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Novembre 2003 / Lettere e Arti
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Elvidia Ferracuti la “Rosina delle Marche”


La recente cerimonia per l'assegnazione del “Rossini d'oro” al celebre baritono Alessandro Corbelli da parte del Circolo Amici della Lirica “Gioachino Rossini” mi ha consentito di rivedere con grande piacere il famoso soprano Elvidia Ferracuti nelle vesti di Presidente del noto sodalizio pesarese.
Conosco Elvidia Ferracuti, cantante e artista meritatamente definita con l'appellativo di “Rosina delle Marche”, dai tempi dei suoi studi di canto presso il Conservatorio Musicale “Rossini” di Pesaro. Mi sia quindi consentito ricordare alcuni momenti della sua carriera artistica che mi hanno avuto fra i suoi ammiratori. Era l'anno 1957 e a Fano un gruppo di appassionati di musica lirica, compreso il tenore Enzo Cecchetelli, aveva dato vita al Gruppo “Amici della Musica”. Furono così organizzati i primi concerti e la giovanissima Elvidia Ferracuti sorprese e affascinò già da allora il pubblico degli intenditori con la freschezza della sua bella voce e la sorprendente sicurezza tecnica nell'esecuzione di arie e cavatine fra le più impegnative del repertorio ottocentesco e rossiniano in particolare.
Sette anni dopo (estate 1964) ci fu il suo debutto alla Corte Malatestiana come Adina nel donizettiano Elisir d'amore, un'opera da me amatissima per averla ascoltata ancora fanciullo al Teatro della Fortuna (estate del 1942), interpretata da Ferruccio Tagliavini (Nemorino), Lina Aimaro (Adina), Saturno Meletti (Belcore) e Melchiorre Luise (Dulcamara). “Un pubblico attento – scrisse il cronista dopo la prima rappresentazione di quel 1964 – ha seguito lo spettacolo sottolineandone i momenti migliori con lunghi applausi. E se li sono veramente meritati, sia Elvidia Ferracuti (Adina), soprano leggero di eccezionale agilità ed espressività, già nota al pubblico fanese e avviata ormai ad una carriera brillantissima; sia il tenore Luigi Pontiggia dalla voce dolcissima e sfumata, un Nemorino veramente capace di far versare abbondanti lacrime ‘furtive' e che ha dovuto replicare la celebre romanza dell'ultimo atto”.
Quanto ad Elvidia Ferracuti, reduce da affermazioni sempre maggiori in tutta Europa, il pubblico dei melomani fanesi poté ascoltarla ancora una volta alla Corte Malatestiana (estate del 1966) come Gilda nel verdiano Rigoletto, a fianco del baritono Giovanni Ciminelli e del tenore Luciano Saldari. Fu anche allora un nuovo grande successo in un ruolo poi sostenuto nei maggiori teatri italiani ed esteri così come quelli della donizettiana Lucia e di Rosina nel rossiniano Barbiere di Siviglia: ruolo che le ha consentito di conquistare il ricordato appellativo di “Rosina delle Marche”. Al “Pergolesi” di Jesi ricordo poi di averla più tardi ascoltata nel difficile ruolo del paggio Oscar nel verdiano Un ballo in maschera: un personaggio adattissimo per le caratteristiche vocali e la brillantezza di interprete della Ferracuti non meno di quello di Musetta nella pucciniana Bohème e della protagonista della Amelia al ballo del contemporaneo Giancarlo Menotti.
Resta il fatto che Fano e i fanesi non hanno mancato da allora di riascoltare e festeggiare numerose altre volte Elvidia Ferracuti in recital e concerti, anche quando, ormai apprezzatissima docente di canto presso il Conservatorio Musicale “Rossini” di Pesaro, non è apparsa sulle scene teatrali, mantenendo peraltro fino ad oggi intatta la bella voce che l'ha resa famosa e integrando il proprio repertorio con arie e cavatine di operisti marchigiani dimenticati (Vaccaj e Nini in particolare) e con proprie applaudite liriche da camera che ne hanno evidenziato anche la capacità di compositore. Donna dal carattere forte e deciso, Elvidia Ferracuti dispone di un animo romantico, estremamente sensibile. Cordiale e generosa con chi la stima e le è amico, non tollera torti e compromessi. Proprio per questo la sua carriera di cantante prima e di docente poi è stata costellata di molte rose, ma anche di qualche spina. Sempre rigorosissima con se stessa, con studio costante, Elvidia Ferracuti non ha mai cantato una parte senza adeguata preparazione vocale e scenica. E' stata (ed è) un'artista completa, capace di dar vita a personaggi dolci e fragili, come Lucia o la belliniana Amina, ma anche vivaci e brillanti, pronti a lottare con le armi della femminilità, come la prediletta Rosina, quando quel ruolo non era stato ancora restituito alla vocalità dei mezzosoprani.
Tutto questo andava e va detto per chi non dispone di lunga memoria come il sottoscritto e fanatizza e grida al miracolo solo per gli ultimi arrivati di una lunga catena di artisti lirici che hanno calcato i palcoscenici d'Europa e d'America.

Franco Battistelli


 
 
 
 
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