di alcolici lo ostacolano e così pure le cure prolungate con cortisonici (ad es. nell'asma cronica), il diabete, le malattie debilitanti che riducono il peso e i muscoli (sindromi da malassorbimento, grave insufficienza renale o epatica, anoressia).

La menopausa nelle donne è il momento critico nel quale occorre intervenire con controlli, dieta appropriata e cure, specialmente se le mestruazioni si arrestano precocemente, prima di 50 anni, se la donna ha avuto molte gravidanze ed allattamenti (che la impoveriscono di calcio), è "minuta", cioè di ossatura piccola, e se ha fatto abitualmente poca attività fisica. È indispensabile verificare la massa ossea con un esame noto come mineralometria ossea computerizzata o MOC (o densitometria ossea) e tenerla sotto controllo ogni anno se vi sono segni di precoce impoverimento di osso. Anche i nuovi apparecchi ad ultrasuoni che misurano la densità delle ossa del calcagno danno utili indicazioni sulla robustezza dell'osso e così pure alcune analisi del sangue e delle urine che valutano i metaboliti dell'osso (piridolina, ecc.), cioè i prodotti dell'attività degli osteoclasti.

Oggi si tende da parte dei medici e dei ginecologi a posticipare l'evento critico della menopausa intervenendo con cure sostitutive di ormoni femminili, in pillole o cerotti, per mantenere l'effetto positivo degli estrogeni sulle ossa, ma anche sulle arterie, sulla pelle e sull'umore. La menopausa ormonale, e a volte anche la cessazione delle mestruazioni, viene così ritardata di alcuni anni, anche cinque se non vi sono controindicazioni. Nel contempo si consigliano supplementi di calcio e di vitamina D, che facilita l'assorbimento del calcio. La dieta normale contiene meno di 1000 mg di calcio, dai cinquant'anni in poi è utile salire a 1000-1200 preferendo i formaggi "magri", per non rischiare quindi di eccedere con colesterolo e trigliceridi, di cui i latticini sono ricchi. Magnesio e fluoro pure giovano alle ossa.

Nelle forme di osteoporosi già conclamata sono d'obbligo le cure con medicinali che fissano il calcio nelle ossa (difosfonati). Anche gli uomini sedentari, diabetici, longilinei con scarse masse muscolari, vanno incontro ad osteoporosi senile più precoce dei coetanei.

Ovviamente passeggiate, bicicletta, palestra e in generale una costante attività fisica, adatta all'età e all'indole individuale, sono vivamente raccomandate, così pure una frequente esposizione al sole che, come noto, attiva la sintesi della vitamina D. Gli anziani ultrasettantenni dovranno poi evitare tutti i rischi di caduta, perché comunque le loro ossa non saranno mai quelle dei vent'anni e ogni frattura sarà più difficile e più lunga da ricalcificare e da riabilitare. Ecco che in una casa abitata da un anziano progettisti ed architetti, ma ancor più i familiari, dovranno considerare tutti gli ostacoli e le barriere architettoniche, la disposizione dei tappeti, degli appigli nel bagno, degli adesivi antiscivolo nella doccia, dei corrimano nei corridoi, della stabilità delle seggiole e dell'altezza dei letti, delle luci di sicurezza notturne, della comodità e sicurezza delle calzature, dei bastoni da passeggio, della bicicletta se ancora usata, della correzione dei difetti della vista e dell'udito, tutto al fine di ridurre al massimo il rischio di cadute accidentali.

Luciano Baffioni Venturi


 
 
 
 
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